Il verginello iniziato dalla pupa di suo padre

Da quasi sei mesi ho una relazione fissa con un uomo molto più vecchio di me. Ho diciannove anni e lui, il mio Walter, ha già superato da un po’ i cinquanta. So che potrei essere sua figlia (lui, difatti, ha un figlio della mia stessa età) ma non me ne importa niente. Lo amo e lo considero molto più affascinante di certi ragazzini cretini. Per i  ragazzi della mia età non provo nulla. Non ci sanno fare. Pensano solo al loro piacere.

Lui, Walter, oltre ad essere un vero stallone, mi coinvolge in giochini molto perversi che mi eccitano tantissimo. E’ proprio un porco…

Una volta, ha addirittura superato sé stesso.

“Sai, mio figlio è timido” mi ha detto. “Alla sua età è ancora vergine e vorrei che mi aiutassi a farlo diventare un uomo”.

L’idea mi stuzzicava. Mentre me lo diceva, m’ha fatto inginocchiare davanti a lui.

“Cosa gli faresti se adesso fosse qui con noi?” chiedeva mentre si sbottonava i pantaloni e mi spingeva a fargli un bel bocchino.

Ci siamo sdraiati sul pavimento e, mentre gli succhiavo il pisello, lui mi allargava il buchetto del culo con le sue grosse dita.

“Gli farei quello che sto facendo a te, in questo momento…” non sono stata capace di dirgli altro perché avevo la bocca troppo occupata.

A quel punto, m’ha spinto a forza due dita nel culo e m’ha sborrato in bocca.

“Lo farai anche con lui, troietta mia, non è vero?”.

Ho ingoiato tutto e, mentre me lo chiedeva, ho sbrodato anch’io immaginando il momento in cui avrei avuto due cazzi tutti per me: quello esperto del padre e quello giovane e voglioso del figlio.

Il giorno dopo, per l’occasione, ho indossato un abito rosso molto sexy. Dopo aver fatto accomodare tutti e due sul divano come una gran signora, ho sollevato la gonna e mi sono seduta allegra in mezzo a loro.

Senza aspettare la loro iniziativa, ho tirato fuori i loro cazzi e li ho scappellati per poterli leccare sulla punta. Ho iniziato con Francesco. Gli stavo soltanto accarezzando i coglioni e lui mi è venuto nel palmo della mano.

“Non volevo, scusa…” mormorava abbassando gli occhi.

“Sta’ tranquillo. L’importante è non sprecare nulla…” gli ho risposto io, portandomi la mano sporca del suo sperma sulla lingua e leccandola tutta, ripulendogli subito dopo pure il nerbo.

Non ha neanche avuto il tempo e la voglia di ammosciarsi che, già, gli si era indurito di nuovo tra le mie labbra.

Walter, intanto, dopo una bella pompa servita velocemente, mi si era avvicinato col viso all’altezza del culo leccandomi il buco posteriore con insistenza. Sono venuta io, a quel punto. Gli ho bagnato tutto il viso. Avevo capito le sue intenzioni.

A Walter piace più il culo che la fica e anche a me, lo confesso. Mi ha cacciato il cazzo nella sorchetta pompando veloce per farselo intostare al massimo. Quando gli è diventato duro come il marmo, me l’ha infilato tra le chiappe e, con un colpo secco, m’ha inculata arrivando fin nel profondo dei miei segreti anali.

Stringevo i denti attorno al cazzo di Francesco che mi guardava fisso negli occhi e, persa ogni timidezza, mi chiedeva: “Voglio anch’io quel buchino lì… anch’io…”.

Talis pater talis filius.

Walter mi ha tolto il cazzo dal didietro e me l’ha cacciato in bocca. Io ho allargato bene le chiappe verso Francesco. Il verginello si muoveva bene e mi prendeva con forza costringendomi a sedermi sul suo bel cazzone emozionato. Conquistandomi il culo in lungo e in largo, non ha commesso l’errore iniziale. Altro che venirsene nel giro di un secondo: m’ha sfondata per una mezz’ora buona e non aveva nessuna intenzione di stapparsi tanto facilmente. Ero bagnata, allagata dappertutto. Sono venuta di nuovo e poi ancora, ancora…

Walter e Francesco, liberando i cazzi dai miei buchi oscenamente dilatati, hanno iniziato a masturbarsi forte in direzione della mia faccia. Insieme mi hanno inondato di sperma caldo. Dopo aver raccolto tutto con la lingua per cibarmene avidamente, mi sono dedicata un po’ alle due cappelle turgide, pregne di sborra, non ancora smunte. Ci ho messo un bel po’ a ripulirle come si deve e Francesco, non si sa come, mi ha sborrato ancora una volta in bocca. Solo in quel momento, mi sono resa conto che, quel pomeriggio, avrò mandato giù almeno mezzo litro di vitamina C…

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