Festa rosso e nera ( Parte I )



Ragazza arrapata

Era una mattina calda, quando il postino mi lascio’ una lettera rossa e nera, con tutte le scritte giallo oro su entrambi i lati della lettera. Sembrava la classica lettera per una promozione pubblicitaria ma una volta aperta, il suo contenuto mi sorprese. Era un’invito, per una serata rosso e nera, cosa che spiegava lo strano colore che aveva la busta della lettera che conteneva l’invito.

Dopo aver letto e riletto l’invito, notai che non era firmato. Era scritto il giorno, l’orario, l’indirizzo ma nessuna informazione sul chi aveva organizzato la festa o di chi aveva deciso d’invitarmi. Aveva comunque ancora un paio di giorni per pensarci, in quanto la festa era per venerdi’ sera e la lettera era arrivata martedi’. Rosso e nero, la prima cosa che mi venne in mente quando il giorno dopo passai davanti al negozio di scarpe, situato a 2 palazzine dall’ufficio dove lavoravo come segretaria. Un paio di scarpe a tacco alto rubarono la mia attenzione, erano nere luccicanti, con i bordi di un rosso molto acceso, rosso e nero appunto.

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Era arrivato venerdi’, il fatidico giorno della misteriosa festa rosso e nera. Avevo deciso di andare alla festa, indossando un bel reggiseno rosso, con il perizoma dello stesso colore, il vestitino a tubo nero attillato e le nuove scape a tacco che avevo comprato. Chiamai un taxi, lasciando al conducente un foglio, dove avevo scritto l’indirizzo della festa. Rimasi molto sorpresa quando vidi che in meno di 25 minuti, ero gia’ arrivata a destinazione. In quei 25 minuti, ricordo anche come il conducente, cercava in ogni disperata maniera, di sistemare lo specchietto in modo da potermi vedere le gambe, che tenevo serrate tra loro.

Ricordo che l’emozione e l’adrenalina, mia avevano fatto indurire i capezzoli. La porta si apri’, prima ancora di bussare. Un maggiordomo prese il mio invito e mi lascio’ passare, tutto nel massimo silenzio. ” Signori e signore, ecco finalmente la nostra star della serata “, era un voce che non conosceva, quella che mi stava introducendo. Ero spaesata, potevo vedere tante persone e nessuna che conoscevo. Poi, l’organizzatore mi venne vicino annunciando ” Per questa sera, verrai chiamata troia e dovrai fare tutto cio’ che ti verra’ chiesto di fare e da chiunque te lo chieda. Altrimenti, non uscirai viva da questa casa “. Uno scroscio di applausi chiusero il suo raccapricciante discorso. Avevo la bocca aperta, pronta a dire qualcosa che pero’ non voleva uscire. Ero paralizzata ed impaurita, in quanto ero in trappola.

Un uomo di mezza eta’, grido dalla parte opposta della sala ” Troia, facci vedere come ti muovi sul palo “. Ero in preda alla paura ma la situazione in qualche modo mi eccitava. Chiusi gli occhi e mi lasciai andare verso il palo, ondeggiando i fianchi, mentre camminavo. Musica calda e leggera, mentre scivolavo su e giu’ sul palo, sempre con gli occhi chiusi, sentendo tutti gli occhi che mi guardavano, facendomi bagnare la figa. Ondeggiavo e mi slacciavo il vestitino, causando qualche fischio, mentre io rimanevo in perizoma e reggiseno ma sempre sui tacchi alti. Le mie tette ballavano, mentre a gambe aperte, ondeggiavo sul palo, sentendo il suo freddo tocco sul perizoma. Mi girai, spingendo il palo tra le mia chiappe, masturbando quel freddo palo, con un sensuale movimento del corpo, che saliva e scendeva.

Avevo tutta l’attenzione su di me, la troia della festa….

 



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