La sorellina violata



Scopare la sorella bionda

Quella storia doveva finire. Era iniziata per errore e non avrebbe fatto mai del bene a nessuno.

Avevo iniziato a frequentare casa della mia fidanzata da circa un paio di settimane, quando tutto ebbe inizio. Tutte le volta in cui capitavo in casa di Giada, lei era lì, con quei suoi micro top e camicette sempre sbottonate e svolazzanti; non indossava mai gonne o pantaloncini, ma solamente mutandine.

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Si vedeva lontano da chilometri che era una ragazzina in cerca di attenzioni e le mie, se le stava guadagnando tutte.

Non riuscivo più a pensare, guardavamo film, leggevamo, studiavamo, facevamo l’amore, ma io pensavo sempre a lei: Jessica.

Era giovanissima e sempre in mezzo a noi. Dopo qualche giorno ci ritrovammo da soli in casa e lei mi fece un pompino.

Iniziammo una relazione clandestina fatta esclusivamente di sesso, i sentimenti erano fuori da quell’equazione. Il problema era che Jessica non ne aveva mai abbastanza.

Scopavamo come animali e lei ne voleva ancora; più di una volta si era messa a succhiarmi il cazzo moscio dopo due scopate consecutive, sperando di farlo rizzare ancora per proseguire. Non potevo continuare a frequentare Giada e sua sorella, così decisi di rompere con Jessica.

La invitai a casa mia e ci mettemmo a parlare, discutendo del problema partendo dalla radice, lei era venuta vestita da scolaretta e questo iniziò subito a tediare il mio spirito da moralizzatore momentaneo.

-Ho capito benissimo quello che dici e mi va anche bene, ma smettere di scopare con te sarà bruttissimo. Poi, scusa, non riesco a capire una cosa: non ho mai fatto storie, non ti ho mai rotto le palle con stronzate tipo “ti amo” o i sentimenti e tu vuoi rompere? Non ti piace scopare con me? Perché a me, invece, piace moltissimo.- disse lei, teneramente.

-No, il fatto è che tu pretendi troppo da me. Io non riesco a scopare così tanto e poi… lo so che è brutto da dire, ma io dovrei anche scopare un po’ con tua sorella.

-Scusami, lo so che è colpa mia. Il fatto è che il tuo cazzo me lo sogno la notte e ne vorrei sempre di più, anche adesso… tu mi stai lasciando ed io vorrei solamente implorarti di mettermelo nel culo.

-Ti prego, non fare così.

-Per favore, mi sfonderesti il culo? La bimba vuole essere sfondata.

-Non puoi fare così.

-Dai, fallo per l’ultima volta. Tanto lo so che mia sorella non si lascia sfondare il culo…dai, fammi il culo. Fatti questo bel culetto!

-Fanculo.- dissi, abbassandomi i pantaloni.

Solamente a sentirla parlare mi era venuto un cazzo di marmo.

La misi a pecorina, con le mani sul tavolo della cucina. L’afferrai per quei capelli ricci e biondi, dicendole -Questa è l’ultima cazzo di volta. Intesi?

-Ok.

Non le tolsi le mutandine, ma gliele strappai per poi mettergliele in bocca. Sputai sul mio cazzo, inumidendolo per la penetrazione anale e lo buttai dentro il suo piccolo e stretto culo da ragazzina.

-Ah.- gridò.

Le avevo fatto male ed era assolutamente mia intenzione farlo. Quella ragazzina si meritava del dolore anale ed io dovevo e volevo darglielo.

Il mio cazzo se ne stava dentro quell’antro strettissimo, mentre io cominciai a menare colpi possenti e vigorosi. Farle male era il mio unico scopo.

Senza quasi accorgermene, le strattonai i capelli per farla voltare e le tirai uno schiaffo in pieno viso.

Jessica disse qualcosa che interpretai come un -Ancora-, per via delle mutandine che teneva stretta in bocca.

Le tirai un nuovo schiaffo, continuando ad incularla come solamente un vero uomo poteva fare.

-Ancora.

Le tirai un terzo schiavo e del sangue le iniziò a colare dal naso. Per la prima volta la vidi eccitata al punto da non gridare ancora.

Le sfondai il culo fino a farla piangere. Quando le sborrai nel sedere, provai un orgasmo molto intenso e ben mirato al cervello.

Tirai uno schiaffetto a quel culetto che mi aveva appena contenuto e lo baciai un ultima volta.

Jessica si stava tamponando il sangue con le mutandine.

-Credi davvero che riusciremo a dare un taglio a tutto questo?- domandò rattristita.

-No. Io voglio continuare a scoparti.

Jessica infilò un dito nel suo culo, iniziando a masturbarselo. Ne voleva ancora, era incredibile.

Lo sperma che le avevo depositato dentro le stava colando giù, sporcandole il dito.

-Se solo ti avessi conosciuta prima di tua sorella, adesso staremmo scopando nel nostro appartamento, fottendocene di tutti.- dissi.

-Io voglio solamente essere fottuta e fottuta ancora da te. Scopami di nuovo.- sorrise, continuando ad infilarsi un dito nel culo sborrato.

Ci lasciammo un anno dopo. Non era mai stato semplice lasciare delle ragazze così belle e vogliose di cazzo.



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