Il debito



Racconto Erotico di sesso per sdebitarsi

In genere mia moglie Katia rientra dal lavoro un’oretta prima di me, quindi rimasi molto sorpreso quando entrai in casa e la trovai completamente buia e silenziosa. ” Katia? “, furono le prime parole che mi uscirono dalla bocca, quando ormai avevo perfettamente intuito che lei non era in casa. Eppure la sua macchina era parcheggiata sul viale, come se lei fosse rientrata a casa. Stavo avendo un brutto presentimento, anche se non sapevo di cosa si trattasse. Quel giorno, avevo in mente di dire a Katia che mi ero messo a fare delle scommesse, alcune si erano rivelate fortunate, altre invece no. Ero tornato a casa, dopo aver perso, con delle scommesse, una grossa somma di denaro, che dovevo restituire a della gente che sinceramente ancora non capisco come avevo conosciuto. Un bigliettino, sul frigo, con scritto ” Guarda la TV “.

Una sensazione di panico mi aveva posseduto, mentre accendevo la televisione. Il segnale, non era forte ma dopo un po’ fu stabile. Potevo vedere un seno, molto familiare ed una mano, in un guanto in lattice, che teneva un tubo simile ad un’aspirapolvere. Nello sfondo, un suono profondo, simile ad un’aspiratore e dei lamenti femminili, offuscati pero’ dal forte suono dell’aspiratore. Mentre l’immagine cercava ancora di avere una migliore inquadratura, l’immagine si era spostata su un capezzolo, coperto da quel tubo che risucchiava con forza la sensibile pelle all’interno del tubo, ad intervalli quasi regolari. Poi, finalmente l’immagine si schiari’ e si aggiusto’ anche il campo visivo e quello che potevo vedere, mi aveva fatto rabbrividire.

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Vidi mia moglie, con una palletta rossa che le era stata infilata in bocca, con lacrime che le scendevano su entrambe le guance. Era legata a X, con le braccia in alto. Si dimenava e cercava di urlare, ma era sempre li, bloccata dai lacci. Il suo sguardo, implorante verso la telecamera, mi stava strizzando il cuore di dolore, mentre alcune lacrime scendevano anche sulle mie guance. Poi fuori dal campo, una voce, forse della stessa persona che teneva in mano la telecamera ” Ha gia’ avuto piu’ di 30 orgasmi, chissa’ quanti ne puo’ avere un corpo femminile…potrebbe essere divertente scoprirlo “, la voce, era di qualcuno che conoscevo e il tono, era cattivo e senza emozioni. ” Se i soldi arrivano entro la mezzanotte, la lasciamo andare con le labbra della figa gonfie e qualche bel ricordo da portarsi avanti nel tempo…” , dimenticando che ero a casa e che comunque non mi potevano sentire, mi lascia andare un urlo ” ALTRIMENTI COSA BRUTTO ANIMALE “, la voce riprese, ignara del mio grido di dolore ” altrimenti, beh, diciamo che scopriremo quanta pelle puo’ aspirare la nostra macchinetta “. Poi un’orologio prese l’intera inquadratura e nuovamente la voce ” Sono le 19, conviene sbrigarti “. In sottofondo alla sua ultima frase, il rumore della macchina che stava aspirando il capezzolo di Katia e le sue urla, affogate dalla palletta rossa che aveva in bocca.

La telecamera si poso’, facendo vedere una macchina che aveva a capo un’enorme dildo, pronto ad entrare dentro di lei. La macchia venne messa in funzione, facendomi vedere un’enorme cazzo di plastica che a velocita’ stabile, entrava e usciva con forza dentro di Katia, che urlava dal dolore e forse anche dal piacere. Qualche risata si poteva sentire in sottofondo, mentre qualcuno aumentava la velocita’ della macchina, che stava ormai violentando mia moglie, mentre allo stesso tempo, il tubo risucchiava il suo capezzolo. Poteva vedere che stava per avere un’altro orgasmo, con il suo corpo preso dalle contrazioni e da spasmi muscolari. In qualche modo, a Katia tutto questo piaceva. Avevo il telefono in mano, pronto a fare una telefonata per salvare mia moglie ma prima, volevo guardare lo spettacolo, sapendo che a mia moglie, non dispiaceva piu’ di tanto.

 

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