La rom seducente Pt. 1

Era bella, non di una bellezza plateale, ma particolare. Colpiva fin dal primo sguardo.
L’avevano vista lungo la tangenziale. Se ne stava lì con una lattina di birra tra le mani e la sigaretta a penzoloni. Indossava due orecchini tondi che le incorniciavano il viso.
La particolarità più eccitante della sua fisionomia era una faccia da cattiva ragazza.
Era entrata in auto e aveva iniziato subito a scherzare con loro, mentre con le mani sfiorava il rigonfiamento che spuntava dai loro pantaloni.
“Sei veramente bella.” disse Marco.
“Io? Bella? Ti ringrazio…” sorrise.
Dopo averla caricata in auto, partirono alla volta di casa loro. Il prezzo pattuito era di cento a testa. Appena posarono gli occhi su di lei capirono che avrebbero dovuto provarla. In mezzo a tutte quelle bellezze dell’est sembrava la persona più vera.
Rom con tratti ben delineati e un accento sensualmente erotico.
La guardarono camminare davanti a loro, dopo aver varcato l’uscio. Quel sedere dondolante, creato apposta per attirare gli uomini come miele per le api.
Era perfettamente consapevole del fascino che esercitava sul genere maschile e proprio per quello aveva deciso di intraprendere la professione più antica del mondo.
“Allora chi comincia? Oppure… facciamo assieme?” domandò con la malizia di una bambina cresciuta troppo in fretta.
Non avevano mai fatto una cosa a tre e il pensiero iniziò a stuzzicarli proprio in quel momento. Sentivano che assieme a quella ragazza avrebbero potuto fare ogni cosa.
“Avete della Vodka?”
“Certo.”
“Nel congelatore?”
“Ovviamente.” rispose Luigi.
“Allora facciamo un gioco.”
Allungò le sue mani affusolate, estraendo la vodka dalla ghiacciaia e, sorridendo come avrebbe potuto fare una giovane adolescente, svitò il tappo, tirando giù una lunga golata.
“Iniziamo con te.”
Marco era intimidito ed eccitato allo stesso tempo. Non sapeva bene come comportarsi, quindi lasciò che quella ragazza facesse tutto ciò che la testa le stava consigliando.
Gli abbassò i pantaloni e dopo avergli accarezzato il membro fino a farlo indurire per poi abbassare i suoi boxer neri, bevve della vodka senza ingoiarla.
“Cos’hai in mente?” domandò il ragazzo.
Lei si limitò a mettersi in ginocchio e guardarlo un attimo negli occhi, cercando di parlare con lo sguardo. Le sue labbra aderirono al membro di lui e lo inghiottirono, immergendolo nella vodka ghiacciata.
Il caldo delle labbra, unito al freddo del liquore gli mandò completamente in tilt i sensi, provocandogli un’eccitazione mai provata fino a quel momento.
“Questa ragazza sa esattamente cosa fa.” disse all’amico che guardava la scena con il cazzo duro.
Le accarezzò una guancia e lei sembrò apprezzare il gesto, incontrando nuovamente il suo sguardo, sempre impegnata nell’arte oratoria. Lentamente la mano della ragazza scivolò sulle chiappe del ragazzo, strizzandole.
Le dita iniziarono a fare il solletico tra lo scroto e l’ano generando una sorta di escalation di piacere, culminato dall’inserimento del dito medio nel buco del culo dell’uomo.
Non l’aveva mai fatto prima di quel momento, ma tra la stimolazione della prostata, le labbra e la vodka ghiacciata, eiaculò una quantità incredibile di sperma.
Come diavolo aveva fatto a non strozzarsi, facendogli un pompino quasi in apnea?
Dopo essersi staccata dal quel cazzo ormai svuotato, sorrise ed ingoiò tutto ciò che aveva in bocca. Tossì un paio di volte e infine, accarezzando le palle del ragazzo disse “Era un vodkasperma. il drink dell’autunno!”
Scoppiarono entrambi a ridere. Era bella perfino sporca di sperma, mentre una goccia di liquido seminale le scivolava dalle labbra.
“Adesso passiamo a te.” disse a Luigi.
Marco era completamente spompato. Non avrebbe mai pensato che un orgasmo del genere potesse esistere in natura.
Grazie a quella zingara raccattata per strada provò il più intenso amplesso della sua vita e, guardandola avvicinarsi al suo amico ritrovò immediatamente l’erezione.

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