Il ricatto 2 ( smascherata )



Sapendo che quella sera saremmo rimasti soli, come era prassi il venerdi sera, proposi a mia moglie Marina una cenetta al ristorante, e le annunciai che dovevo parlarle. Lei accetto di buon grado, presagendo chissà quale sorpresa. Il mio comportamento d’altronde non faceva presagire nulla che lei potesse immaginare, sapevo solo che quella sera un fulmine l’avrebbe attraversata dalla testa ai piedi. Ovviamente mi riservavo sempre la possibilità di tornare sui miei passi, nel caso in cui le cose fossero andate oltre le mie aspettative.
Durante la settimana avevo avuto la chiara percezione di quanto la amassi, di quanto mi piacesse, e che neanche un paio di corna avrebbero potuto cancelllare tanti anni di percorso insieme, oltre ad un figlio che avevamo cresciuto con tanto amore. Ero arrivato a questa conclusione, perchè sebbene fossero passati appena pochi giorni dall’increscioso episodio, li avevo vissuti con stati d’animo alterni , dalla disperazione di una moglie fedigrafa alla consapevolezza di aver una moglie troia, e questa consapevolezza aumentava sempre più , avendo anche visto da un’altra prospettiva alcuni episodi a cui probabilmente prima non davo peso. Ogni mattina quando si agghindava per andare in ufficio, notavo la meticolosità nello scegliere la biancheria intima, e questa meticolosità mi produceva un eccitamento fuori dalla norma, anche perchè la immaginavo mentre si faceva montare dallo sconosciuto o da chissà chi. Altresì avevo notato che anche il ricorrere a camminare nudi per casa, sebbene prassi consolidata per tutta la famiglia, adesso mi eccitava tanto, per cui vedere mia moglie che rientrava in casa di corsa per andare a fare pipì, abbassandosi pantaloni e slip, anche davanti mio figlio, mostrando la fica pelosa, asciugandosela dopo averla fatta, con assoluta noncuranza, oppure entrare in bagno al mattino con mio figlio nudo intento a far pipì, con l’uccello al massimo della potenza, come di solito noi maschietti ci svegliamo la mattina, aveva innescato in me una libidine pazzesca, per cui avevo dovuto ricorrere ad una arte dismessa da tempo: la sega. Fatto ancora più incredibile, avevo fatto quotidiane e sistematiche corse alla cesta degli indumenti sporchi, sperando di trovare quelle fatte di sperma. Non le avevo trovate, ma le avevo annusate durante le mie seghe, e anzichè essere contento che la mia adorata mogliettina non avesse fatto nulla, era molto più forte la delusione.
Ma veniamo alla cena. Avevamo appena ordinato che subito Marina mi chiese della sorpresa. Così come un pugno in faccia le dissi che avrei chiesto il divorzio.
Cosaaaa dici Massimo, il divorzio, disse alzando la voce e attirando su di noi gli sguardi della gente seduta agli altri tavoli.
Hai un’altra sicuramente e poi me lo dici così ? Mi stai uccidendo stasera, potevi evitare di portarmi a cena fuori.
Si chiuse in un assoluto mutismo senza toccare niente da tavola.
Io invece finii l’antipasto e le dissi di mangiare che adesso avrei parlato io e non volevo ne scenate, ne pianti, ne tragedie. Per cui ascolta e mangia le dissi. Ero stato così perentorio che stranamente ubbidì.
Ti ricordi della raccomandata da ritirare, l’ho fatto l’indomani mattina in Viale Piemonte. Ti viene in mente nulla le chiesi ? Arrossì come se fosse stata al sole da ore, posò la forchetta e deglutì a fatica.
No, rispose Marina, perchè dovrebbe ricordarmi qualcosa, ed era evidente che mentiva, e che l’avevo presa alla sprovvista. Allora continuo le dissi. E non ricordi neanche del civico 37 della stessa strada, e della chiavetta usb presa a casa ? A quel punto crollò, aveva capito che l’avevo scoperta, per cui avendo visto che a momenti sarebbe svenuta le dissi di andare in bagno a rinfrescarsi, e che io nel frattempo avrei pagato scusandomi e adducendo ad un malore l’improvvisa sospensione della cena.
E così dopo pochi minuti eravamo seduti in macchina, le chiesi se voleva tornare a casa oppure fare un giro in auto. Decidi tu mi disse.
Ero soddisfatto da un lato perchè vedevo che stava male da morire, dall’altro ero estremamente dispiaciuto che l’artefice fossi proprio io. Però non potevo fermarmi proprio adesso, dopotutto era stata lei a far crollare il nostro castello.
Marina ti accompagno a casa prendo qualche indumento e poi vado a dormire in albergo. Lunedi Mattina andrò dall’avvocato per la richiesta di separazione.
Non parlava, non rispondeva, sembrava inerme, per cui dovevo smuoverla da questo stato catalettico.
Arrivati a casa, mi misi in poltrona, come se anche io stessi male, dandole quindi la sensazione che almeno per il momento non sarei andato via da casa, ed anche lei venne a sedersi sul divano. C’era un silenzio assoluto, anche da fuori non si percepiva alcun rumore, si era tolta le scarpe, ed era rimasta in slip e maglietta, non certo per provocarmi, ma solo perchè immaginavo avesse almeno 100 gradi addosso.
Presi in mano la situazione, anche perchè lei era completamente assente. Dovevo darle un appiglio, fornirle una possibilità, anche se remota, che la situazione potesse avere uno sviluppo diverso.
Per cui per evitare fraintendimenti le dissi a bruciapelo: dimmi perchè hai voluto fare la troia !
A quelle parole ebbe un sussulto.
Massimo ti prego perdonami, è vero sono stata e sono una troia, ma sei l’unico uomo che amo, ti prego non lasciarmi. Ti racconterò tutto e ti spiegherò perchè è successo, non voglio giustificarmi, ma solo trasmetterti la strana sensazione che ha coinvolto mente e corpo in questa storia, che ti ripeto è solo di sesso e non amore, poi sarai tu a prendere la decisione ed io l’accetterò, qualunque sia.
D’accordo Marina, contrariamente a quanto detto prima, non lascerò questa casa finchè tu non mi abbia delucidato su quanto sia accaduto, augurandomi che niente sia tralasciato. Sappi che non ti darò altre chanches, per cui non tralasciare assolutamente nulla, voglio la cruda verità, anche se dovesse farmi male.
Da quanto mi darai e dalle motivazioni che ti hanno coinvolta, verrà fuori o la fine del nostro rapporto o l’accrescimento del nostro legame che probabilmente non è forte come pensavamo.
Puoi starne certo Massimo ti dirò tutta la verità, ti racconterò i minimi dettagli di quanto ho fatto con il corpo e con la mente !

Autore:
solemareamore

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