Indovina chi



troia bendata fa pompino

Ricordo che quando ero piccola, si facevano tantissimi giochi, senza l’ utilizzo di un pc, di un cellulare o di un altri strumenti elettronici. Con i miei piccoli amici, giocavamo a mosca cieca, 1 2 3 stella, rialzo, battimuro e nei compleanni, era anche popolare il gioco, dove da bendato, dovevi capire a chi apparteneva la parte del corpo che ti veniva messa sulla mani, un naso, un occhio, una bocca, una mano. Questo gioco lo chiamavamo ” indovina chi “, in quanto consisteva nell’indovinare, chi fosse la persona che si stava toccando, con gli occhi bendati.

Quel gioco mi piaceva in modo particolare, al punto da ripeterlo quasi sempre, durante le feste di compleanno delle mie amiche. Dopo qualche birra e qualche cocktail, riuscire a capire chi era la persona che si toccava diventava piu’ difficile, rendendo il gioco ancora piu’ divertente e bizzarro. Una sera, durante una festa organizzata per la fine dell’anno scolastico, mi venne in mente quel gioco. Eravamo all’incirca 50 persone, quasi tutti ubriachi dai molteplici drink che il bancone delle bevande offriva. Oltre alle bevande alcoliche, si potevano trovare dei succhi di frutta, ma che servivano per fare i cocktail, sempre alcolici. La mia proposta, venne accolta con diverse risate e con un po’ di stupore, facendomi sentire sciocca. Allora decisi di alzare la posta in gioco ” Facciamolo da nudi “, dissi, con un tono che voleva essere malizioso e provocante. Tutte le ragazze cambiarono idea, eccitate anche dal pensiero di essere toccate e di toccare diversi cazzi con gli occhi bendati. Essendo io che avevo fatto la proposta, fui anche la prima a spogliarmi e a bendarmi gli occhi. Sentivo tutto intorno a me, i ragazzi che parlavano e si spogliavano, sentendo anche gli occhi dei maschietti, puntati sulle mie grosse tette. Ero nuda, seduta su una sedia e tenevo le braccia leggermente unite, in modo da strizzare e da mettere piu’ in mostra le mie tette.

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Avevo la mano aperta, attendendo la prima parte del corpo da indovinare. Era una tetta, molto soffice e abbastanza grossa. Aveva il capezzolo duro e potevo sentire che la proprietaria di quella tetta, piaceva il modo in cui gli stuzzicavo il capezzolo. Si era creato il silenzio piu’ assoluto, in quanto erano tutti li, presi e attenti al nuovo gioco erotico. ” Martina “, dissi in un colpo sicuro, indovinando e sentendo i battiti delle mani ” Come hai fatto puttanella? ” mi chiese lei, ” Beh, ricordo ancora i nostri giochetti durante il viaggio scolastico a Pisa ” dissi io, in tono malizioso, sentendo un sottofondo di ” UUUUUUHHHH ” , mentre la faccia di Martina era di stupore ed imbarazzo. Il silenzio calo’ nuovamente, con la mia mano allungata che attendeva il prossimo concorrente. Sulla mia mano si poso’ qualcosa di duro e di caldo. Strinsi la mano, strizzando quel pezzo di carne duro e con delle venature che si potevano sentire con i polpastrelli. Era un cazzo. Feci un sorriso, sentendo intorno a me, la gente che ridacchiava a bassa voce. Cominciai a far scivolare la mano su quel cazzo duro. Mi sentivo una sporca cagnetta in calore, bendata e con un cazzo che puntava dritto sulla mia faccia. Sentivo anche che sotto di me, cominciavo a bagnarmi. Cominciai a masturbare quel cazzo, cercando di avere un’espressione pensierosa, massaggiando le palle e strizzando solo la cappella. ” Mmmm chi sara’? ” chiesi, portandomi il cazzo in bocca, leccando con la punta della lingua la cappella. Spinsi il cazzo, facendolo scivolare tra le mie labbra. Intorno a me, sentivo le ragazze che in unisuono lanciarono un ” UUUUUUUUUUUHHH ” e uno scroscio di battito di mani. Abbassai la mia mano, cominciandomi a masturbare, mentre succhaivo quel cazzo duro e caldo con gli occhi bendati.

Poi, un forte gemito di piacere, accompagnato da forti risate, spezzo’ il battito’ di mani, mentre nella mia bocca, quel cazzo pulsava, rilasciando sulla mia lingua, densa e calda sborra. Continuai a succhiare, spostando le mie labbra sulla cappella, succhiando ed ingoiando quella sborra aspra.

Lasciai scivolare quel cazzo che si era ammosciato. Con la bocca umida di sborra e mentre mi stavo masturbando con gli occhi bendati chiesi ” Chi e’ il prossimo? “

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