La notte dell’ultimo

Non aveva voglia di passare l’ultimo a casa con i suoi. Proprio no. L’amico di chat andava ad un rave, magari ci sarebbe andato. Doveva trovare una scusa oppure, niente, sarebbe uscito dalla finestra. Perché a 17 anni doveva ancora fare il bambino? Perché era ancora vergine? Perché i suoi erano mielosi pallosi eccetera? Che strazio zio!

Il 31 i suoi uscirono attorno alle 21 per il ricevimento, in villa era rimasto solo il maggiordomo e lui, come un cane. Uscì dalla finestra, raggiunse il muretto di cinta ed ecco: fuori, era fuori!

Finalmente ce l’hai fatta, cazzo

Niente non uscivano, che cazzo

iscrizione club

Dai Sali, tieni il casco se nò ci fermano

E dai cazzo parti.

La moto rombò nella notte gelida.

Dai figa, scendi

Cazzo qui?

guarda cam

Eh e dove? Meglio di così!

CABIRIA, il bordello più bello. Entrarono e dentro tette e perizoma, tacchi alti unghie rosso fuoco. Bionde, alte, magre, grassocce, tonde. In paradiso.

Celavete 18 anni? chiese la maitresse o ruffiana.

Certo bella, ti sembra?

Mi sembra che sia la prima volta per entrambi. Quanti soldi avete?

200, per il mio amico offro io.

200? Ahahahaha! Ragazzini! Gedda –gridò- vieni a prenderti i cuccioli

Arrivò una donna grossa con le tette enormi che penzolavano su una lingerie velata. La pancia scoperta con un piercing di diamante all’ombelico. Poteva essere la sorella minore della loro mamma.

Gedda, i ragazzi qui hanno duecento euro, vedi tu di farli volare.

La donna grassa di nome Gedda se li portò scodinzolanti in una stanza rosa tutto fronzoli e specchi: sul soffitto, alle pareti. Si mise in centro stanza su un palco basso.

Accomodatevi ragazzi. Sedetevi sul divano.

Iniziò una musica araba e Gedda vibrò al suon delle note, spogliandosi lenta. Poi, nuda si sedette a gambe larghe al bordo del palco.

Tu, disse al primo dei ragazzi, prendi quella pallina affianco a te e portala qui.

Il ragazzo obbedì, come in trance.

Bravo piccolo, ora ti faccio vedere come funziona una fessa: metti la pallina dentro, dai.

Dove?

Li dentro no?

Qui?

Si, dai non aver paura, ci passa sai.

Il ragazzo avvicinò la mano con la pallina alla figa della donna grassa e la infilò.

Avanti un po’ più a fondo, si così, bravo… ancora spingi con tutta la mano… Bravo

Allora il ragazzo si accorse che era tutto bagnato, sembrava che… ma, no aveva eiaculato!

La donna grassa sputo con forza la pallina fuori dalla vagina la quale colpì in pieno l’ultimo dei due. In fronte.

Per farsi perdonare l’incidente Gedda lo curò a suo modo, quel ragazzo vergine. Lo lavorò con la mano, con la bocca lasciandogli il piacere scorrere nelle vene il più possibile fino a chè l’ultimo dei due non venne gridando al miracolo ed alla persa verginità. Almeno così gli pareva.

Tornato a casa per la stessa via della fuga si ritrovò davanti ad un porno   nella pay tv del padre di cui aveva craccato la key. Si toccava, masturbava con forza pensando al calore della bocca della donna che avvolgeva il suo cazzo e a quella cosa con la lingua che la grassona le aveva fatto toccando la sola punta del pene e poi succhiandolo tutto. Gli era parso di essere divorato e poi sputato fuori d’un colpo. Come volare giù da un grattacielo con una tuta alare o fare benging jumping, o magari scopare una che ti piace…

 

 

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