Kate l’attrice consenziente



 

Bionda troia

Aveva appena terminato il servizio fotografico. Era molto felice, perché quegli scatti l’avrebbero portata sulle copertine di tutto il paese.
Il suo telefilm stava diventando molto popolare e la strada era diventata tutta in discesa; in parole povere: era arrivata.
Doveva tutto il suo successo alla sua bellezza e a Federico, che le aveva fatto ottenere tutti i contatti giusti per sfondare in quel mondo che fino a quel momento aveva solamente sognato.
Si era cambiata ed era scesa in strada ad aspettare la limousine di Federico che sarebbe passata a prenderla più o meno a quell’ora.
Lui era sposato e la loro relazione doveva rimanere clandestina. Era una cosa che le andava bene, perché in fin dei conti lei era fidanzata e non aveva nessuna intenzione di lasciare il suo ragazzo. Ovviamente se Federico avesse lasciato sua moglie, anche lei avrebbe dovuto mollare Marco, perché a Federico potevi dire tutto, tranne: no.
Era abituato ad ottenere tutto, ma soprattutto era abituato a far ottenere tutto anche alle persone che lo circondavano e quello era un gran bene per lei.
Doveva semplicemente fare la sua puttana o, se vogliamo, schiava sessuale, ottenendo così un successo che cresceva di giorno in giorno.
La settimana precedente, ad esempio, aveva conosciuto il suo cantante preferito e per poterlo incontrare aveva solamente dovuto farsi fare il culo da Federico. Semplice e anche divertente, in un certo senso, perché lui era anche un bel ragazzo in fin dei conti.
La limousine arrivò. Salì e si fece portare fino al loft che Federico aveva affittato esclusivamente per scopare con lei. Teoricamente le aveva anche datole chiavi per trasferirsi in quel posto meraviglioso, ma lei non avrebbe mai potuto giustificare la presenza di Federico in casa loro, al suo fidanzato.
Entrò, rifacendosi il trucco in ascensore, vittima com’era dell’apparenza, avendo basato su questa tutta la sua intera esistenza.
-Ciao piccola. Com’è andato il servizio fotografico?- domandò, premuroso come al solito.
-Molto bene, credo di essere venuta carina.
-Impossibile… al limite sarai venuta stupenda, perché non puoi proprio venire altrimenti.
Sapeva come comportarsi con le donne, quello era un dato di fatto e, soprattutto, sapeva come ingraziarsele per bene, utilizzando il potere e la cortesia.
-Adesso ho proprio voglia di ringraziarti come si deve.- disse lei, lasciando cadere a terra la sua borsetta, seguita dal maglione, la maglietta, il reggiseno, le scarpe e i pantaloni.
Rimase lì, immobile al centro della stanza, coperta solamente da un paio di mutandine rosa, mostrando i suoi meravigliosi seni al suo Pigmalione.
-Hai qualche idea su come io possa sdebitarmi con te, per il contatto che mi hai fatto avere? Perché io non so proprio cosa darti…- disse, guardandolo con un’espressione da film porno.
-Secondo me…- sorrise, tirandosi fuori il cazzo -dovresti sederti su questo bel cazzo, spostando le mutandine e poi scopartelo molto lentamente, dicendo qualche parolina sconcia. Giusto per farmi i dovuti ringraziamenti.
-Mi sembra proprio una bellissima idea, questa.- affermò, avvicinandosi a lui con un andatura lenta e sinuosa, ancheggiando come solamente una modella poteva fare.
Afferrò il suo cazzo con una mano e, sedendosi su di lui, l’inghiottì tutto nella sua fica bagnata, spostandosi le mutandine.
-Ah…- sospirò lui.
Iniziò a scoparselo molto lentamente, esattamente come piaceva a lui, sussurrandogli delle volgarità alle orecchie, appoggiando i suoi grossi seni al suo petto.
-Lo sai che mi piace inserire grossi piselli duri nella mia patatina? Perché io sono una puttana… amo il cazzo, mi piace ciucciarlo, masticarlo, sbattermelo in faccia. Amo lo sperma e mi piace farmi fottere, perché sono una cagna.
-Lo so che sei una cagna… altrimenti non saresti sul mio cazzo.
-Sono la tua cagna. Se tu fischi io vengo da te e mi faccio sborrare in faccia. Perché? Perché sono una cagna.
Quello era ciò che lui voleva sentirsi dire e quello lei gli avrebbe detto, fino a quando non avrebbe eiaculato nella sua figa.
-Quanto sei puttana da uno a dieci?- domandò, in prossimità dell’orgasmo.
-Cento.- rispose, ansimando, fingendo di godere.
-Credo che tu lo sia un po’ di più.
-Centodieci.- gridò, accogliendo dentro di lei l’ennesima spruzzata di sborra che avrebbe accolto senza fiatare, per assicurarsi una carriera luminosa nel mondo dello spettacolo.

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