La bulla e le bestie



inculata da un bel cazzone: racconto erotico

Sara s’inventa di tutto pur di andare a caccia di uccello.

Da un po’ di tempo, ha preso l’abitudine d’intrufolarsi nelle palestre aspettando l’ultimo turno per nascondersi nella penombra di spogliatoi dove c’è sempre qualcuno ben disposto a farsi fare un… massaggio.

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Dire a due ragazzi mai visti e conosciuti: “Sono la massaggiatrice del club. Vi va di godervi un po’ di relax?” funziona sempre.

A meno che non ha la sfiga di imbattersi in due checche misogine ma, fortunatamente, questa cosa qua non gli è mai capitata.

In effetti, Sara non dice proprio una bugia quando si spaccia per la massaggiatrice della palestra. E’ una bugia detta a metà, visto che potrebbe farla davvero la massaggiatrice. E’ bravissima in tutte le tecniche: il massaggio, il pompino e l’inculata profonda. E’ una gran felina dal culetto sodo, una maschietta sfacciata che si diverte a provocare gli uomini a distanza senza mai dire più di tanto, aggrappata con la bocca alla sua cicca fumante, col suo corpo slanciato e scattante, appena coperto da completini striminziti e molto sexy.

Per niente docile e sprovveduta, lei si diverte a farli tremare di curiosità, i maschi, lanciando occhiate di sfida che infiammano il loro sangue. Può sembrare stronza  e sadica, eppure sa concedersi con una dignità anale che mette quasi soggezione. Nessuna palestra sarà mai in grado di assicurare servizi come quelli offerti con l’inganno da Sara, per pura ninfomania adolescenziale. Fortunati quelli che s’imbattono in lei e se la sbattono di gran gusto come manna caduta dal cielo, catturata nella penombra del fato clandestino.

Ordina a tutti, tanto per cominciare, di sedersi, di tirare fuori i cazzi e di masturbarsi volgari. E poi le piace anche molto farsi sbattere a chiappe aperte infilandosi di testa in un armadietto.

Le piace recitare la parte che si è scelta: quella della geisha moderna che, però, se ne frega di soldi e favori, che finge di servire gli uomini e che, invece, è una dominatrice nata.

Va pazza per i ragazzi muscolosi, ha scelto la palestra come zona di caccia proprio per questo. Visto che può permetterselo, sceglie i migliori che il caso può offrirle.

Il contrasto che fa impazzire di Sara è l’imbronciata spensieratezza dell’adolescente mischiata ad una superba sensualità, ad un’esperienza da mestierante mercenaria. Pensa solo a nutrirsi di sesso randagio, lei. Non si è mai innamorata e non vuole conoscere le sue prede nelle solite, stupide occasioni, nelle festicciole rompiballe dove s’incontrano sempre i soliti finti lupi.

Ha dimenticato in fretta la verginità, compresa quella anale, collezionando cazzo a destra e a manca. Dopo che sua madre si è separata, Sara è stata capace anche di sedurre il suo patrigno e, da allora, lei vede il sesso come una perversa conquista, una sfida, il modo migliore per sentirsi padrona della propria vita. Chissà poi perché…

Non le interessano le solite accoppiate, preferisce farsene due per volta, vedere due uomini litigarsi i due buchi come rivali che colano bava velenosa.

Sara è una che sa obbedire solo quando conviene, quando per esempio il cazzo eretto di un maschio le ordina pulsando:

“Succhia e sta’ zitta! Ingoialo fino a soffocare!”.

Solo davanti a certi ordini (e a certi calibri) riesce ad obbedire. Per il resto, l’iniziativa del giochetto sessuale deva essere soprattutto sua. Dalla masturbazione avvelenata e dal bocchino spietato che drizza e imbestialisce, alla cavalcata amazzone che spesso non porta tanto lontano il suo purosangue…

Distesa a farsi insaccare ci sta solo quando le gira bene, quando i muscoli delle sue gambe sono esausti per le troppe galoppate che si fa. Allora, che entri pure il prossimo cane! Lei se ne sta supina a beccarselo in fica finché non si riprende un po’… Quando la ficcano in due, uno davanti e uno dietro, allora riesce a sentirsi davvero sfogata come si deve… sfatta di piacere estremo che le fa lacrimare gli occhi almeno quanto i buchetti forzati dai pali durissimi.

Si fa sfondare urlando: “Non adesso! Non adesso! Se sborrate adesso vi ammazzo! Ancora, ancora!”.

Le sue prede devono scrollarle le viscere lunatiche, devono resistere e farla urlare. Ordinare di resistere in quel modo, funziona finché dura… Imbrattata da una maschera di sperma si chiede se il sapore della vittoria somiglia almeno un po’ a quello che ingoia con gusto, tutte le volte che mette piede in quella palestra…



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