Il treno dei desideri



E’ finita la giornata, sono stanca, non vedo l’ora di essere a casa e rilassarmi un po’. Ormai è buio ed ho ancora 45 minuti di treno. Eccomi in stazione, poca gente, pochi treni, arriva il mio, salgo, è semivuoto, mi siedo. C’è silenzio, noioso silenzio. Prendo un libro, lo apro, la matita li nel mezzo mi ricorda dov’ero rimasta. Il vagone si vuota lentamente, tutti scendono, come sempre resto sola già da subito. Cos’è questo vocio? Salgono tre ragazzi, di colore, parlano, scherzano, ridono….. finalmente un po’ di vita in questo viaggio. C’è tutto il vagone per noi e loro si siedono vicino a me. “Possiamo o ti diamo fastidio” accenna il più aitante.

“No nessun fastidio ragazzi, potete sedervi dove volete tanto non salirà nessun’altro credo, un po’ di allegria non guasta”. Riprendo a leggere il mio libro mentre loro proseguono con battute e scherzi gioviali. Noto con piacere che di tanto in tanto i loro sguardi toccano la mia gonna, ferma poco sopra il ginocchio. I loro ormoni da ventenni vorrebbero infilarsi sotto, visto che in alto il mio giaccone non tralascia desideri. Provo a concentrarmi sul mio libro ma non ci riesco, la loro voglia di vita mi piace.

Devo fare qualcosa. Lascio un attimo il libro, lo poggio sulla sedia, mi alzo, mi tolgo il giaccone, fa caldo in questo treno. I sedili sono stretti, il ragazzo di fronte a me per facilitarmi i movimenti si alza anche lui, Mi sfilo il giaccone, i ragazzi ammutoliti, osservano lo spettacolo inaspettato. Il treno rallenta improvvisamente, perdo l’equilibrio, i miei glutei finiscono sul bacino del ragazzo che gentilmente si è alzato. Imbarazzo generale, chiedo scusa mi siedo e riprendo il libro. “Non si preoccupi colpa del treno” accetta le scuse e si siede anche lui. Ora c’è troppo silenzio, non mi piace, riesco persino a concentrarmi su quel che leggo ma non ho voglia.

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“Beh ragazzi di che parlavate?” Loro oramai concentrati anche sulle mie curve superiori che da sotto la camicia provano ad uscire fuori, riprendono a chiacchierare. “Quanti anni avete” “Loro due 26 io 28” risponde il meno timido. “Dove andate stasera? Non vi ho mai visto in treno”. “Andiamo a trovare un amico che non vediamo da tempo”. “Io invece ho finito da poco di lavorare e non vedo l’ora di tornare a casa per farmi una doccia”. Nei loro occhi si nota tutta l’ eccitazione al sol pensiero di immaginarmi nuda sotto la doccia.

Mi piace provocarli, non sono niente male, sembra che ho il loro pieno controllo, posso fare quello che voglio basta solo provocarli un po’. Riprendo a leggere…. Mi annoio, che faccio? Riparto all’attacco… Accavallo le gambe, la gonna sale, gli occhi scendono. Gioco con la matita fra le labbra, i loro occhi risalgono. Cambio gamba, loro osservano ogni movimento, provano a non farsi notare ma è più forte di loro. Quasi quasi faccio una pazzia…. Mi alzo. “Scusate vado un attimo in bagno” Loro si alzano per farmi passare. Con i miei glutei sfioro i loro corpi, in ognuno di loro si sente qualcosa di duro li sotto. Chissà se è vero quello che si dice?….. Vado in bagno mi tolgo la camicia, il reggiseno, mi rimetto la camicia, lascio il reggiseno in borsa, torno a sedermi. Stessa procedura per sedermi, la sensazione di qualcosa di duro era più forte stavolta, Mi sa che se ne sono accorti che manca qualcosa.

