La scampagnata d’agosto

Inculata al parco a pecorina

Erano quasi 2 settimane che aveva pianificato il pic nic e voleva che tutto fosse perfetto per quel giorno. Avevamo cibo a volonta’, anche molti piatti molto elaborati per essere un semplice pic nic, persino il miele, era nel menu’ del giorno.

Quel fatidico 16 di Agosto, il mio ragazzo mise tutto in macchina e mi venne a prendere, direzione, il posto da lui scelto per il pic nic romantico. Ricordo che avevamo passato una bellissima giornata, con vino, grigliate, stuzzichini, scherzi, storie, risate, gustando la reciproca compagnia. Dopo le cerimonie, ci eravamo distesi, rilassati e soddisfatti, presi ad ascoltare i rumori, che la natura offriva all’interno della foresta. Qualche minuto dopo, con un sorrisetto malizioso, mi chiese se avevo voglia di divertirmi un po. Avevo capito a cosa alludeva, non sapevo pero’ come avrebbe voluto farlo, dopo tutta la grande abbuffata che avevamo fatto. In risposta a quell’offerta, alzai la gonna, facendo vedere che non indossavo nessuna mutandina. Ricordo come il cazzo gli divento’ immediatamente duro alla vista della mia figa ben depilata, nuda, umida e vogliosa, nel mezzo di una foresta tranquilla e silenziosa.

Gli misi una mano sul pantalone e potevo sentire che aveva il cazzo duro e pronto per sfondarmi, anche dopo il banchetto fatto. Mi comincio’ a baciare, facendo scivolare la mano sotto la mia gonna, per stuzzicarmi il clitoride, facendomi godere, mentre la figa diventava sempre piu’ bagnata, pronta ad ospitare il duro cazzo. Aveva spinto 2 dita dentro di me, mentre io gli strizzavo il cazzo, facendolo sfilare dalla zip del pantalone. Era cosi’ caldo e duro. Con le mani mi spinse la testa, facendomi capire, che voleva essere spompinato. Scesi, fino a trovarmi la punta della sua cappella davanti alla mia bocca, cominciai a leccargli la cappella, scendendo fino al tronco per poi risalire e prendere il cazzo tutto dentro la bocca. I suoi gemiti di piacere mi facevano impazzire, facendomi diventare un’affamata di cazzo. Aveva 3 dita dentro di me, che entravano e uscivano tra le umide labbra della mia figa eccitata. Ero in preda al piacere, lo volevo assolutamente dentro di me e quindi, dopo averlo succhiato per bene, lo invitati a scoparmi, mettendomi a pecora.

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Sapevo che a lui piaceva quando mi mettevo a pecora, perche’ mentre mi scopava, poteva guardare come le mie tette ballavano ad ogni botta e le poteva strizzare. Era molto eccitato e senza troppi preamboli, infilo’ la cappella dentro di me, spingendo il resto del cazzo, fino a farlo entrare tutto. Come lo potevo sentire, entrava ed usciva, con botte secche e violente, mentre con una mano, mi strizzava le tette, giocando con i capezzoli. Mi sentivo cosi’ puttana, a farmi scopare in quel modo in mezzo ad una foresta, urlando a voce alta per il piacere, sicura che tanto non mi avrebbe sentito nessuno. Ogni tanto, spingeva il pollice dentro il mio culo e la cosa mi faceva sentire ancora piu’ violata e puttana.

Quante botte mi aveva dato, ricordo di aver avuto 3 orgasmi, urlando di piacere, mentre lui dietro di me, mi montava come una puledra, facendo scivolare il suo cazzo dentro di me. Dal suo respiro pesante, potevo capire che era prossimo a sborrare e lo invitai a riempirmi del suo caldo seme. Il mio invito lo aveva eccitato, le ultime botte erano molto veloci e violente, facendomi strillare di piacere, mentre dentro di me sentivo l’esplosione del suo piacere, in diversi schizzi di sborra calda, che mi riempivano la figa.

Si lascio’ andare degli ululati di piacere, mentre lentamente muoveva il cazzo dentro di me, fino quando il suo cazzo non aveva finito di riempirmi di calda sborra. Mi prese per i capelli, baciandomi da dietro, chiedendomi quando avremmo organizzato il prossimo pic nic.

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