L’autostoppista sexy

Ragazza sexy sulla strada con la valigia

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Alessandro era un tipo avventuroso. Adorava quella sensazione di pericolo che si celava dietro l’adrenalina di un’azione sconsiderata.
Gli amici, la famiglie e anche i conoscenti gli avevano sempre sconsigliato di fermarsi in autostrada per dare un passaggio agli autostoppisti, ma quando vide quella ragazza biondina, ferma al ciglio della strada, non poté esimersi dal fermarsi.
Fondamentalmente era un buono, ma dire che si fosse fermato esclusivamente per un eccessivo senso di bontà sarebbe stato poco veritiero; quella ragazza era molto calda.
Rispondeva perfettamente ai suoi canoni di bellezza: biondina, magra e con due tette che avrebbero oscurato il sole se guardate di profilo.
-Dove devi andare?
-Verso Torino.- rispose lei, coprendosi gli occhi con la mano, proteggendosi dai raggi del sole.
-Ok, sali.- disse lui.
Per un attimo temette quasi che non fosse sola. Aveva sentito molte storie inerenti a ragazze che fingevano di essere sole, mentre i i loro fidanzati attendevano dietro un albero. Fortunatamente la sua storia era differente da quelle che aveva sentito.
La ragazza mise i bagagli nel sedile posteriore e salì sulla macchina.
Iniziarono a parlare dopo due o tre minuti.
Si chiamava Kate ed era Norvegese. Lui le aveva detto che era il proprietario di un bar di Torino e lei gli aveva detto di essere una ballerina, lasciandogli intendere che il suo genere non era proprio il “balletto classico”, quanto più quello in cui gli uomini finivano per infilarle banconote negli slip.
-Quindi sei una spogliarellista?- domandò.
-Diciamo una ballerina molto succinta!- rispose lei, ammiccando coi suoi occhioni blu.
Alessandro era molto attento alla guida, ma il prorompente seno di Kate continuava a focalizzare la sua attenzione, facendolo distrarre.
Abituata a sentire gli occhi di decine e decine di uomini sul suo corpo, la ragazza aveva sviluppato una specie di sesto senso per quelle cose.
-Ti piace il mio seno?- chiese, sorridendo maliziosa.
-Beh, è una domanda molto diretta… sì. Devo ammettere che hai proprio un bel seno!- concluse.
La mano della ragazza scivolò sul suo ginocchio, iniziando ad accarezzarlo con dolcezza.
-Lo sai che oltre a ballare faccio molte altre cose?
L’atmosfera si stava facendo bollente e Alessandro soffriva molto quella particolare calura.
-Che genere di cose?- chiese.
-Cose molto sporche. Cose che non si possono dire ad alta voce.- sorrise lei, iniziando a sussurrare -Spesso mi capita di prendere in bocca i piselli dei clienti e di farli sborrare tra le mie labbra.
-Credo che si chiamino pompini!
-Sì… proprio pompini. A te piacciono i pompini?
-Molto… diciamo che sono proprio un fan. Se al mondo c’è uno a cui piacciono i pompini, quello sono io!
-Guarda che combinazione, a me piace molto farli.- disse, slacciandogli i pantaloni mentre la macchina sfrecciava a tutta velocità lungo l’autostrada.
Alessandro non credeva ai propri occhi; la faccia di quella ragazza era sprofondata tra le sue gambe, iniziando a spompinarlo senza ritegno.
L‘estasi l’assalì come non aveva mai fatto prima. Quello sì che era vivere al massimo.
Pigiò sull’acceleratore, portando la macchina a centoventi chilometri orari, accarezzando quella testolina bionda che aveva accolto il suo pene tra le sue risucchianti fauci.
-Se anche a lavoro sei così brava… probabilmente sarai eletta impiegata dell’anno.
Sembrava che quella ragazza non sentisse niente, concentrata com’era sull’adempimento di quel bocchino in movimento.
Alessandro non aveva mai ricevuto un servizietto così accurato e meticoloso. Kate non perdeva tempo in inutili giochetti con la lingua e cose del genere, era una pompinara vecchia maniera, del tipo succhia, succhia e succhia ancora fina a quando non esce lo sperma.
Quello era un pompino con la P maiuscola.
-Ah, continua.- disse, decelerando un po’, per evitare che quell’amplesso lo conducesse verso una fine gloriosa.
-Sto venendo!- sussurrò, eiaculando nella gola di quella giovane ballerina che aveva caricato quasi per compassione.
Adesso, quando qualcuno avrebbe parlato di autostoppisti, anche lui avrebbe avuto una storia da raccontare e quella storia sarebbe stata decisamente la migliore.

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