Insicurezze sul bus



Andare in giro pe le grandi citta’ con i mezzi pubblici e’ comodo, basta pero’, evitare le ore di punta, ovvero quando la gente va a lavoro e quando la gente ritorna a casa, altrimenti si rimane intrappolati tra altre persone, facendo anche, delle esperienze particolari. A me, queste esperienze piacciono, mi piace sentire uomini eccitati, che strusciano i loro cazzi induriti contro di me, specie sul culo. Per questo a lavoro indosso solo pantaloni comodi, che lasciano la possibilita’ di spingere il cazzo tra le mie chiappe.

Erano le ore 16 e il bus, come al suo solito, era stracolmo, in gran parti di uomini. Ci stavano poche donne ed’erano tutte in piedi, non lontano da me. Dietro di loro, potevo sempre vedere che gli uomini si strusciavano i loro pacchi duri, mentre alcune donne, facevano scivolare la loro mano, in modo da toccare i cazzi che avevano contro, aumentando l’eccitazione degli uomini. Il tutto accadeva in modo complice ma sembrando molto casuale, per dare un pizzico di piacere in piu’ alla cosa. Ero in piedi e potevo vedere che la donna davanti a me, stava letteralmente masturbando il cazzo del ragazzo che era in piedi dietro di lei. Quei due erano talmente eccitati, che il ragazzo aveva tirato fuori il cazzo e la puttanella davanti, lo stava masturbando con le spalle voltate. Questa scena mi faceva eccitare e finalmente, dietro di me, un uomo comincio’ a strofinarsi sul mio culo. Il cazzo che premeva era grosso e duro. L’uomo cercava di spingerlo tra le mie chiappe, mentre lanciavo degli sguardi complici, alla donna che masturbava il cazzo, che a sua volta, mi sorrideva maliziosamente.

Sentivo quel cazzo ci diventava sempre piu’ pressante, come se mi volesse scopare in piedi e la cosa mi eccitava tantissimo. Imitai la donna davanti e con la scusa di tirarmi avanti la borsa, la mia mano era scivolata dietro, toccando quel cazzo duro e nascosto dietro ad un qualcosa tipo jeans. Avevo mosso leggermente la gamba, in modo da allargare lo spazio, invitando il cazzo, a spingere sotto il culo, tra le gambe. Dopo qualche istante di distacco, il cazzo nudo dell’uomo dietro di me, scivolo’ tra le mie gambe, muovendosi avanti e indietro. Davanti, potevo vedere la cappella che appariva e spariva, mentre il suo cazzo duro, strusciava contro la mia figa, che era sgocciolante e vogliosa. Mi sentivo abusata e usata come una puttana, mentre la donna davanti, si mordeva il labbro alla vista della cappella tra le mie gambe. Lei guardava tra le mie gambe e io guardavo mentre nella sua mano, il cazzo dello sconosciuto stava sborrando, colando il suo denso seme nella mano della donna, che soddisfatta, rilascio’ il cazzo. Poi la sua mano sali’, fino alla sua bocca e comincio’ a leccare la sborra mentre mi guardava neglio occhi. Che puttana che era, ma mi eccitava da morire, immaginando quella sua mano sborrata, che entrava e usciva dalla mia figa.

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Strinsi leggermente le gambe, in modo da strizzare un po’ il cazzo che si muoveva sotto di me, fino a quando degli schizzi improvvisi, non volarono tra le mie gambe. Sentivo quel cazzo duro che pulsava tra le mie gambe, macchiandomi tutto il pantalone di sborra, fino a quando non scivolo’ moscio sotto il mio culo. Con lo stesso movimento del braccio, muovendo la borsa, strizzai il cazzo sborrato e portai la mano unta di sborra sulle mie labbra, guardando la donna che era davanti a me.

Mi sentivo una puttana, insicura se volevo il cazzo…o la sua figa..



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