Riprendo il libro che, tra l’altro, non cambia mai pagina. Mantengo il libro sulle mie gambe ed i loro occhi fissano il mio seno, gioco un po’ con la matita fra i denti, fra le labbra, con la lingua. Nei pantaloni appare nettamente che qualcosa si fa vivo. Sembra proprio che il detto sia vero…… Qualcuno fingendo movimenti naturali comincia a sfiorarmi le gambe, quello di fianco osserva fisso fra i bottoni la mia pelle nuda sotto la camicia. La temperatura sale, le fantasie volano, la mia matita scorre sul mio volto, sul collo e raggiunge un bottone, si infila li nel mezzo. Le mani dei ragazzi avanzano, quello sfiorare diventa accarezzare, la gonna si alza, le mani si infilano lentamente. Io ci sto al gioco, mi piace, sto perdendo il controllo. Il treno avvisa che siamo quasi arrivati…. peccato……. chissà se mi ricapiterà.

Chiudo il libro, mi alzo prendo la giacca, la borsa. Loro si alzano, gentilmente mi accompagnano all’uscita, in quello spazio stretto, dolcemente circondata da tre maschi eccitati ma composti. Il treno frena, io fingo di perdere l’equilibrio, spingo dietro i miei glutei che toccano il bacino di uno dei tre, le mie mani si mantengono ad un altro, una finendo sul suo petto, l’altra sul suo cazzo. Non c’è più imbarazzo, il tempo sembra fermarsi restiamo li fermi. Sento solo l’ondeggiare dei loro grossi membri pronti ad uscire. Il terzo osserva la scena eccitatissimo. Nessuno si muove, le porte si chiudono, il treno riparte. Io resto immobile, loro si avvicinano , mi stringono nel mezzo, la mia mano capisce quanto sia vero tutto quello che si dice in giro sui ragazzi di colore, e comincia a stringere.

Loro mi stringono ancora, io sono oramai fuori controllo. Ora tocca a loro guidare, a guidarmi. Mi prendono di peso riportandomi sui sedili, mi sdraiano, mi spogliano. Uno di loro mi allarga le gambe e comincia a giocare con la sua lingua. Sono tutta bagnata li sotto. Finalmente scoprono i miei seni, li leccano li mordono li stringono. Le loro mani passano sotto a toccare i miei glutei. Ad occhi chiusi mi lascio trasportare.

Qualcuno comincia a spogliarsi. Ho voglia di toccarli. Quei corpi belli, aitanti, duri. Passo le mie mani sul petto di uno di loro, provo a stringere, è duro. Lo accarezzo, le mie dita contano uno ad uno suoi addominali, scendono, e raggiungono un cazzo enorme, di pietra, pronto a tutto. Lo afferro, lo stringo, è sempre più duro. Lo muovo, su e giù. Mi alzo dal sedile, con quel cazzo tra le mani, in piedi, completamente nuda allargo le gambe, mi piego in avanti e comincio a leccarlo.

Ho una voglia matta di quel membro enorme dentro di me. Quella posizione non passa inosservata. Un altro dei tre, altrettanto prestante si sposta mettendosi esattamente alle mie spalle. Io mi giro, abbasso leggermente i fianchi dando più attenzione al mio culo completamente esposto. Lui me lo infila.

Mmmmmmm quanto è grosso, lo sento tutto, mi riempie fino in fondo e spinge sempre più forte. Io mi tengo ferma sull’altro, lui spinge, mi fa godere. Ed ecco il terzo, si sdraia sul sedile, mi cerca con lo sguardo. Caspita oltre che lungo è anche largo. Mi sposto e mi sdraio su di lui, che me lo infila subito.

E’ un po’ scomodo sdraiati sul sedile così ci spostiamo, lui si siede io mi siedo su di lui dandogli le spalle. Su, giù, su, giù. Gli altri due di fronte a me con i loro pezzi di marmo mi fanno sentire in paradiso. Glie li afferro, gioco con le mani e con la bocca, sto godendo, ho raggiunto l’orgasmo, continuo tocco il paradiso con tutte le dita. Loro godono, raggiungono l’orgasmo, mi vengono addosso. Mi giro glie lo prendo in mano e faccio venire il terzo, mentre gli altri due continuano a toccarmi.

Il treno sta per giungere in una nuova stazione. Ci rivestiamo. Ultima fermata, scendo per prendere uno che mi riporti a casa. Li saluto, soddisfatti mi salutano e lentamente svaniscono dietro la prima curva. Io salgo nel treno, mi siedo ed attendo che mi riporti a casa. Mi sento una troia, ma è una bella sensazione…….



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