Il bus del piacere

Uno scossone risvegliò Domenico dal suo sonno da viaggio.
Gli ultimi posti del bus erano sempre i peggiori. Era incredibilmente scomodo viaggiare in quelle condizioni così estreme e fastidiose.
Ancora visibilmente assonnato e con lo sguardo vagamente appannato dal riposo, notò qualcosa di strano accanto a lui. La ragazza del posto a fianco al suo stava compiendo una serie di movimenti strani con il braccio, mentre la sua mano spariva al di sotto della giacca del passeggero alla sua destra, posizionata proprio sulle sue gambe.
Non poteva essere vero. Gli stava facendo una sega con una persona vicina; un perfetto estraneo.
Ragionandoci meglio, ricordò di averli visti salire in momenti differenti. Anche loro erano degli estranei.
S’incontravano sempre delle persone particolari nei viaggi in pullman, ma quella ragazza li stava superando tutti.
Inevitabilmente, il suo pisello reagì a quella visione schizzando in alto, costretto dai jeans stretti.
“Vuoi partecipare?” chiese lei, sorridendo.
Aveva la faccia di un angelo e le intenzioni di un demonio.
“Cosa?” chiese lui, timidamente.
L’uomo che stava masturbando dall’altro lato aveva lo sguardo chiuso e sembrava andare quasi in iperventilazione.
“La giacca.” sorrise lei.
“Scusa?”
“Metti la giacca sopra…”
Quasi senza pensare, Domenico prese la sua giacca e la posizionò sul suo grembo.
La ragazza gli slacciò la cintura con il solo ausilio della mano destra. Subito dopo la sua mano fresca e giovanile scivolò sotto le sue mutande, incontrando il cazzo duro di Domenico.
Si perse nei suoi occhi. Avrebbe voluto baciarla, ma forse non sarebbe stato il caso visto che stava condividendo quel momento con un altro uomo. Doveva rimanere tutto nel limbo dell’erotismo, senza sfociare nel romanticismo.
“Vuoi baciarmi?”
L’aveva capito. Sembrava riuscire ad interpretare le più recondite fantasie degli uomini che incontrava.
“Sì.”
Lo baciò, leccando la sua lingua, per poi tornare a masturbarlo.
Come faceva a mantenere alto il piacere in due uomini senza distrarsi o trascurare uno dei due. Era tutto talmente perfetto da sembrare quasi surreale.
Sicuramente quello sarebbe diventato il viaggio più bello della sua vita.
“Ahh.” sussultò lo sconosciuto accanto alla ragazza.
Aveva eiaculato.
Si voltò e lo baciò sulle labbra.
Dopo aver estratto la mano, Domenico notò che la sborra di quell’uomo giaceva sulle dita della ragazza. Si pulì sul sedile, continuando a masturbarlo.
Adesso erano solo loro due, immersi nel paradiso della masturbazione tra sconosciuti.
Il tizio accanto a loro tornò a dormire.
Si guardarono intensamente negli occhi. Era dannatamente bella. Sembrava una bambina imprigionata nel corpo di una donna costretta a crescere, giorno dopo giorno.
Stringeva il suo cazzo, sotto la giacca, come se fosse una spada, salendo e scendendo con maestria unica.
“Sto per venire.” disse.
“Lo sento, baby.”
Perfino la voce sembrava quella di una sirena.
“Continua, continua.”
“Ti piace…”
“Non ti fermare. Non ti fermare.”
Sborrò sulla giacca una quantità di sperma imbarazzante. Fu un orgasmo da record mondiale.
Avrebbe potuto sposare quella donna per le sue capacità masturbatorie.
La ragazza misteriosa estrasse la mano da sotto la giacca e si pulì sul sedile per poi tornare a dormire.
Domenico rimase così, con il cazzo gocciolante e una bellissima donna al suo fianco.
Le guardò le gambe. Avrebbe voluto masturbarla per restituirle il favore, ma gli sembrò che tutto fosse finito. Era stata solamente un’avventura capitata per caso, in una notte che avrebbe ricordato per il resto dei suoi giorni.
“Torna a dormire guerriero.” disse lei, senza nemmeno guardarlo negli occhi.
“Tu sei un angelo.”

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