L’istruttore di yoga

racconto erotico: yoga sesso passione

Susanna aveva avuto una giornata molto pesante a lavoro. una di quelle giornate in cui sentiva che la sua vita le stava sfuggendo dalle mani, imprigionata in un lavoro che detestava.
Le capitava molto spesso, ma fortunatamente lo yoga l’aiutava molto a distendere i suoi nervi, liberando così tutte le sue energie negative.
Era importantissimo avere una valvola di sfogo, perché l’anima di una persona non poteva essere rinchiusa da nessuno al mondo. L’anima era intoccabile.
-Ok. Adesso potete smettere la vostra posizione… per oggi abbiamo finito.
Durante tutto l’allenamento non aveva fatto altro che distrarsi, osservando il suo insegnante di yoga, impegnato a spiegare come liberare i chakra e come utilizzare la respirazione.
Probabilmente tutto quello yoga ne aveva fatto un amante molto snodato e capace. Tutte le allieve del corso si arrapavano alla sola idea che quell’uomo potesse anche solo sfiorarle per raddrizzare loro una gamba o un braccio per un errore di posizionamento.
Aveva fantasticato molto spesso sull’eventualità di farsi una scopata con lui, ma non aveva mai avuto il coraggio di fare la prima mossa, forse perché non si reputava all’altezza di quel personaggio così ascetico e particolare.
Ciononostante, quel giorno aveva notato che anche il suo istruttore, di tanto in tanto, la guardava con attenzione, specialmente quando metteva in pratica le posizioni più provocanti dal punto di vista sessuale.
Susanna era molto curiosa di scoprire come era fatto il pene dell’uomo che riusciva a rilassare ogni suo muscolo ogni mercoledì mattina.
Quella sera attese che tutte le altre donne terminassero di cambiarsi, uscendo dallo spogliatoio, fingendo di scrivere un messaggio molto importante al telefonino.
Ovviamente non voleva sembrare una disperata in cerca d’attenzione, quindi si cambiò, una volta rimasta da sola.
Doveva inscenare un finto ritardo. Ovviamente si era vestita in maniera estremamente provocante, con camicetta scollata e tacco dodici. Avrebbe steso chiunque, vestita in quella maniera.
-Mi scusi, posso farle una domanda?- disse, uscendo dallo spogliatoio, assicurandosi che nessuno fosse rimasto con loro in quella palestra.
-Certamente Susanna.- rispose lui, con la solita calma che lo rendeva così diverso da tutti gli altri uomini che aveva conosciuto fino a quel momento.
-Lei ci ha sempre incitate ad essere molto libere.
-Questa è un’affermazione, non una domanda.- rispose, sorridendo.
Era simpatico e amava ridere.
-Vero. Il fatto è che lei ha detto che ogni repressione è sbagliata, se ciò che si reprime non è atto a creare del male.Vero?
-Vero. L’ho detto e lo affermo anche adesso.
-Allora… vede… io reprimo da molto tempo la voglia di fare l’amore con lei. Io le sto parlando, quando in realtà non desidero altro che baciarla e farmi prendere in tutte le posizioni possibili ed immaginabili.
L’istruttore rimase in silenzio per una decina di secondi, alimentando così l’imbarazzo nato da quell’affermazione così scottante.
-Cosa ne diresti di parlare un po’ meno di sesso e di farne un po’ di più? Adesso!- rispose, baciando Susanna, leccandole le labbra con la sua lingua umida e calda.
-Era proprio quello che volevo sentirmi dire.
-Io adoro il sesso. Credo che sia l’attività più distensiva dell’universo. Vedo il mondo intero come un grande ed intenso orgasmo di massa.
Con un gesto impetuoso, l’istruttore strappò la camicetta di Sussanna, facendo volare tutti i bottoni sul pavimento.
Sebbene fosse una donna molto attenta ai dettagli, presa dall’impeto della passione, non fece nemmeno caso alla rottura di quell’indumento.
Quasi senza accorgersene si ritrovò completamente nuda, penetrata dal pene turgido del suo insegnante che aveva deciso d’insegnarle cos’era un vero orgasmo.
-Ah. Ne ero sicura che lei si sarebbe dimostrato un ottimo amante.- disse, sussultando per quell’intrusione di carne all’interno della sua vagina.
-Adesso ti fotterò come non sei mai stata fottuta.- rispose, spingendo con forza il suo bacino, scopando quella ragazza poco abituata ad essere posseduta con ardore.
Non era un amante dolce, bensì un amante forte e violento come un leone. Sembrava un treno deciso a sfondare una galleria chiusa da una lastra di cemento armato.
Dove trovava tutta quella forza? Non era umano.
Più il suo cazzo entrava dentro di lei e più si convinceva di trovarsi in una dimensione ultraterrena in cui l’unica parola conosciuta dal genere umano era. orgasmo.
Ne ebbe uno, due, forse addirittura tre, ma in realtà fare l’amore con quell’uomo era un po’ come provare un unico grande orgasmo, capace di metterti in contatto con ogni singola molecola dell’universo.

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