Doppia munta

La vita di campagna e’ molto gratificante e molto salutare, ma richiede sempre tanta attenzione, specialmente quando si hanno tanti animali. Nella nostro fattoria, avevamo mucche, galline, porci, caprette, muli e tacchini. Inutile aggiungere all’elenco 5 cani e 3 gatti, in quanto fanno piu’ parte della famiglia, che della fattoria. La mattina era sempre molto movimentata, iniziando con la raccolta delle uova, poi si passava a mungere le mucche, dar da mangiare a tutti gli animali e via dicendo. Per fortuna che almeno mio fratello e un suo amico, mi aiutavano, altrimenti l’orto morirebbe velocemente. Infatti io mi occupo degli animali e loro della terra.

Lavoravo con gli animali senza guardare molto il modo in cui mi vestivo. In genere indossavo solamente una lunga veste bianca e degli stivali. La veste era abbastanza larga, per rendere comodi i miei movimenti ma metteva in risalto il mio grosso seno. Ricordo che una mattina, stavo mungendo le mucche e mio fratello era andato in paese per portare alcune casse di verdura, ai negozi che rifornivamo. Ero seduta come al solito sul piccolo sgabello di legno, con le gambe ben allargate e dei secchi di metallo, per il latte. In qualche modo mi sentivo osservata, forse perche’ quello era il momento in cui io mi eccitavo. A gambe aperte in fattoria, con i capezzoli caldi della mucca, che immaginavo essere un cazzo grosso, che mungevo fino a farlo sborrare. Diverse volte mi masturbavo mentre mungevo la mucca e quella mattina, non era diversa. Avevo gli occhi chiusi, mentre mungevo lentamente la mucca e la mia mano stava scivolando tra le mie gambe allargate, passando sotto la mia vestaglia bianca. Come al solito, sotto non indossavo le mutandine e la mia mano poteva sentire il calore della mia figa eccitata. Con una mano mungevo la mucca e con l’altra mi stavo masturbando ferocemente, facendo ballare l’intera vestaglia, gemendo dal piacere.

Poi da dietro di me, una mano si poso’ sul mio seno, strizzandolo con energia, massaggiandolo. I miei occhi rimasero chiusi, godendo di questo momento, mentre sentivo quella mano scivolare sul mio corpo, arrivando tra le mie gambe aperte. Vicino alle mie labbra potevo sentire un calore umano e qualcosa di caldo e duro, si poso’ sulle mie labbra. Con gli occhi ancora chiusi, lasciai scivolare dentro la mia bocca quella cosa calda e dura, il cazzo che tanto avevo sognato. Era cosi’ caldo e scivolava dentro e fuori le mie labbra, mentre la sua mano, aveva sostituito la mia, strofinandosi sulla mia figa umida. Avevo le gambe aperte come una sgualdrina, succhiando un cazzo con gusto, vogliosa di assaggiare la sborra. Mentre con una mano mi stava penetrando, con l’altra mi stava mungendo, strizzandomi le tette, come facevo io con quelle della mucca. Ero molto eccitata e bagnata, mi ero completamente lasciata andare all’eccitazione, sentendo per la prima volta un cazzo tra le mie labbra, succhiandolo e leccandolo come mi ero sempre sognata di farlo. Quando la punta del cazzo rientrava, era come un piccolo cappello duro che mi scivolava dentro e sentivo pian piano, che si stava gonfiando tutto.

Poi dentro sulla mia lingua, comincio’ a colare un liquido denso e caldo, mentre sentivo il cazzo che pulsava dentro la mia bocca. Era la sborra, che per la prima volta, sentivo colare dentro la mia bocca mentre io continuavo a succhiare. Tra le mie gambe, 3 sue dita entravano e uscivano dalle mie umide labbra, mentre la sua mano mi strizzava forte la tetta, nello stesso momento in cui stava sborrando. Ogni pulsazione era una scarica di sborra che colava e io succhiavo tutto, ingoiando quel denso liquido aspro, sentendomi come una piccola puttanella. Continuai a succhiare fino a quando il cazzo non era diventato cosi’ piccolo da scivolare fuori dalla mia bocca.

Era una splendida giornata, dove avevo avuto la fortuna di fare una doppia munta.

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