La telefonista lo fa in tempo reale



Ho rinunciato alla mia famiglia adottiva e al mio ragazzo per trasformare la mia passione in un lavoro vero e proprio. Eccito gli altri via cavo e mi eccito io stessa a sentirli parlare sporco.

L’ho scoperto per caso, una volta che ho chiamato due mie amiche colte in flagrante scopata con un maschio di passaggio. Volevo fare gli auguri a una delle due troiette e le ho beccate in pieno porno party. Da quella simpatica esperienza, la mia vita è cambiata. Non so se, per telefono, sono più gli altri o io stessa ad eccitarmi. Lo farei anche gratis…

Certo che, però, viversi certe svelte nel mio posto di lavoro con amici, colleghi e capi d’agenzia e guadagnarci pure degli extra con tanta facilità e libidine è una pacchia.

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Il proprietario dell’agenzia di telefoni erotici dove lavoro (questo è il sito del telefono erotico se volete chiamarmi: http://www.telefono-erotico-low-cost.it/) è un bel tipo ed è anche molto bravo a non lasciarsi scappare le sue telefoniste migliori. Io sono la sua preferita ed è per questo che mi riempie di regalini (oltre che di tanto cazzo) ed ha scelto per me un salone dove poter lavorare più comodamente. Ormai ci vivo lì e non voglio altro…

Il mio capo è generoso ed è altrettanto esigente in fatto di vizi e stravizietti. Se ha tirato su un’agenzia come questa lo ha fatto non soltanto per una questione di business e per fare tanti soldi ma perché lui è un maniaco delle ‘spiate uditive’, del piacere a orecchie tese che distribuisce ad amici e clienti senza riserve, mentre si gode dal vivo scopate e inculate con le sue ‘preferite’.

Mi viene a trovare quasi tutti i giorni e, ogni volta, ha sempre una sorpresa diversa per me e un brivido in più capace di svegliarmi la voglia. Entra, si spoglia in fretta, sorride, mi fa inginocchiare e mi spinge la testa verso il suo palo già bello dritto e infoiato. E, se la prima volta non ce la fa proprio a resistere e mi schizza la prima ondata di sperma in gola, la seconda sa far durare il suo uccello meglio di un porno attore professionista.

Dopo il pompino con ingoio che apre il sipario dei nostri incontri, compone un numero, saluta uno dei tanti strani amici anonimi, poggia la cornetta sul tavolino e mi apre le gambe per entrare di prepotenza nella mia caverna brodosa. Non aspetta neanche di sentirmi bagnata, mi penetra come un maiale spazientito, uno di quei porci esibizionisti che non solo sanno usare bene le donne ma sanno usare alla grande l’uccello che smania tra le loro gambe. Sono talmente abituata alle sue stranezze telefoniche che non mi considero una delle solite mestieranti chiacchierone. Ormai, con Paolo, ho imparato a godermi certe ammucchiate via cavo…

Da quando mi sono abituata ai suoi capricci sessuali e alla sua sorprendente fantasia – difficile da trovare in un uomo – il vizio dell’esibizionismo telefonico è diventato un vero e proprio stile di vita. Certi orgasmi in diretta…

Grazie a lui ho scoperto che le donne sono più porche degli uomini.

Quella volta che Paolo m’ha inculata senza vaselina facendo ascoltare tutto a un suo vecchio compagno di bagordi, il suo amico si stava allenando in palestra e si era dato appuntamento con una ragazzina ninfomane di quelle svampite. La troietta è abituata a scrivere sui muri dei bagni pubblici il suo numero personale, riservato agli incontri speciali. E’ così che ha conosciuto Davide ed è così che s’è fatta sfogare a dovere in quella palestra, mentre io e Paolo urlavamo il nostro delirio anale.

Facendosi succhiare il cazzo dalla ragazzetta, Davide restava attaccato alla cornetta e sentiva tutte le porcate che stavamo facendo io e Paolo. Gli si era indurita la bestia fino a fargli male, quando ha abbandonato per un po’ la ‘spiata orecchiona’ e ha preso a chiavarsi e incularsi la sua docile cagnetta.

A viva voce, nella nostra stanza, si diffondevano i loro lamenti, le loro smanie urlate in piena libertà. Quanto gli piaceva, a quel montone, parlare sporco e fare il cafone e dare ordini per farselo indurire meglio. Io inculavo, inculavo, turbata dalla voce di quel porco… e mi tappavo pure la sorca con un grosso fallo. A muso già sporco di sperma, ho capito che Davide stava riempiendo il buco posteriore della tipa con un bel clisterino di sborra calda…

Crolla la linea, crolliamo tutti quanti e crollano i nostri nervi.

Il telefono s’impalla… tu… tu…. tu… tu… tu

 

 



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