Il cattivo psicologo

Sborrata in faccia

Spesso capita nelle pazienti più predisposte di provare un sentimento d’attrazione molto simile all’amore, nei confronti del proprio psicologo.

Questo meccanismo mentale viene chiamato “transfert”, in gergo psichiatrico. Quando tale sentimento viene manifestato, è solitamente compito dello psicologo gestire la situazione senza lasciarsi trasportare dalle lusinghe delle sue pazienti.

Leonardo aveva sempre spiegato alle sue pazienti che quella sensazione era normale e che non bisognava assecondarla, perché  avrebbe solamente compromesso il rapporto professionale e la cura del paziente stesso, annullando tutti i progressi ottenuti fino a quel momento.

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Si era sempre comportato come un vero professionista. Il problema era che Leonardo non aveva mai incontrato Viviana.

Viviana trasudava sesso da ogni angolo di sé. Sembrava costituita all’ottanta per cento da sesso e da un venti per cento di libidine.

-E quindi, ho sognato nuovamente di essere posseduta da  lei. Nel mio sogno stavo cucinando e lei mi spuntava da dietro e si appoggiava sul mio culo. Io sentivo che lei aveva il pisello duro e senza nemmeno accorgermene… iniziamo a scopare. Non mi ha tolto nemmeno le mutandine; nel sogno.- disse, mordendosi le labbra.

-Come le ho già detto, queste sensazioni sono del tutto normali per un paziente. Ci si può facilmente innamorare del proprio analista.

-Ma io non ho mai parlato d’amore.- rispose.

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-In che senso?

-Nel senso che io la voglio scopare e stop. Anzi, a dirla tutta vorrei essere scopata. L’amore non c’entra niente in tutta questa storia. Io sono ossessionata da lei e non mi calmerò finché non mi avrà infarcito col suo cazzo duro. Lo vedo fin da qui che ha un erezione.

Molti di voi potrebbero pensare che l’atteggiamento di Leonardo fu poco professionale, ma avreste dovuto vedere Viviana davanti a voi, intenta a chiedervi un po’ del vostro pisello.

Era una di quelle occasioni che non sarebbero mai più ricapitate.

Leonardo si alzò e tirò immediatamente il suo pisello duro fuori dai pantaloni.

-Avanti, attaccatici.

Viviana rimase totalmente spiazzata. Se ne stava immobile sul divano, fissandolo con due occhi spalancati ed incerti.

-Hai fatto così tanto per averlo… adesso te lo chiedo io: succhiami il cazzo Viviana.

La donna si mise in ginocchio e, camminando sulle ginocchia, si portò in prossimità del pisello del suo medico analista.

-Da brava, ora prendilo in bocca.- sussurrò Leonardo, incitando la sua paziente a superare la linea del loro rapporto professionale.

Viviana prese in bocca il pene del noto psicologo e iniziò a muovere avanti e indietro la testa, spompinandolo come avrebbe fatto una puttana o una ragazza conosciuta a caso in un locale il sabato sera.

-Sei brava. Questa cura la chiameremo: iniezione orale di membro. Continua a succhiare.

Viviana iniziava a sentirsi un po’ strana. Tutto quello che aveva desiderato fino a quel momento era il pisello di quel dottore che ammirava quasi come se fosse una divinità e adesso iniziava a capire che i suoi desideri potevano essere interpretati come dei sintomi malati delle sue ossessioni psicologiche.

Leonardo lo sapeva bene, ma quella donna era troppo bella e le sue labbra erano un vortice che aveva risucchiato il suo cazzo in un tornado di piacere sessuale che lo stava facendo esplodere in un milione di orgasmi.

-Toccami le palle.- gridò, accarezzando la testolina rossa di quella donna.

La mano fredda iniziò a giocare con i testicoli del dottore, senza mai smettere di succhiare il cazzo.

Il suo corpo era perfetto. Aveva delle tette enormi, fianchi snelli e un culo a mandolino. Probabilmente doveva avere delle origini irlandesi o roba del genere.

Era una pompinara eccellente.

-Continua. Non smettere. Vai. Vai. Vai!

La ciucciata si fece via via più intensa, perché Viviana aveva capito che il dottore si trovava sull’orlo dell’orgasmo.

-Staccati. Voglio venirti in faccia.

Aveva immaginato molte volte di far sesso con quell’uomo, ma in nessuno dei suoi sogni lui le sborrava in faccia. L’aveva sempre immaginato come un amante gentile e sensibile ad ogni attenzione che la donna meritava.

Si era sbagliata. Non era altro che il solito porco pronto ad aggrapparsi ad un brandello di femmina per farsi ciucciare il cazzo, ammaliato dalla sua bellezza esteriore. Era come tutti gli altri se non peggio.

Lo guardava, intento a masturbarsi davanti alla sua faccia, fino a quando non le venne addosso.

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