L’asta

Lei giaceva nel suo letto. La notte era calda. Una estate afosa e tormentata da piovaschi sporadici, così diceva il canale meteo. Era nuda e la pelle le brillava scaldata dalla luce della luna piena.

Andava con la mente al pomeriggio, il caldo complice non la lasciava dormire.

L’incontro con quel ragazzo imberbe con lo sguardo da uomo l’aveva colpita così come il suo tono autorevole nel dirle che la gonna che portava le si era slacciata e faceva capolino la coscia. Di certo lei non era una di quelle che slacciano il bottone a posta per sedurre e non far più capire nulla ad un uomo, le aveva sussurrato quasi. La voce coperta dal ritmico rumoreggiare del treno sui binari che entrava in stazione.

Avevano iniziato a parlare, lui era straniero, lei italiana. Lui viveva con amici, lei viveva con la famiglia e la sorellastra figlia del primo matrimonio del padre. Lui aveva 23 anni, lei 17.

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Avevano continuato a chiacchierare e lui naturalmente l’aveva accompagnata dalla stazione di fronte a casa, una villetta seminascosta dalla vegetazione ma in primo centro città. Si erano scambiati i numeri di cellulare. Si erano piaciuti.

Con un sms Omar l’aveva invitata la sera dopo ad una festa a casa di amici nel quartiere vecchio e Alina già fantasticava che abito scegliere per non essere troppo sexy ma guardabile.

Il giorno dopo passò veloce e nel pomeriggio la collezione di abiti troneggiava sul letto. La preparazione fu lunga ma ne venne fuori una Alina che dimostrava 25 d’anni. tacchi alti, abito bianco con spacco sulla schiena, capelli a cascata sulle spalle ed un trucco da star. Omar quando la vide parse imbarazzato ma la sensazione durò poco se non che camminarle al fianco gli fece abbassare gli occhi più volte. Alina si sentiva sempre più nuda, esposta. Si era vestita così per essere ammirata da Omar ma lui pareva fare l’opposto: distanziarla, non riconoscerla. Snobbarla. Le  camminava a distanza disinteressato come se le fosse capitato per caso vicino. Alina era stranita anche perché in tal modo, a piedi per la città, pareva girasse sola, di notte e non pochi apprezzamenti non tutti educati le furono rivolti senza che Omar desse cenno di quel che stava accadendo. Erano entrati nel quartiere vecchio e si diressero verso una insegna rossa che citava: osteria. Entrando Alina notò la volgarità del locale ma poi Omar la portò ditro al bancone e la fece entrare da una porticina nascosta e l’ambiente cambiò. Alina si trovò davanti ad uno spazio in cui roulette e crupier erano illunati a giorno da cristalli luccicanti e uomini in tait le rivolsero uno sguardo disinteressato. Subito andarono verso di lei due donne, una con abito lungo rosso con spacchi vertiginosi e l’altr con un abito smeraldo, bionda tinta e con delle curve procaci. Entrambe sorridenti accolsero Alina trascinandola benevolmente stupita a zonzo per i tavoli, presentandole uomini in abito scuro, in tait e smoking. Di varie età e provenienza. Omar era sparito.

Alina era stupita dai baciamani degli uomini dalla pelle olivastra, dagli occhi a mandorla e dallo sguardo  altero di altri alti, capelli bianchi e cravattino scuro. Stava bevendo da un calice di cui non aveva ricordo e frastornata dalle luci dal brusio e dai rien va plus le pareva di essere in un film.

Le due donne l’avavano portata in una zona dove c’era un piccolo set fotografico e invitata a posare con loro atteggiamenti sexy, maliziosi o seducenti. Una spallina cadeva, la seduta sulllo sgabello lasciava scoperta la coscia … La fotografa era una donna alta magra e dai modi secchi ma sempre sorridente.

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“Mettiti così… brava, che bella che sei. Ancora … lascia che la coscia si scopra, hai delle bellissime gambe. “

Si era creato un piccolo e discreto capannello di uomini tutti distinti sorridenti, alcuni in piedi altri seduti, altri ancora con assistenti giovani cui sussurravano qualcosa all’orecchio.

Alina era eccitata dal poter mostrare la sua bellezza e seguiva dettagliatamente gli ordini della fotografa, la quale con garbo e lentezza aveva fatto scoprire ad Alina il piccolo seno. Subito la donna in rosso sorridente e soddisfatta si avvicinò a lei e mentre la fotografa scattava le passò un cubetto di ghiaccio sul capezzolo. BRRRR

Le si rizzarono incredibilmente. Il capannello di uomini applaudì, quasi una ovazione. Alina sorrise soddisfatta e ideò una posa da sola fecendo  scivolare la spallina dell’altro seno. Il vestitò scoprì il ventre piatto da teenager ed un altro plauso la gratificò.

La fotografa volle che si alzasse e creasse mosse spontanee, libere. Le diceva di vibrare come una farfalla, di librarsi in volo come le farfalle che erano stampate sui suoi slip. Subito la donna in verde le porto un baby doll piumato e trasparente. Rosa il colore preferito di Alina. Il  pubblico continuava ad applaudire ad ogni movimento della ragazza che prese a ballare sinuosamente.

Si aprì così l’asta ed Alina fu battuta a 37.500 euro.

D’altra parte Omar ne aveva garantito la verginità ovviamente dandole un giusto valore.

Queste ragazze d’occidente … sono così corruttibili, meglio trarne un vantaggio per la morale!

 

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