Il passo (parte 1)

E’ fatta! Ha deciso che si doveva fare dopo tante proposte! E’ successo una sera per caso quando siamo andati a ballare. Apericena in discoteca e serata latino-americana, al buffet abbiamo conosciuto un gruppo di persone e tra queste c’erano anche dei singoli. Durante la cena uno in particolare e’ stato ,piu’ degli altri, intorno alla mia mogliettina, ci aveva instaurato un discorso su vari argomenti, lei sembrava gradire e gli dava spago. Le aveva chiesto di ballare, e lei non si era tirata indietro, io intanto ballavo con altre ragazze del gruppo. Lui sapeva ballare abbastanza bene, e lei era splendente con un sorriso magnifico. La serata prosegui’ molto bene. Le coppie si mescolavano , a volte tornavo con la mia mogliettina, ma a fine serata lui, chiamiamolo Sandro, ci aveva ballato piu’ di me o di chiunque altro, tanto che oramai le varie piroette o rotazioni, come le volete chiamare, erano sempre piu’ a ridosso del culo della mia mogliettina e quando si avvicinavano faccia a faccia gli spazi che li dividevano erano molto ridotti.

Quando ci fermavamo a parlare e bere sui divanetti lui le era sempre attorno e non schiodava i suoi occhi da quelli di lei.
Verso le 3 di mattina decidemmo che era ora di andare, gia’ molti erano andati via, eravamo rimasti in pochi mi intromisi nel discorso tra i 2 piccioncini e dissi a mia moglie che era il momento di andare, lei accetto’ si alzo per salutare i pochi rimasti e schioccare un bacio ,ricambiato, sulla guancia  a Sandro. Ci avviammo al guardaroba per ritirare le giacche ,e mentre eravamo li al bancone che aspettavamo che ci riportassero in nostri abiti ,Sandro ci raggiunse e ci chiese se potevamo dargli uno strappo fino a casa sua, che non era molto lontana ma fuori stava piovendo parecchio. Non vidi nessun problema, noi eravamo arrivati molto presto e la macchina era a 40 metri dall’ingresso, poi avevamo anche un ombrellino da borsa. il tragitto dall’uscita alla macchina fu un preludio di quello che sarebbe successo, lei teneva l’ombrello e noi eravamo abbarbicati a lei con un braccio a testa che le cingeva la vita e la mano libera appoggiata a quella che teneva l’ombrello, un panino bello e buono con un ripieno di figa…tra l’evitare le pozze e l’ombrellino veramente piccolo arrivammo alla macchina che praticamente io e lui eravamo zuppi per meta’, lei si era bagnata soprattutto dalle ginocchia in giu’.
Entrammo in macchina : io e lei davanti e lui dietro. Ci sistemammo io e Sandro , togliendoci le giacche bagnate, io la passai a lui dietro , lei si tolse le scarpe  da ballo zuppe e le passo’ anche  lei a Sandro che le prese, fece un apprezzamento e le appoggio in terra. Partimmo per accompagnarlo a casa mentre lui ci dava indicazioni sulla strada da fare, si mise in punta al sedile centrale piu’ in avanti possibile, praticamente la sua testa era all’altezza delle nostre e continuava a parlare sia con me che con lei, con la coda dell’occhio destro vidi che la sua mano destra non era appoggiata al poggiatesta di lei, ma era appoggiata accanto al lato destro del collo della mia mogliettina, e si muoveva piano piano, non vedevo cosa stava facendo, ma notavo che si muoveva, e quindi le stava toccando il collo o le faceva dei massaggini, lei stava ferma e non mostrava alcun imbarazzo, forse pensando che non me ne fossi accorto, e nel frattempo si era aperta la giacca mostrando cosi’ il suo decollete’ a Sandro da una prospettiva differente, come se non ci avesse guardato abbastanza durante la serata.
