Il ballo in maschera



Racconto erotico perverso: ballo in maschera

 

Il ballo in maschera si protraeva da alcune ore. Avevo mangiato le tartine, bevuto lo champagne e finalmente mi ero messo a ballare con quella che sembrava essere una splendida ragazza.

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Non potevo averne la certezza, ma sono tuttora convinto che fosse una donna con un bel viso.

Avere una maschera giustificava sia l’atto che l’intenzione. Il peccato era nascosto, esattamente come lo era il peccatore. Proprio per questa mancata possibilità di colpevolezza, presi la mano della donna che ballava con me e la infilai sotto i miei pantaloni.

-Che cosa dovrei fare io con questo coso in mano?- domandò.

-Potresti fermi una sega, continuando a ballare… Che ne dici?

-È molto allettante come proposta, ma come fai ad essere sicuro che non ti rifili uno schiaffo?

-Semplice, hai ancora il mio cazzo in mano.

Era una troia, esattamente come lo erano tutte le altre, ma la maschera l’aveva totalmente spogliata della pudicizia e senza volto riusciva a mostrare tutto il suo animo da puttana.

Il valzer continuava e la sua mani incedevano nella masturbazione. Aveva un tocco vigoroso e continuo. Una buona segaiola.

Quello che trovavo estremamente eccitante era il fatto che tutta quella gente che continuava a danzarci attorno, non aveva la più pallida idea di quello che stava succedendo nei miei pantaloni.

Adoravo farmi fare le seghe in pubblico. Non era la prima volta che capitava. Stare a fianco a persone, fingendo che non stesse succedendo niente di sconveniente sotto i miei pantaloni era una qualcosa che riusciva a farmi letteralmente impazzire.

-Sei una troia?- domandai, avvicinandomi al suo corpo, facendo aderire i suoi seni al mio petto.

-Quantifica troia.

-Sei sposata?

-Fidanzata.

-E il tuo fidanzato sa che fai seghe agli sconosciuti?

-No.

-Allora sei una troia.

-Sì, credo di potermi definire una troia. Voglio che mi sborri sulla mano.

-Beh, sei sulla buona strada per farmi sborrare.

-Non lo trovi eccitante? Il fatto che ti stia facendo una sega con il volto coperto?

-Un giorno potremmo anche finire allo stesso tavolo o nello stesso ascensore e non ci riconosceremmo, nonostante in questo momento il mio cazzo sia nella tua mano. Certo che lo trovo eccitante.

-L’anonimato è eccitante.

-No… il fatto che in realtà potremmo anche conoscerci lo è.

-In che senso?

-Per quanto ne possiamo sapere, tu potresti essere anche mia sorella.

-Sborra sulla mano di tua sorella, allora.

Mi trovavo davanti ad una vera puttana, una di quelle donne che massacravano di corna il loro marito.

-Dimmi solo una cosa… ti piace il mio cazzo?

-A me piacciono tutti i cazzi.

Le sborrai sulla mano, stringendo tra le mani il suo vestito rosso. Uno degli orgasmi più intensi della mia vita.

La donna del mistero tirò fuori la sua mano tutta sborrata e la leccò, pulendola a dal mio liquido seminale.

Proprio quando pensavo che la perversione non potesse andare oltre, lei mi afferrò la testa e mi baciò, restituendomi il mio sperma in bocca.

Ci baciammo per circa due minuti, giocando con il mio sperma tra le nostre lingue. Non l’avevo mai assaggiato prima e mai avrei pensato di assaggiarlo.

-Spero di aver risposto alla tua domanda.

-Quale domanda?

-Sono una troia?

Era decisamente una troia e questo mi fece impazzire.



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