La farmacista

Farmacista porca

Come ogni piccolo paesino che si rispetti, anche il nostro ha la sua storica farmacia, dove tutta la popolazione si reca per misurarsi a titolo gratuito la pressione sanguigna. Ultimamente, anche molti giovani si recavano a misurarsi la pressione, situazione non molto comune, destando le mie attenzioni, in quanto le alternative potevano essere solamente due: A) la giovane popolazione del paesino si e’ ammalata in contemporanea, B) qualcosa non quadrava. Deciso a scoprire di cosa si trattasse, un bel giorno, andai anche io a misurarmi la pressione.

Indossavo una maglietta a maniche corte, per evitare di doverle poi tirare su durante la misurazione e dei pantaloncini corti, essendo che comunque era una bella gioranta di sole. Nella farmacia, stranamente, non ci stavano tanti clienti. Venni accolto da una signora di mezza eta’, avra’ avuto al massimo 50 anni, con dei capelli biondi e lunghi, occhi chiari truccati e labbra carnose cariche di rossetto rosso acceso. Indossava il classico camice bianco dei farmacisti, con una bella scollatura a “V”, che lasciava intravedere l’inizio di quelle che dovevano essere delle belle tette grosse. Cosa indossava sotto non lo potevo vedere, in quanto era dietro il bancone. ” Buongiorno, vorrei misurare la pressione “, dissi io in tono vago e gentile ” Certo, mi segua “, disse la farmacista. Mi porto’ dietro, dove si trovavano diversi scaffali e cassetti pieni di medicine. Ora che camminavamo, potevo vedere che sotto indossava una gonna abbastanza lunga, con uno spacco che per pochi centimetri, non le avrebbe messo la figa all’aria.

Eravamo in una piccola sala, suppongo quella dove facevano anche i prelievi e le analisi allergiche. ” Prego si sieda, si rilassi e mi dia il  braccio sinistro “, cosi’ feci e lei si avvicino’ per infilare nel mio braccio il laccio per poter iniziare la misurazione della pressione. La mia mano era aperta e lei, ci mise sopra una delle sue tette, muovendosi in modo che essa si strofinasse sulla mia mano. Era una tetta molto morbida e non indossava il reggiseno. Il suo capezzolo divenne duro, mentre lei trafficava con il laccio sul mio braccio. Mi stavo eccitando e si poteva notare dal rigonfiamento che si andava facendo sul mio pantaloncino. Quando il laccio era al suo posto, comincio con la pompetta a gonfiarlo, muovendo la mano su quella pompetta in un modo molto erotico, tenendo le labbra semi aperte, facendoci passare di tanto in tanto la lingua. Si comportava come una vecchia puttana in calore e sinceramente, questo spiegava il motivo per la quale i ragazzi che si misuravano la pressione aumentavano.

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” Mmmm…hai la pressione leggermente alta, anche il battito cardiaco “, ovvio, pensavo io, con una mano riempita di una morbida tetta e con il cazzo che diventava sempre piu’ duro, cos’altro si sarebbe aspettata. ” Riproviamo disse lei “, riportando la tetta nella mia mano spostando la sua gamba, aprendo per intero lo spacco, facendomi vedere la sua mutandina nera, allungando la gamba fino ad arrivare tra le mie, strofinando il mio pacco. ” Adesso si rilassi ” mi disse e comincio a pompare l’aria, mentre con l’altra mano, mi strizzava il rigonfiamento, nella stessa maniera che strizzava la pompetta. Il mio respiro aumentava, mentre nella sua mano il mio cazzo era diventato duro. La pompetta aveva cessato di emanare aria, mentre l’altra mano continuava a strizzare a ritmo deciso il mio cazzo. Poi i miei muscoli divennero rigidi, facendomi tremare, con la bocca semi aperta che emanava un gemito di piacere, mentre il mio pantaloncino si macchiava della sborra che colava dal mio cazzo, mentre lei, impugnando il tutto, continuava a strizzare.

Continuo’ a strizzare con piu’ calma, fino a quando il pacco scomparve, lasciando posto ad una grossa macchia rotonda. ” Bene, ora sembra che la sua pressione sia a posto ” disse lei, alzandosi dalla sedia, con la mano ancora umida della sborra. Avevo capito come mai i giovani andavano a misurarsi la pressione e avevo anche capito perche’ tutti ci andavano con i jeans o con i pantaloncini chiari.

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