Il giardino della vicina

Sesso anale in giardino

Era una di quelle classiche giornate cosi’ calde, che il pensiero di starsene seduti al bordo di una fresca piscina, magari sorseggiando un bel cocktail gelido all’interno di una noce di cocco, puo’ diventare un sogno ad occhi aperti. Dalla mia finestra purtroppo, l’unico paesaggio fresco, e’ il giardino ben curato della vicina.

A pensarci bene, dopo tanti anni che vivevo li, non avevo mai socializzato con quella pseudo principessa pin-up, forse per il modo con la quale mi aveva ignorata, quelle uniche 2 volte che mi ero presentata da lei. Quel pomeriggio pero’, non era sola, in quanto sul giardino potevo intravedere un bel ragazzo, preso a montare una piscina al centro del giardino, accanto l’ombrellone e la sdraia, dove la megera passava ore a fare la lucertola.

Il ragazzo era a torso nudo, con delle perle di sudore, che brillavano sotto il sole. Aveva i pettorali ben scalpiti e dal bozzo sui jeans, potevo capire che aveva anche un bel cazzo. La vicina entro’ in scena, indossando il costume piu’ micro che abbia mai visto, con un perizoma che metteva in mostra il suo culo mezzo flaccido. Ando’ dritto dal giovane, che stava riempendo di acqua, la piscina che aveva finito di montare. Dalla mia finestra non potevo sentire cio’ che diceva, ma dal movimento della mano, su quel petto muscoloso e sudato del ragazzo, mi faceva intendere le intenzioni di quella vecchia puttana.

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Infatti, dopo qualche minuto, lei era in ginocchio, a succhiare l’enorme cazzo del giovane operaio, mentre io ero seduta accando alla finestra, con 2 dita che entravano ed uscivano dalla mia figa bagnata. Quanto avrei voluto essere li e succhiare quel cazzone, al posto di quella vecchia puttata. Potevo sentire il suo cazzo caldo che slittava tra le mie labbra, mentre le sue forti mani da operaio, mi strizzavano le tette. Invece, a succhiare quel cazzo bollente, ci stava la puttana pin-up, che ora si era messa a pecora, invitando il giovane, a scoparla da dietro. Dal movimento lento e dalla faccia della puttana, potevo immaginare che il giovane le stava travellando il buco del culo con quel cazzone.

Presi il manico del mio pettine, grosso piu’ o meno come quel cazzo e lo spinsi su per il mio culo, con un ondata di piacere che mi fece venire la pelle d’oca e un glorioso orgasmo. La vecchia vacca era in preda a quel puledro selavaggio, che le stava sfondando il buco del culo a botte cosi’ forti, che potevo sentire i suoi lamenti. Era dietro di lei, le tirava i capelli all’indietro, domandola come una vacca in calore, scopando quel culo flaccido, che trabballava dalle botte del giovane stallone. Quella vista mi eccitava da morire, quanto avrei voluto andare li e dire a quella belva di incularmi per bene, di violentarmi il buco del culo, lasciando perdere quelle flaccide chiappe.

Avevo il manico del pettine che entrava ed usciva dal mio culo e 2 dita che facevano dei movimenti selvaggi sul mio clitoride. Avevo avuto gia’ 3 orgasmi e puntavo al quarto. La vecchia puttana era ritornata in ginocchio, sotto il cazzo del giovane, che si masturbava, tenendo ferma la testa della vacca, pronto a sborrarle in bocca. Si masturbava con ferocia, mentre la puttana si stava infilando 2 dita nella figa, sicuramente piu’ bagnata della nuova piscina. Ed’ecco la gloriosa sborrata, schizzate cosi’ dense che le potevo vedere dalla mia finestra. Tutta la faccia truccata di quella vecchia puttanta era ricoperta di sborra mentre lei era presa a succhiare la cappella che le aveva sfondato il culo.

Eccitatissima come una cagna in cerca di monta, presi lo smartphone e feci una foto alla piscina. Dalla foto ingrandita, potevo vedere la marca della piscina. Chiamai subito il venditore, ne ordinai una da farmi installare sul balcone.

 

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