La raccomandazione

Pompino con ingoio

Essere il figlio di un famoso psicologo puo’ avere i suoi vantaggi, specie quando si cerca un’impiego serio. Gaia, una famosa stilista di moda, mi aveva appena assunto per un’impiego, che lei avrebbe preferito dare ad una ragazza, ma l’essere una paziente di mio padre, la faceva sentire in parte obbligata.

Gaia mi spiego’ che il Sabato erano le giornate delle sfilate e che le modelle lavoravano molto duro, quindi avrei dovuto dar loro tutto il supporto necessario, che sia una tazza di caffe’ oppure una mano nel vestire un’abito. Il mio look fuori moda, aveva creato delle perplessita’ tra le modelle, perplessita’ che dopo il primo giorno di duro lavoro, avevano spazzato via.

Ricordo specialmente quando mi chiamo’ Maja, una ragazza croata alta, con delle belle gambe lunghe, occhi celeste chiaro e delle labbra rosso fuoco. Maja aveva bisogno del mio aiuto nel vestire un abito particolarmente stretto. Quando arrivai nel suo tendino, indossava solamente un perizoma bianco e delle scarpe alte, niente piu’. Quella vista mi aveva provocato un’erezione che penso Maja noto’ subito, visto il suo sorriso sotto i baffi. Chiusi dietro di me la tendina e mi avvicinai per aiutarla e Maja avvento’ la sua fredda mano direttamente sulla mia erezione, strizzando il cazzo duro.

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Si porto’ l’indice sulle labbra, in segno di silenzio e continuo’ a massaggiarmi il cazzo duro, mentre io l’aiutavo a rivestirsi. Stavo tirando su l’abito mentre lei mi stava abbassando i pantaloni per impugnare il mio cazzo duro. Prima ancora che potessi portare l’abito all’altezze della vita, lei aveva il mio cazzo in bocca. Lo stava succhiando, mentre mi guardava con quegli occhi penetranti, facendomi sentire in parte a disagio. Il suo sguardo provocante mi seguiva, mentre con il mio cazzo entrava ed usciva dalla sua bocca, slittando tra quelle labbra rosso vivo.

Ero sempre piu’ nervoso mentre portavo l’abito all’altezza dell’ombellico. Lascia l’abito ed incominciai a massaggiare quelle sue tette bianche, con quel capezzolo rosa. Erano piccola, ma molto tenere. Trovandola conseziente, allungai la mano, strizzandole forte una chiappa, cercando di spingere un dito in quel culetto da urlo, mentre sentivo le sue labbra muoversi sulla cappella, succhiandola con molta voglia. Incomincio a spingersi una delle sue dite nella figa, mentre io avevo ormai infilato 2 dita su per il culo.

Ero in preda al piacere puro, le presi la testa con le mani e cominciai a scopare quelle labbra, spingendo il cazzo fino a farle toccare le palle con il labbro inferiore. Una volta spinto tutto il cazzo in dentro, diedi delle botte, cercando di entrarle dentro la gola, mentre la sua faccia stava diventando rossa. Continuai a scoparle la faccia, tenendole la testa ferma, tirando fuori il cazzo per schiaffeggiarla di tanto in tanto.

Ero ormai prossimo a sborrare dentro quella bocca divina, mentre Maja si stava masturbando con forza, mentre la sua bocca veniva scopata dal cazzo di un giovane ragazzo con uno strano gusto vestiario. Senza neanche tirare il cazzo fuori, sborrai direttamente dentro la sua bocca, premendo la sua testa contro il mio cazzo, mentre lei succhiava con golosita’, mentre la sborra scendeva giu’ per la gola. Tiro’ la testa indietro quel tanto per tenere solamente la cappella in bocca da succhiare. Era cosi’ sensibile che mentre lei succhiava, il mio corpo tremava in preda dal dolore misto al piacere, di quella cappella cosi’ sensibile.

Come primo giorno di lavoro ando’ molto bene, considerando l’influenza di mio padre.

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