La lunga notte di Teresa

Teresa la troiona

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-Continua. Ti prego, non ti fermare.

La voce di Domenico era tremolante, segno che a breve avrebbe avuto un orgasmo. Teresa continuava a scivolare su e giù con la sua testa, stringendo il suo pene tra le labbra nel silenzio dell’appartamento del centro.

-Diavolo di donna… sei veramente un portento, Teresa.

Un rumore di chiavi fece scattare i due sull’attenti, spauriti come vittime di uno scherzo del destino.

Chi poteva essere a quell’ora? L’unico ad avere le chiavi era Nicola, ma lui in quel momento si trovava ancora a Roma per lavoro.

La porta si aprì. Domenico e Teresa si rivestirono alla velocità della luce.

-Nicola, sei tu?- gridò Teresa.

-Sì Terry, sono tornato con un giorno d’anticipo.

-Vieni… c’è anche tuo fratello qui, era passato a prendere un caffè!

Nicola entrò nella sala con un ampio sorriso stampato in volto.

-Che bello trovavi tutti e due in casa… voglio giusto festeggiare, sapete, ho avuto quella promozione che aspettavo da tanto.

Teresa corse ad abbracciare il marito, cercando di nascondere l’imbarazzo. Solamente qualche secondo prima e suo marito l’avrebbe beccata a succhiare l’uccello a suo fratello.

La vita era una questione di attimi e per una volta le era andata bene. Non avrebbe mai rinunciato al suo matrimonio con Nicola, per mettersi assieme a Domenico, il poeta squattrinato. Aveva deciso di rimanere sposata con il medico e di tradirlo con il fratello, per mantenere il tenore di vita che a cui si era abituata.

-Siamo così orgogliosi di te, fratellino.- disse Domenico.

-Nulla di davvero importante, ma erano mesi che stavo dietro a quella promozione.- sorrise Nicola.

-Mi sarei davvero meravigliata se non ti avessero promosso, caro.

Bevvero tutti quanti il caffè assieme e infine, quando l’atmosfera iniziò ad essere meno tesa, Domenico se ne andò, lasciando da soli i due coniugi. Aveva ancora l’erezione inappagata del mezzo lavoretto di bocca ricevuto dalla moglie di suo fratello.

Quando rimasero soli, Nicola e Teresa iniziarono a baciarsi appassionatamente.

-Sai, Terry… ogni volta in cui mi trovo fuori, lontano chilometri e chilometri da te, mi accorgo di quanto tu sia importante per me. Sai, tu sei un po’ il mio faro nella tempesta.

-Anche io penso la stessa cosa. Ne stavo giusto parlando con tuo fratello. Gli stavo dicendo che mi sento sempre così sola quando parti per lavoro. Lo sai che sopporto tutto questo solamente perché so che il tuo lavoro ti rende felice, vero?

-Tu mi rendi felice, amore. Tu e quella cosa che sai fare tanto bene.

Teresa sorrise maliziosamente.

-Ho capito di che cosa stai parlando.- disse, abbassando la zip dei pantaloni del marito.

Si mise in ginocchio davanti all’uomo che aveva sposato e che, fino a qualche minuto prima, stava tradendo col fratello ed iniziò a fargli un pompino.

-Ah… tutte le volte, durante il volo di ritorno, penso la stessa cosa: non vedo l’ora di godermi il mio bel pompino del bentornato.

I pompini erano la risposta di Teresa ad ogni cosa. C’era sempre una motivazione per prendere il pisello di qualcuno in bocca.

I suoi pompini erano materiale di scambio, premi, rimproveri e consolazioni. Era spaventosamente brava.

Lo prendeva in bocca con lentezza e sinuosa grazia, ricoprendolo di saliva, sgocciolando come uno di quei cani che sbavavano dappertutto.

-Devi essere proprio in vena oggi, eh?

Non era in vena, ma il senso di colpa le stava indicando che quella era l’unica strada per non far affiorare nessun dubbio nella mente di suo marito. La sua bravura doveva succhiare via da lui tutto lo sperma e tutti gli eventuali pregiudizi verso di lei.

Il suo compito era quello di dimostrare a suo marito di essere una moglie devota a colpi di pompini.

-Succhiamelo tutto… brava cagnetta. Dai succhialo a paparino!

Serviva un tocco di classe, qualcosa in grado d’immortalare quel pompino per sempre nella memoria di Nicola.

-Sto per venire.- disse.

Teresa si staccò dal cazzo turgido e disse -Avanti, annaffiami tutta.

Quello sarebbe stato il tocco d’arte finale. Una spruzzata bianca in pieno viso.

Quando lo sperma caldo le arrivò in faccia, rimase profondamente soddisfatta del suo lavoro. Era riuscita ancora una volta a farla franca. La sua bella vita, con tutte le comodità che ne conseguivano,  non si sarebbe mai mossa da lei.

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