Lettera ad una mia amica

Sesso, racconti erotici

Era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere, cara Alessandra.
Ti scrivo questa lettera perché sono sicura che tu potrai capire che il mio comportamento non è quello di una persona instabile.
La settimana scorsa mi è successa una cosa incredibile. Mi trovavo all’uscita di scuola, perché ero andata a prendere Francesco. Ovviamente fin qui non c’è niente di anormale, ma in realtà mi ero dimenticata che quel giorno toccava andarlo a prendere a scuola a suo padre.
Così ci incontrammo lì, all’uscita di scuola. L’imbarazzo era palpabile, perché non ci vedevamo praticamente da un mese, se non di più e quello era il luogo meno adatto ad una riconciliazione.
Avevamo deciso di non vederci per un po’, per evitare che Francesco ci vedesse litigare ancora. Dovevamo fingere di essere una famiglia normale, come tutte le altre.
Certe volte è così difficile recitare il ruolo della famiglia perfetta, quando tuo marito ti ha lasciata per la sua segretaria e tu lo detesti con tutta te stessa.
Fatto sta che, dopo esserci salutati con una stretta di mano, io me ne andai via, consapevole del fatto che l’odio nei confronti di mio marito non era assolutamente diminuito.
Mi venne una rabbia incontrollabile, giuro che avrei fatto a botte con chiunque mi avesse anche solo salutata.
E molto difficile scrivere quanto segue, ma so che con te mi posso aprire e sono sicura che tu non mi giudicherai con la stessa severità con cui mi giudico io stessa.
Un uomo mi fermò in mezzo alla strada, chiedendomi un accendino.
La mia risposta fu la seguente -Se volevi scoparmi, non potevi trovare una scusa migliore per attaccare bottone?
-Ma io volevo davvero un accendino.- rispose lui.
-Andiamo… voi uomini siete tutti uguali e volete tutti la stessa cosa. Scopare.
-Arrivederci.
-Andiamo dietro quella colonna?- dissi.
-Cosa?
-Voglio essere scopata dietro quella colonna. Le va? Forse non mi trova abbastanza attraente?
-Senta… se lei mi porta dietro quella colonna, io la fotto come si deve, ma sappia che se arriviamo fino lì, io non mi fermerò. Ci pensi bene.
-C’ho pensato. Andiamo.- gli dissi, avviandomi verso la colonna.
Il tizio in questione era bello alto e una volta arrivato dietro quella colonna, tirò fuori un pene chilometrico e duro.
Era eccitatissimo e per un attimo mi venne quasi voglia di tirarmi indietro. Ricordai quello che mi aveva detto solamente un attimo prima e decisi di rimanere. Dovevo sfogarmi con qualcuno per tutto quel nervoso che aveva provocato in me la vista del mio ex marito.
-Che bel cazzo.- dissi, prendendolo in mano.
Era così grande. Non avevo mai visto un pisello come quello, almeno non dal vivo.
Non ebbe nessuna delicatezza nel tirarmi giù le calze, come non ebbe nessuna delicatezza nemmeno nello spostarmi le mutandine per infilare quel suo grosso uccellone dentro di me.
Non ero nemmeno bagnata, ma quello a lui non importava. Era quasi un cacciatore sessuale, attirato dalla preda direttamente nella tana.
Ricordo che disse qualcosa come -Ti piace, troia?-, infilandomelo dentro a tradimento.
-Sì che mi piace.- risposi, odiando me stessa con tutta la forza in mio possesso.
Quell’uomo mi stava sbattendo come se fossi stata una puttana raccolta dalla strada alle tre del mattino, mentre in realtà ero una madre di famiglia che si faceva sfondare da uno sconosciuto a mezzogiorno.
Un passante ci passò letteralmente a fianco e ci guardò con sdegno, come se fossimo degli esseri viventi da condannare alle fiamme dell’inferno.
Mi sforzai per non piangere, ma alla fine una lacrima prepotente scese lungo il mio viso,
Lo sconosciuto la leccò avidamente.
-Ha il sapore della sofferenza.- disse, continuando a scoparmi.
Non mi avevano mai scopata così male e con tanta rabbia. Per lui ero solamente una sacca di carne, atta a contenere il suo sperma.
Mi facevo e mi faccio schifo da sola.
Mi sono comportata come la peggiore delle puttane e credo che questa cosa me la porterò dentro per sempre.
tu credi che io sia una puttana? Perché ho fatto una cosa del genere?
Tra le altre cose, quell’uomo mi venne dentro ed io non sono nemmeno andata a comprare la pillola del giorno dopo.
È tutto talmente vero che la testa mi esplode, se penso ancora al suo cazzo dentro la mia vagina da troia.

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