Intervista esclusiva



orgia violenta

Come per ogni reporter, la voglia di fare uno scoop e’ tanta e ci spinge a correre dei rischi, che molte volte vengono pagati a prezzo salato. Lo dico per esperienza personale, solamente che il mio prezzo non era salato, ero amaro, ed’era tanto.

Mancavano poche ore ormai all’inizio della partita di calcio, che avrebbe potuto consegnare lo scudetto con 5 giornate d’anticipo, cosa che non era mai successa prima. La squadra, per decisione della societa’, era in silenzio stampa e nessuno riusciva a scucire una parola, ne dalla societa’, ne dai calciatori. Io ero riuscita ad intrufolarmi nello spogliatoio, dove la squadra sarebbe arrivata e avrebbe fatto l’ultimo colloquio con l’allenatore, prima di scendere in campo per il riscaldamento finale. Con la scusa di essere un’assistente medico del pronto soccorso ( con l’aiuto della divisa, presa in prestito da un mio vecchio amico ), ero riuscita ad entrare nel sottopassaggio, da li allo spogliatoio e’ stato poi un gioco da ragazzi.

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Mi ero infilata dentro uno degli armadietti presenti, tanto sono abbastanza piccola e ci stavo tranquillamente. Dopo un’attesa che sembrava infinita, la squadra era arrivata.

Ero molto nervosa, infilata in quell’armadietto con un microfono acceso, collegato al registratore, in modo da poter registrare ogni singola parola, fino a quando pero’,l’armadietto venne aperto improvvisamente da uno dei calciatori. Paralizzata dal panico, cercai di uscire da quella situazione in modo simpatico, dicendo loro che ero una grande fan in cerca dell’autografo del secolo. Purtroppo pero’, il registratore e il microfono, non aiutavano la mia storiella, che venne fortemente derisa.

“Mister, che facciamo di questa scocciatrice?”, chiese il calciatore che aveva aperto l’armadietto. Il mister fece un sorriso e disse di mettermi in mezzo al cerchio, dove avremmo fatto poi il rituale scaccia iella. “Cos’e’ il rituale scaccia iella?”, chiesi io debolmente. Tutta la squadra sorrise mentre si tiravano fuori il cazzo dai pantaloncini. Non avevo mai visto cosi’ tanti cazzi insieme prima. Era eccitante e anche spaventoso visto le dimensioni di alcuni cazzi dei calciatori di colore. Il mister li guardo’ e disse “Fottiamola come fotteremo anche gli avversari”. Cominciai a sentire tante manic he mi strizzavano le tette, cazzi che mi venivano in bocca da destra, mani che mi spogliavano con cazzi che s’infilavano nella figa, inumidita con gli sputa. In meno di 2 minuti ero nuda, con un cazzo in bocca, uno per mano, un cazzo nero nel culo ed un’altro in figa, mentre gli altri guardavano e si masturbavano, toccandomi da tutte le parti. Alcuni mi schiaffeggiavano con il cazzo ed altri strusciavano il proprio cazzo sulle mie tette.

A turno m’inculavano, a turno me lo mettevano in figa e a turno me lo spingevano in bocca. Mi sentivo cosi’ usata, cosi’ puttana e cosi’ sottomessa che quasi mi cominciava a piacere. Sentivo tanti cazzi, tutti duri per me, che entravano e uscivano dal mio culo, con gemiti di piacere, cazzi che mi arrivavano in bocca e in faccia da ogni parte e cazzi che mi scopavano la figa.

Incomincio’ poi la pioggia di sborra, a turno cominciavano anche a sborrare, sempre in faccia, mentre un cazzo mi violentava brutalmente il culo con botte forti, sborrate calde, di diversa densita’ e sapore, mi riempivano la faccia, la bocca, le tette mentre succhiavo cappelle. Sentivo sborrate nel culo, sopra la figa, sulle tette, cappelle umide di sborra che entravano ed uscivano dalla mia bocca. Mi avevano violentato ed ora mi stavano marcando con la loro sborra calda e densa.

Questa, e’ la storia della squadra campione in carica.



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