La scatola misteriosa

Era un caldo pomeriggio di Luglio e stavo facendo una bella passeggiata al centro, osservando le varie vetrine dei negozi, gustando un buonissimo gelato artigianale. Indossavo una comoda camicetta e una mini gonna color panna con delle infradito, classico abbigliamento estivo e comodo.

Passavo per il ponticello che portava al parco, dove avevo intenzione di sedermi, per leggere un libro, che mi era stato regalato per il mio compleanno, passato da poco. A meta’ ponticello, ci stava un ragazzo, in piedi e immobile, che teneva con entrambe le mani una scatola di cartone, all’altezza dell’ombellico. Aveva la testa abbassata, con lo sguardo fisso sulla scatola, i suoi capelli neri e lunghi, non permettevano di vedere il volto del ragazzo. Era vestito in modo abbastanza elegante, ma non cambiava il fatto che era raccapricciante. La scatola era chiusa, con un foro sul davanti, dove ci stava scritto ” AIUTAMI “. Dentro di me, morivo dalla curiosita’ di scoprire il contenuto della scatola.

Mi avvicinai verso il ragazzo, cercando di attirare la sua attenzione, in modo da poterlo almeno vedere in faccia. Purtroppo pero’, il giovane non si mosse di mezzo millimetro, aumentando la mia curiosita’. Ci stava qualcosa di perverso in quella situazione, in quella scatola misteriosa. Non potevo trattenere la mia curiosita’, cosi’ mi avvicinai sempre di piu’, infilando piano piano, la mano nel buco della scatola. Mi aspettavo che il ragazzo urlasse improvvisamente ” BU “, facendomi venire un infarto, invece lui non si mosse, anche quando la mia mano, era definitivamente entrata nella scatola. La mia mano si muoveva curiosamente all’interno del pacco, fino a quando non toccai un qualcosa di soffice, un qualcosa di morbido che tenevo impugnato nella mia mano. Era un qualcosa di caldo, che sentivo muovere tra le mie mani, diventando sempre piu’ duro e lungo. Un’improvvisa illuminazione mi fece capire, che si trattava del cazzo del ragazzo.

Il ragazzo non si era scomposto di una virgola, mentre il suo cazzo cresceva e diventava sempre piu’ duro e lungo nella mia mano. Era una sensazione eccitante e tra le mie gambe, sentivo il calore della mia figa, diventata umida e vogliosa. Cominciai a muovere la mano, masturbando quel cazzo nascosto dentro il pacco, facendolo scivolare tra le mi mani. Tirai fuori la mano e la leccai, guardando in direzione del ragazzo. Mi sentivo come una sgualdrina, leccando la mano con la quale stavo masturbando quel cazzo, assaggiando il suo sapore di carne calda ed eccitata. Infilai la mano nuovamente all’interno del pacco, prendendo in mano quel cazzo che era diventato dritto e duro. Era cosi’ caldo e la mia mano lo masturbava con gusto, sentendo la sua pelle scivolare nella mia mano, la sua cappella andare su e giu’, con la sua forma e la sua punta, dalla quale era uscita una goccia di pre eiaculazione. Tirai fuori la mano e leccai via anche quella misera goccia di sperma, sentendo il suo sapore sciogliersi nella mia gola.

Mi sentivo come una puttana ormai, con la mano nuovamente infilata in quella scatola, masturbando ferocemente quel ragazzo, invitandolo a sborrare sulla mia mano, perche’ avevo sete della sua giovane sborra calda. Sentivo il suo cazzo gonfiarsi tra le mie mani e poi esplodere, con schizzi di sborra che mi riempirono il pugno e il polso, mentre altra sborra colava dalla sua cappella direttamente sulle mie dita. Sentivo il suo cazzo pulsare nella mia mano chiusa, strizzando la cappalla, causando dei forti sbalzi al ragazzo, che finalmente si mosse.

Tirai fuori la mia mano sborrata e la cominciai a leccare, guardando in ragazzo, ancora nella sua posizione iniziale. Poi andai al parco e cominciai a leggere il libro, gustando nella mia bocca, il sapore aspro, di una sborrata anonima.

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