Arrivati sotto casa sua Sandro ci chiese se volevamo salire a bere qualcosa o a vedere la casa ,che ,a suo dire, era molto bella e curata.Guardai mia moglie, gia’ eccitato dalla serata e da quello che stavano facendo in macchina e dai miei pensieri sconci, e le dissi che per me si poteva fare senza problemi, lei era un po’ titubante, forse per finta o per paura, che Sandro la dovette incalzare un po’ tanto che si lascio’ convincere. Sandro scese e si avvio; ad aprire il portone, noi , ancora in macchina ci guardammo e lei mi disse, “-stiamo poco perche’ e’ tardi e domani ho da fare un sacco a casa che ci sono i nostri cugini a cena!”-, io le risposi “-Sicura che ci vuoi stare poco? ho visto come ti trastullava il collo e l’orecchio!-“.”Sei veramente un maiale! Ma se e’ questo che vuoi puo’ darsi che tu ci riesca!” Rispose lei  finendo di allacciarsi le scarpe, poi apri’ lo sportello e scese dall’auto. Io la seguii, arrivammo al portone, Sandro ci aspettava, era raggiante. Ci porto’ al suo piano, tramite un piccolo vecchio ascensore da 4 persone, di nuovo molto vicini. Entrammo poi in casa sua, stappo’ immediatamente una birra artigianale, ci riempi’ 3 bicchieri e ci fece fare il giro di casa sua mostrandola in ogni angolo. poi ci sedemmo in salotto, sul divano e continuammo a chiaccherare di tutto e niente.
Dopo poco lei si alzo’ e ando’ verso il bagno, entrambi le guardammo il culo mentre se ne andava ed appena lui mi guardo’ io gli chiesi se avesse notato che bel culo che aveva mia moglie, lui ,per niente imbarazzato, mi rispose che era tutto l’insieme che gli faceva tirare il cazzo, prendendosi con la mano libera il pacco, da tutta la sera. Anche io ero eccitato dalla situazione e si notava attraverso i pantaloni.
Lei riusci’ dal bagno e ci trovo’ a chiaccherare e mentre si avvicinava io esordii dicendo a lui che mia moglie era una gran topona anche da davanti, non solo di schiena e lui confermo’ il mio apprezzamento. Lei fece un sorriso complice che mi fece quasi venire dall’eccitazione pensando a cosa sarebbe potuto succedere, poi’ torno a sedersi in mezzo a noi , con la faccia si giro’ verso Sandro e gli disse che io ero un gran maiale e che era una vita che la pressavo per farsi scopare da un altro insieme a me e anche che lei stasera aveva una gran voglia di godere! Io mi ero ghiacciato, Sandro sbavava e lei sembrava rilassatissima. Detto questo mise una mano sul pacco di Sandro ed inizio’ a baciarlo, lui le mise una mano sul seno e poi scese fino al culo, io bevvi un sorso di birra e mi venni nei pantaloni senza nemmeno sfiorarmi…
Da questo momento lei prese le redini della situazione, monto’ in collo a Sandro ed iniziarono a pomiciare selvaggiamente , si leccavano i colli, lui alternava le mani dal culo alle poppe, lei strusciava la sua figa vogliosa sul pacco di lui. Io mi alzai ed andai in bagno a lavarmi, non volevo perdermi neanche un minuto di troppo, fui velocissimo e tornai in salotto con ancora i pantaloni sganciati e segandomi il cazzo moscio mentre mi godevo la scena. Erano ancora li, nella stessa posizione, stavano facendo le stesse cose, solo che i movimenti dei bacini erano accentuati, si stavano cercando pesantemente. Mi avvicinai al piccolo tavolino da salotto con la bottiglia di birra sopra, versai nel mio bicchiere quel poco contenuto rimasto e mi sedetti accanto a loro assaporandomi la scena fin nei minimi particolari, cercando quelle piccole smorfie che ti fanno notare il piacere del momento. Lei si stacco’ un attimo da lui e mi guardo’ e mi chiese se questo era come me lo ero immaginato e se mi stesse piacendo, io sorseggiai la birra e con la mano le indicai il mio cazzo che mi aveva imbrattato tutto , non c’era bisogno di altre conferme, e rinizio’ a baciare Sandro.
Lei gli inizio’ a sganciare i bottoni della camicia ed a passare le mani sul suo petto, non disegnato , ma comunque messo bene, con meno della mia peluria. lui invece le aveva abbassato le spalline del vestito e tirato fuori le tette dal reggiseno, quando lei lo lasciava respirare ,lui si tuffava sui sui capezzoli e la sua terza taglia precisa.

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