È solo lavoro

Anche quello era lavoro.
Melissa era bellissima e sognava da sempre di riuscire ad entrare nel mercato musicale. Aveva preparato un demo con le sue sole forze ed era riuscita a farlo ascoltare ad uno dei più importanti produttori musicali del paese.
Il produttore aveva apprezzato il suo lavoro ma si sentiva incerto sulla vendibilità del prodotto finale. Dopo tutti quegli anni a studiare canto, prendendo anche lezioni di pianoforte e chitarra, Melissa non avrebbe mai accettato un no come risposta.
Dalla sua parte aveva una bellezza disarmate. Ogni uomo che la incontrava se ne innamorava perdutamente.
Curve mozzafiato e faccia smaliziata erano le sue armi di seduzioni.
Si alzò dalla sedia, mentre il produttore musicale continuava a fare prospetti ed elucubrazioni musicale, oltrepassò la scrivania e, nell’incertezza dell’uomo, si mise a quattro zampe, infilandosi sotto il banco da lavoro.
Con una mano accarezzò il pene da sopra i pantaloni eleganti del produttore, sentendolo immediatamente inturgidirsi. Era l’effetto che faceva su ogni essere umano maschile.
Con un gesto veloce e spontaneo, abbassò la zip dei pantaloni e fece fuoriuscire il membro duro di quell’uomo, stringendolo nella sua mano, abituata a piroettare sulle tastiere e le corde delle chitarre.
-Credi di potermi produrre un disco?- chiese, sfiorandogli il cazzo con la lingua.
-Credo proprio di sì.
-E un tour?
-Beh, per quello dovrei giudicare le tue abilità con il microfono.
-Sono molto brava con il microfono.- concluse, ingurgitando il pene eretto dell’uomo dalla punta della cappella fino alla base.
Sentì quasi un dolore atroce in gola, ma quel pompino era troppo importante per la sua carriera. Doveva assolutamente essere indimenticabile.
-Ciucciamelo tutto… il mio bel microfono.
Il membro era inumidito nella sua totalità e scivolava guizzante tra le sue labbra e l’esofago, provocando un estremo piacere nel produttore più in voga del momento.
-Fammi vedere le tette.
Melissa fece scivolare dal body il suo meraviglioso seno rifatto. Aveva le pelle bianca e immacolata da dark lady.
Con violenza ossessiva il produttore le afferrò la chioma rosso fuoco e la spinse verso il suo cazzo. Doveva stabilire un rapporto padrone-troia per continuare in quella direzione.
Avrebbe fatto molto per lei e per la sua carriera, quindi lei avrebbe dovuto fare molto per lui e per il suo cazzo.
-Vai piccola. Fammi sborrare. Fammi sborrare.- disse, con lo sguardo trasognante, ammaliato dalla visione di quel corpo accasciato a terra per occuparsi della sua eccitazione.
Melissa iniziò a succhiare molto forte, intuendo che era arrivato il momento di concentrarsi sul flusso della performance, anche per dimostrare una capacità di concentrazione e costanza.
Quell’ammasso di carne duro proteso verso l’essenza di tutti gli orgasmi le si stava infrangendo contro i denti, contro il palato e la lingua. Melissa amava fare i pompini. Qualcuno l’avrebbe definita una troia, ma lei adorava il cazzo e sentirlo tra le labbra la faceva sentire importante e in grado di soddisfare la persona che le stava davanti.
Con un pompino potevi trasformare una situazione di schiavitù in un potere inesauribile.
-Quanto sei puttana.- disse il produttore, schiacciandole la testa.
Era arrivato il momento che entrambi stavano aspettando.
Eiaculò nella gola di quella ragazza di ventitré anni, spruzzandole dentro il suo sperma caldo a velocità supersonica.
Aveva un sapore amarognolo, ma non cattivo. Avrebbe dovuto farci l’abitudine, perchè prima o poi sarebbe dovuta tornate in quelle zone del suo corpo.
Ingoiare o sputare era sempre stato un grande dilemma, tranne in quella circostanza.
Melissa ingoiò ogni goccia del suo nuovo produttore musicale, proiettando nella sua mente un futuro migliore.
-Tu hai una carriera assicurata.

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