LA STORIA dell’AMANTE (Il bagno pt. 1)



Sesso nella vasca da bagnoLa spugna cadde nell’acqua e si inabissò, proprio nel suo intimo. Calore. Tutto quello che riuscivo a sentire era calore. Inutile mentire a me stessa, non era colpa dell’acqua calda, della porta chiusa o di qualsivoglia fonte di calore della stanza. Era quel tipo di calore che ti parte da dentro, quello che senti prima nello stomaco. Senti un vuoto, ed all’improvviso un uragano. Si dice che il vento si plachi prima dell’arrivo della tempesta. Tutto sembra tranquillo, di una tranquillità anormale, e poi? Poi la tempesta. Il sangue che scorre nelle vene, nelle arterie, e persino nel vaso più piccolo ad una velocità inimmaginabile. Il cuore che pulsa, salta un battito e poi rincorre il tempo. Il cervello smette di ragionare, un tilt generale blocca i pensieri più semplici, quelli più elementari. Bloccata è la parola, bloccato il movimento, il corpo. Come una statua rimasi immobile, la vidi titubante, preoccupata, forse, a tratti. Dovevo riprendere la spugna? Dovevo lasciarla? Chiederle di passarmela? Nel dubbio rimasi ferma. Fu proprio in quel momento che avvenne l’impensabile, o forse no, insomma successe quello che entrambe sapevamo sarebbe successo. La sua mano, silenziosamente, prese la mia. Potei sentire l’acqua circondarmi fino al gomito. Mi fece scendere, mentre la sua bocca si avvicinava pericolosamente al mio orecchio.

«Lascia stare la spugna»

Furono le parole che mi sussurrò, con un filo di voce, ma un tono così sensuale da rompere ogni mio indugio. Scesi fino a sentire le sue gambe. Le allargò. Quasi come se con un tocco avessi aperto un forziere, l’adrenalina salì. Mi avvicinai, non senza paura, alla sua più profonda intimità. Umida, certo, ma non per l’acqua. Mi feci spazio tra le labbra, mentre lei mi torturava il collo. Iniziai dapprima lentamente, poi sempre più freneticamente a stimolarle il clitoride. Per me la parte più sensibile, parte sulla quale, però, l’uomo si sofferma sempre troppo poco (probabilmente preso dalla convinzione del “toro da monta” preferisce entrare, non capendo che spesso il toro finisce in corrida, se eccessivo). Appena il mio dito iniziò la stimolazione, potei sentire un sospiro di sorpresa, uscire dalla sua bocca. Sospiro, appunto, che ben presto lasciò lo spazio ad un respiro sempre più affannato, una ricerca di aria, una ricerca di esternazione. Ansimava. La baciai. Fu uno di quei baci di “copertura”. Per quanto ami sentire la persona con cui sto facendo sesso ansimare, credo che questo porti via troppe energie, e sia troppo liberatorio. Quindi, mi capita spesso, per non dire sempre, di bloccare questa possibilità di liberazione con un bacio. Man mano che i miei movimenti si facevano più decisi e veloci, divenne sempre più difficile soffocare il suo bisogno di esternare. Iniziò a tremare, quasi impercettibilmente il suo corpo fu percorso da spasmi. La schiena cercava di inarcarsi per permettere al bacino di avvicinarsi sempre di più alla mia mano. Il ventre venne percorso da piccole vibrazioni, che le causarono diversi movimenti involontari. Iniziava a sentire. Pre-orgasmo. Quando il corpo inizia a seguire i movimenti del corpo esterno, e cerca di trarne la maggior soddisfazione possibile. Mi fermai. Non volevo arrivasse subito all’orgasmo, non volevo fosse una cosa breve, volevo soddisfare la mia sete di scoperta di quel corpo così magnifico. L’aiutai ad uscire dalla vasca. La presi in braccio, fino a raggiungere il letto, dove la sistemai. La sdraia proprio in mezzo al letto, mi misi sopra di lei e le slacciai l’accappatoio, che poco prima le avevo messo. Ammirai meglio (e più da vicino) il suo corpo. Presi un asciugamano, e piano tamponai laddove vedevo gocce d’acqua. Fu lento, estremamente lento. Poi scesi sul suo collo. Iniziai a baciarlo, lasciandole piccole scie con la lingua. Potevo sentirle la pelle d’oca, potevo percepire la sua eccitazione salire. Arrivai all’orecchio. Piano presi il lobo tra le labbra, iniziai a tirarlo leggermente, a bagnarlo con la lingua. Mi staccai e ci sospirai vicino. Ripresi a baciarle l’orecchio, mentre con una mano iniziai ad attraversarle il braccio. La donna ama essere stimolata, non solo eroticamente, non bisogna solo concentrarsi sulla sua intimità, infatti tutto il corpo della donna è sensibile. Feci scorrere la mano, dal polso fino alla spalla, prima in su, poi in giù. Toccandole il fianco, sfiorandole il seno, più e più volte. Mentre con la bocca continuavo a provocarle il collo. Lentamente inizia a scendere con i baci, fino ad arrivare al seno. Questo punto è sempre un terno al lotto. Zona erogena o fastidio? Presa dalla passione non mi interessai al suo parere. Mi avvicinai al capezzolo, iniziai a circondarlo con la lingua, a stimolarlo. Lo sentii indurirsi. Aprii le labbra, una piccola apertura, e lo accolsi. Avvicinai la lingua, e disegnai dei piccoli cerchi proprio sulla punta, e pian piano, poco alla volta, accolsi sempre più il suo seno, fino ad usare il capezzolo come centro per soffermarmi sull’areola. Potevo sentire tutto il seno tirare, pulsare, avvicinarsi alla lingua. Iniziai a tirare, prima leggermente, poi con più foga, piccoli morsi. Fu molto veloce, risalii e la baciai.

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TO BE CONTINUED…



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