Il Karaoke

Nonostante molta gente si vergogni di esibirsi in pubblico, i karaoke bar sono sempre pieni di persone che cercano divertimento, mentre altre persone cercano solamente di mettersi in mostra, magari mostrando le loro abilita’ di cantanti. Da poco, in citta’ aveva aperto un particolare karaoke bar. In pratica, la sfida era di riuscire a cantare un’intera canzone, mentre una bella ragazza, ti masturbava. Facile a dirsi, ma chissa’ la bella sensazione di una mano esperta scivola sul tuo cazzo, mentre si cerca di cantare una stupida canzone.

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Ero andato solo, non solo per vergogna, ma anche per capire bene come funzionasse, senza sentire i stupidi commenti dei miei amici. In pratica, chi cantava, rimaneva in piedi dietro una sorta di mini tendina, che copriva solamente dall’ombellico fino alle ginocchia. La ragazza era bellissima, capelli lunghi fino alle spalle e vestita in modo sensuale senza essere troppo volgare. Sorrideva mentre masturbava il concorrente, guardandolo negli occhi, con l’aria di chi si sta divertendo a far sborrare chiunque gli mettesse il cazzo in mano. Era arrivato il mio turno. Andai dietro la tendina e la ragazza mi guardo’ con un’aria da puttanella affamata. Si era messa in ginocchio, direttamente sopra la sborra lasciata dagli altri concorrenti e mi stava slacciando i pantaloni, abbassandoli insieme alle mutande. Mi guardo’ il  cazzo con una fame che me lo stava facendo diventare duro subito, sfiorandomi la cappella con le labbra, per poi guardarmi con un sorriso malizioso.

Con il microfono a pochi centimetri dalla bocca, cominciai a cantare, mentre la sua mano si poggio’ sopra il mio cazzo. Era fresca e leggera. Si muoveva su e giu’ sul mio cazzo, stuzzicandomi la cappella, guardandomi fiera negli occhi, mentre sentiva che il mio cazzo diventava duro nella sua mano. Impugno’ il mio cazzo, facendolo scivolare su e giu’, sentendo le sue dita muoversi sulla mia cappella, mentre ero arrivato quasi a meta’ della canzone. Le sue labbra vicino alle mie orecchie respiravano in modo eccitante, con sottili gemiti di piacere, che potevo avvertire nel suo respiro. Mentre mi sorrideva cercando il contatto visivo con me, la sua mano si muoveva velocemente, masturbandomi il cazzo con ferocia ed energia. Il suo corpo era ormai attaccato al mio. Potevo resistere, ma sentivo la sua voglia di vincere la sfida, facendomi sborrare nella sua mano.

Sentivo le sue tette strofinarsi contro il mio braccio, sotto i fischi e le incitazioni del pubblico, quando improvvisamente, la ragazza si inginocchio’. Le sue labbra si posarono sulla mia cappella, facendo scivolare dentro la sua bocca il mio cazzo duro. Succhiava in modo voglioso ed affamato, sentendo la sua bocca salire e scendere sul mio cazzo, mentre il pubblico, era andato in euforia, fischiando ed applaudendo. Sentivo la sua lingua che mi stuzzicava la grossa vena del mio tronco, mentre le sue labbra coprivano la mia cappella. Mi stava succhiando la cappella come un’aspiratore. La puttanella aveva capito il mio punto debole. Godevo mente sentivo la mia cappella succhiata e leccata da una sgualdrina vogliosa di vincere una sfida. La sua testa continuava ad andare velocemente a scatti sulla mai cappella, mentrel a sua mano, mi massaggiava le palle, alternando a masturbate feroci.

La mia voce cominciava a tremare, sentendo che ormai era arrivato il tempo di sborrare. Mancavano pochi istanti alla fine della canzone quando tra le labbra della provocatrice, un’ondata di calda sborra si libero’. Sentivo il mio cazzo pulsare tra le sue labbra, mentre lei succhiava fuori tutta al sborra del mio cazzo, muovendo lentamente la testa e aiutandosi con una mano. Avevo perso e il pubblico’ fischiava felice, mentre dietro la tendina, lei mi guardava mentre nella sua bocca, il mio cazzo sborrava, fino a diventare moscio. Si rialzo’, guardando il pubblico che l’applaudiva, per poi aprire la bocca, facendo colare tutta la sborra che le avevo lasciato sulla lingua.

Aveva le labbra e il mento pieno di sborra, che sgocciolava giu’, ammucchiandosi sopra le altre schizzate dei concorrenti precedenti, con il pubblico letteralmente andato in delirio. Avevo perso la sfida, ma avevo trovato dove passare tutti i weekend della mia vita.

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