La cameriera amante



sexy cameriera anti-crisi e pro sborrata

-Grazie mille. Ah, non si dimentichi di portare i grissini per il bambino.- disse Gianni, visibilmente imbarazzato.
Era una situazione molto imbarazzante.
-Certamente signore.- rispose la cameriera, allontanandosi dal loro tavolo.
Gianni e quella cameriera avevano una storia clandestina da sette mesi.
Lei non aveva mai detto a lui il nome del ristorante in cui lavorava e così, il caso li fece incontrare in quel posto, proprio durante l’anniversario di nozze di Gianni e sua moglie.
Avevano portato con loro i due figli per festeggiare l’evento come una famiglia da pubblicità dei biscotti. Il problema era che Gianni aveva detto a Loredana che lui e sua moglie erano praticamente dei divorziati in casa e che non si rivolgevano nemmeno la parola.
Era stato scoperto e adesso si era giocato la sua bella cameriera, donna di cui era completamente innamorato.
Era sempre stato abituato ad ottenere tutto quello che voleva e anche davanti a situazioni come quella, non era il tipo da mollare l’osso tanto facilmente.
Per molti sarebbe stato tutto irreparabile, ma per lui nulla era irreparabile, perché tutto poteva essere risolto. Bisognava solamente aguzzare l’ingegno.
Doveva ragionare a mente fredda, razionalizzando quella situazione come avrebbe fatto un monaco zen.
-Gente, il papà deve andare un attimo in bagno.- disse, sorridendo a sua figlia di quattro anni.
Entrò in bagno e dopo essersi chiuso dentro, iniziò a pensare un modo semplice per uscirne a testa alta, mantenendo sia la sua famiglia che la ragazza di ventiquattro anni con un sedere da copertina di Playboy. Doveva pur esserci un modo.
Doveva trovare un balla in grado di poter far convivere nella stessa stanza sua moglie, la sua famiglia e la sua amante. Poteva sembrare anche una follia, ma lui riusciva sempre ad uscire vincente da situazioni che avrebbero fatto arrendere praticamente chiunque.
Il lampo di genio arrivò e come se niente fosse, Gianni uscì dal bagno, incrociando proprio la sua bella Loredana.
-Ciao.
-No. Vaffanculo. Questa volta abbiamo seriamente chiuso.- disse lei, sembrando quasi irremovibile.
-Ok. Se vuoi spezzarmi il cuore fallo, ma prima ascolta quello che ho da dire.
-Mi hai mentito, stupido figlio di puttana.
-No. Ho detto a mia moglie di noi. Cioè, ovviamente non le ho fatto vedere una tua foto, quindi non sa che sei tu la mia amante, ma le ho detto che ho una storia. È finita. Abbiamo rotto. Abbiamo deciso di portare i ragazzi al ristorante per fargli vedere che riusciremo ancora ad essere una famiglia unita, anche se le cose tra me e lei sono finite.- disse, fingendo di piangere.
Era così maledettamente bravo a fingere che avrebbe potuto perfino dedicarsi alla carriera teatrale, se solo avesse voluto.
-Quindi è finita? Possiamo stare assieme?- sorrise la ragazza, cadendo perfettamente nella trappola che lui aveva architettato.
-Certo. Ora vieni qui dentro che non riesco più a resistere.- rispose, trascinandola dentro il bagno.
Chiusero a chiave ed iniziarono a baciarsi appassionatamente.
Loredana prese l’iniziativa e scese al piano inferiore del suo corpo, tirandogli fuori il pene.
-Ti sei meritato il miglior pompino che ti abbiano mai fatto.
Il suo cazzo duro andò a finire nella bocca di quella ragazza, che con maestria lo fece sparire tra le sue fauci. Era così brava a fare i pompini che più volte aveva fatto venire a Gianni l’idea di mollare realmente sua moglie. Ovviamente non l’avrebbe mai fatto.
-Brava piccola.- disse, mentre quelle labbra carnose e seducenti gli circondavano l’arnese.
La saliva era fresca e piacevole da sentire sulla carne inturgidita. Nonostante Gianni avesse avuto molte esperienze sessuali, nessuna ragazza aveva mai dimostrato un talento come quello di Loredana per il sesso orale.
-Avanti Loredana… distruggimi come solamente tu riesci a fare.
Era molto eccitante vestita da cameriera. Tutto quello che faceva era carico di una forza erotica che la rendeva superiore ad ogni femmina del pianeta.
-Pigliati tutta questa sborra in bocca, cagna.- disse Gianni, eiaculando.
La chiamava sempre in quella maniera, quando facevano sesso. Lei adorava essere trattata male e in quello lui era proprio un maestro.

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