Il costo della popolarita’ ( Parte I )

A scuola, il sogno di ogni ragazza e’ quello di essere popolare. Essere la ragazza che tutti vorrebbero avere come amica, fidanzata, amante o semplicemente come vicina di banco. Quella ragazza in grado di far fare a chiunque cio’ che vuole e di pretendere il meglio del meglio. Io sono una ragazza abbastanza carina, ma cio’ che ho fatto per raggiungere la mia popolarita’, ha quasi dell’incredibile.

Vedevo la mia notorieta’ svanire, da quando in citta’ era arrivata quella sgualdrina di Marianna, una bionda tutta tette, che civettava con tutti i maschietti della scuola, spompinando la gran parte di loro. Ogni giorno sentivo dei suoi favolosi pompini, fatti nel bagno durante la ricreazione oppure in classe, dietro la lavagna. Stufa della situazione, decisi di far vedere alla piccola Barbie, chi era la piu’ desiderata della scuola. Andai in bagno e mi feci una foto con il cellulare, con la maglietta alzata, mostrando le tette. Ero molto eccitata dalla mia stessa idea. Mandai quella foto a tutti i ragazzi della scuola, invitandoli a ricoprirmi di sborra, nel boschetto vicino alla scuola, appena fossero finite le lezioni. Il messaggio arrivo’ a 75 ragazzi e tutti si presentarono nel boschetto, con in faccia la voglia matta di sborrarmi addosso. Io quel giorno indossavo una gonna corta e il top, senza indossare il reggiseno, perche’ mi piaceva quando gli altri mi guardavano le tette mentre camminavo. Mi eccitavo sempre quando i maschi mi guardavano, non facevo distinzioni a riguardo.

Mi ero messa a pecora, sulle foglie secche, con la mini gonna che era tirata su, mettendo in mostra il mio culo e il mio perizoma nero. Sorridevo come una vacca in calore, mordendomi il labbro, mentre il top metteva in mostra i miei capezzoli induriti. I ragazzi divennero duri ed eccitati prima ancora che mi levassi il top. Rimasi mezza nuda, con addosso solo la mini gonna, dopo che avevo levato anche il perizoma. Invitai i ragazzi a farmi vedere i loro pali vogliosi, guardandoli uno per uno. Avevo intorno a me 75 cazzi duri, di diverse misure e grandezze. Mentre li guardavo, sentivo il calore della mia umida figa divampare come delle fiamme. Sempre a pecora, lanciai il grido di battaglia, invitando tutti quanti, a scoparmi come volevano. La parte piu’ ricercata era la mia bocca. Sentivo cazzi che si strusciavano ovunque, un cazzo era scivolato tra le mie labbra, muovendosi velocemente dentro e fuori la mia bocca. Dietro, sentivo un cazzo che si strofinava tra le umide labbra e un’altro che premeva contro il buco del mio culo. Sentivo anche mani ovunque, sulle tette, sulle chiappe, sulle cosce. Mi sentivo una puttana in preda ad un branco di maiali eccitati, mentre sentivo cazzi e mani ovunque. Sentivo anche gemiti ed insulti, mentre diversi cazzi, mi schiaffeggiavano la faccia, chiamandomi ” PUTTANA “.

Pochi minuti dopo, almeno 30 ragazzi mi stavano gia’ sborrando addosso, sentendo le calde e dense goccie di sborra, cadermi sulla faccia, sulla schiena e sul culo. Sentivo quel caldo liquido scivolare dalla mia fronte, mentre tra le labbra, un getto di sborra cominciava a schizzare. Sentivo il cazzo pulsare dentro la mia bocca e la sborra colarmi sulla lingua. Dietro mi stavano penetrando in due ma quasi non riuscivo ad accorgermi di niente, per quanti cazzi mi stavano passando avanti.

Mi sentivo popolare, la puttanella piu’ popolare della scuola….

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