Il gioco della pizza ( Parte I )



Pizza al gusto di cazzo sborrato

Venerdi’ sera, la sera in cui tutte le comitive mettono in atto i programmi discussi durante la settimana. La nostra comitiva, se poi cosi’ si poteva chiamare un gruppetto di 5 ragazze, aveva programmato una normale serata in compagnia di pizza, birra e di qualche gioco da tavola, una sorta di pigiama party insomma. Eravamo radunate tutte a casa mia e come la piu’ antica delle tradizioni del pigiama party, ognuna delle ragazze aveva portato con se qualcosa.

Susanna aveva portato un paio di giochi da tavola, Mara aveva portato la birra, Vittoria aveva portato le patatine e i salatini, Rosa aveva portato una scatola che lei dichiarava fosse misteriosa e io avrei ordinato la pizza per tutte. Con in sottofondo un cd con la miglior musica pop del momento, eravamo tutte li, prese a giocare ad uno dei giochi portati da Susanna, mentre avevamo fatto fuori gia’ una cassa di birra, in attesa della pizza ordinata. Ovviamente, con la birra i salatini erano andati e avevamo rispiarmiato le patatine per il dopo pizza, giocando magari ad un’altro gioco da tavola, sgargarozzando la seconda e terza cassa di birra.

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Finalmente, il suono che tutti volevano sentire, quello del campanello, quello della pizza che finalmente arrivava ad un’appartamento pieno di ragazze affamate e mezze ubriache. Le pizze le portava un giovane ragazzo latino, alto e con una maglietta stretta che metteva in risalto il suo corpo atletico e muscoloso. Rosa lo invito’ ad entrare per portare le pizze, lei, che era sempre stata la puttanella del gruppo, lo divorava con gli occhi, mordendosi il labbro, sicuramente aiutata dalla birra che scorreva nelle vene. Il giovane macho poso’ le pizze, lasciando accanto a loro lo scontrino con il saldo da pagare. Rosa disse che magari, si poteva trovare un sistema diverso di saldare il conto. Accerchiammo il giovane come un branco di lupi affamati, tra le classiche risatine delle sgualdrine vogliose. Rosa gli stava levando il cappello, mentre Susanna e Vittoria gli stavano levando la maglietta attillata, facendo sfilare le mani su quel corpo caldo e muscoloso. Io e Mara invece ci eravamo abbassate, per slacciargli i pantaloni, curiose di vedere quale pezzo di carne poteva offrire un corpo simile.

Dalla mutanda usci’ fuori un cazzo grasso e lungo, scuro e pieno di vene che arrivavano alla cappella. Era enorme, Mara e io lo guardavamo, mentre le altre ridacchiavano soddisfatte della porzione. Portai la mia lingua sulla base del cazzo, leccando la vena che collegava le palle alla cappella, mentre Mara succhiava con energia la cappella. Il macho gemeva con un respiro profondo, mentre Rosa gli succhiava i capezzoli. Le mani del giovane erano sulle morbide tette di Vittoria, mentre Susanna si era accomodata sul divano e si masturbava a gambe aperte. Rosa finalmente apri’ il pacco misterioso, che conteneva 5 dildo nuovi, che distribui’. Senza troppe cerimonie, ognuna di noi giocava con il corpo del maschio latino, infilandosi il dildo nuovo nella figa umida. Poi tutte e 5 ci mettemmo a pecora sul divano, mostrando il culo al giovane, invitandolo ad un gioco. Doveva dare un’infilata di cazzo forte e violenta a tutte le fighe, facendo entrare e uscire anche il dildo dal culo, fino a quando non era pronto per l’orgasmo.

Eravamo tutte li, eravamo pronte e vogliose d’incominciare il gioco della pizza.



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