L’insegnante di yoga

Laura non era mai stata portata per gli sport, né tantomeno per le filosofie orientali, ma c’era qualcosa nella sua insegnante di yoga che riusciva ad infondere in lei una tranquillità interiore ai limiti dell’ascetico.
Quando mostrava le posizioni alle sue allieve era molto armoniosa, sebbene avesse un corpo nervoso e affusolato.
Dopo la lezione del giorno si sentì in dovere di andare a ringraziare l’insegnante, visto che oltretutto non le aveva ancora pagato il mese in corso.
“Faccio la doccia e ti porto i soldi.” aveva detto.
Così, dopo essersi lavata, si presentò nuovamente nella sala yoga. Carlotta era sola. Stava accendendo dei bastoncini d’incenso. Era così maledettamente sensuale.
“Ciao, ti posso disturbare?” chiese gentilmente.
“No… perchè tu non disturbi mai. Come potresti?”
Era gentile e selvaggia allo stesso tempo. Come ci riuscisse, era un mistero per Laura, che la osservava da lontano con estrema attenzione.
“Ti ho portato i soldi e volevo ringraziarti per la meravigliosa lezione di oggi.”
Carlotta la guardò intensamente. Aveva uno sguardo molto penetrante.
“Posso baciarti?” chiese, senza mezze misure.
“Certo.” rispose Laura, senza nemmeno pensare un secondo alla risposta.
Carlotta si avvicinò a lei come un felino si sarebbe avvicinato alla sua preda e le loro labbra si unirono in una cosa sola.
Aspettava quel bacio da così tanto tempo e finalmente quel momento era arrivato. Doveva essere quello il “qui ed ora” di cui parlava sempre Carlotta.
Sentì la mano della sua insegnante afferrarle le chiappe con una presa molto mascolina.
Non era lesbica, ma l’eccitazione che covava nei confronti di Carlotta avrebbe potuto trasformarla nella lesbica più lesbica del pianeta.
Lentamente le fece scivolare una mano sul seno.
“Hai un corpo così elettrico, Carlotta…”
“Mi piace quando mi tocchi le tette.”
L’estasi stava per arrivare al culmine, quando l’insegnante di yoga le infilò una mano nei pantaloni, penetrandola con due dita. Era già molto bagnata.
“Ahhh.” gridò Laura.
Con il suo fidanzato non aveva mai goduto così tanto. Non si era mai fatta toccare da una donna prima di quella sera e si accorse in un solo istante che le piaceva molto quello che stava accadendo.
Quando iniziò a stimolarle il clitoride, le gambe cominciarono a tremarle. Le secrezioni vaginali continuavano a colare e la sua lingua finì per invadere la bocca di Carlotta come un assatanata in cerca di qualcosa da bere nel deserto.
“Oh cazzo… sei fantastica.”
La pace interiore era un orgasmo in continua mutazione. Solamente ora riusciva a comprendere il senso della vita, con le dita della sua istruttrice di yoga immerse nella sua fica.
Crollò a terra e Carlotta la seguì, continuando a masturbarla. Nulla sarebbe tornato come prima dopo quell’incontro.
Uomini, donne… non era una questione di eterosessualità o lesbismo… lei desiderava solamente Carlotta in ogni sua forma.
“Vorrei poter vivere nella tua fica e farti impazzire di piacere in ogni momento della tua vita.”
“Cazzo sì. Impazzisco… impazzisco.”
“Vieni… vieni, piccola.”
Laura tirò un pugno al pavimento. Non riusciva più a contenere il suo piacere. All’improvviso emise il gemito orgasmante più acuto della sua storia sessuale.
Chiunque si fosse trovato nelle vicinanze l’avrebbe sentita ma reprimersi le sarebbe risultato impossibile.
Quella mano sembrava conoscere ogni suo più intimo e nascosto desiderio sessuale.
Dopo aver estratto la mano dalle sue vergogne, Carlotta leccò dalle sue dita il liquido vaginale della sua allieva.
“Guarda i tuoi pantaloni.” disse, sorridendo.
Laura abbassò lo sguardo e notò una chiazza sulla sua tuta da yoga.
“Diavolo… non ero mai venuta così tanto.”
Era così bella. Se ne stava lì, custodendo il segreto dei migliori orgasmi.
“Sono contente di averti regalato un po’ di piacere.”

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