Giornata di una vogliosa ( La Mattina )

Sono una ragazza di 24 anni e sono sempre arrapata. Non so ne il motivo e neanche cosa mi ecciti, ma so solamente che ho la figa sempre calda, bagnata e che ho sempre bisogno di sentire un cazzo duro che mi penetri tra le gambe, diverse volte il giorno. Non sempre per una ragazza diventa facile trovare un ragazzo con la quale scopare, ma ricordo di un particolare giorno, dove la mia fortuna, aveva dato il suo massimo.

Lavoravo ad un negozio di abbigliamento, al centro commerciale. Stavo sistemando i nuovi arrivi, preparando il negozio per il fatidico periodo dei saldi, quando al negozio’ arrivarono due ragazzi, che avranno avuto piu’ o meno la mia stessa eta’. Uno dei due ragazzi stava cercando dei pantaloni, l’altro invece, una mglione. Guardai i jeans che indossava il primo, cercando di capire la misura, quando vidi un leggero rigonfiamento, che mi aveva fatto subito eccitare. Nella mia mente, si libero’ un grido ” VOGLIO QUEL CAZZO!! “. Avevo indicato al ragazzo che cercava il maglione, il settore del negozio dove poter cercare tra i migliori pezzi del momento, in modo da potermi concentrare sul ragazzo eccitato. Presi un paio di pantaloni, sapendo che gli sarebbero stati stretti e lo accompagnai nel camerino. Il ragazzo, dopo qualche minuto’, mi chiamo’, dicendo che i pantaloni erano stretti. Con un mano, avevo spostato la tendina del camerino, in modo da valutare la situazione. Il ragazzo era li, in piedi, con la camicia aperta. Aveva i pantaloni alzati poco sotto la mutanda, mettendo in chiara mostra, la sua eccitazione. Sfoderava un sorriso timido e nello stesso tempo malizioso. ” Il problema e’ qui “, dissi io, allungando la mano e strizzando quel rigonfiamento, con un fare serio e professionale ” Cosa facciamo allora? “, chiese lui, senza sembrare troppo sorpreso. Entrai nel camerino e chiusi la tendina con una mano.

Senza troppe chiacchiere, abbassai i pantaloni e il boxer del ragazzo, liberando, quello che era il problema. Afferrai quel cazzo caldo e duro con la mano, sentendo il calore che si sprigionava nella mia figa vogliosa e sgocciolante. Posai le mie labbra sulle sue, facendo scivolare la mia lingua dentro la sua bocca, mentre lo masturbavo con una mano. Le mani del ragazzo cominciarono a muoversi su tutto il mio corpo, spogliandomi piano piano, fino a quando, dietro di me, la tendina si apri’, lasciando entrare il secondo ragazzo. Dietro di me, sentivo delle mani che mi abbassavano i pantaloni, mentre altre mani, mi strizzavano le tette. Io ero nel mezzo, con in mano il cazzo di uno e dietro, sentivo il cazzo dell’altro strusciarsi nudo, sul mio culo nudo. Avanti a me, il ragazzo mise le mani sulla mia testa, spingendola verso il suo cazzo duro. Posai le labbra sulla sua cappella calda, facendo scivolare dentro la mia bocca, tutto il suo cazzo, sentendo con le labbra le vene che attraversavano quel cazzo. Cominciai ad andare su e giu’ con la testa, facendo entrare e uscire il cazzo dalla mia bocca, mentre dietro di me, due dita allargavano la mia figa, spingendo una cappella dura tra le umide labbra. Succhiavo quel cazzo con una fame quasi vergognosa, mentre dietro di me, un duro cazzo, entrava e usciva, con il corpo del giovane, che sbatteva contro il mio, con botte secche e violente, sentendo il cazzo talmente dentro, che per poco non sbatteva con quello che avevo in bocca.

Mi sentivo una sporca puttana, scopata da due giovani sconosciuti nel camerino del negozio dove lavoravo. Nella mia bocca, sentivo il suo cazzo gonfiarsi, mentre dietro di me, le botte diventavano sempre piu’ violente, sentendo il respiro del ragazzo aumentare, accompagnato da gemiti di piacere. Poi nella mia bocca, schizzi di calda e densa sborra cominciarono a liberarsi, colando lentamente sulla mia lingua, mentre il ragazzo avanti a me, tremava con tutti i muscoli rigidi. Succhiavo e ingoiavo la sborra che usciva, da brava cagna, muovendo la testa lentamente sulla cappella, succhiando tutta la sborra residua, pulendola a dovere. Dietro di me, il ragazzo mi stava spaccando la figa a botte violente, fino a quando un’ultima botta violentissima mi colpi’ e le sue mani si chiusero sulle mie chiappe, stringendole con forza, mentre sentivo il suo cazzo pulsare e sborrare dentro di me. Sentivo il suo godere scivolare dentro la mia figa, mentre muoveva il suo cazzo lentamente, facendo uscire tutta la sborra, fino a quando non si ammoscio’ e scivolo’ tra le mie gambe.

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Che dire…era stata una mattinata proficua e ne ero soddisfatta…fino all’ora di pranzo…

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