Dietro le tende

Fisting anale

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Marco non riuscì più a trattenere l’erezione che covava sotto i pantaloni ed iniziò a masturbarsi silenziosamente.

Era entrato in camera di sua zia solamente per rubarle un reggiseno o un paio di mutandine. Aveva pensato che lei non se ne sarebbe mai accorta, d’altronde aveva un sacco di biancheria intima.

Sua zia era la sua ossessione notturna e pensava sempre a lei quando si masturbava compulsivamente. Aveva sognato di farselo ciucciare, di scoparsela, di venirle in faccia e di farle il culo. I sogni erano tutto ciò che aveva, perché la realtà dei fatti era che non avrebbe mai posseduto sua zia.

Il fatto era che l’amore che lui provava per quella donna, non era romantico, bensì ossessivo.

Quello che lui desiderava era il possedere qualche suo oggetto o spiarla dal buco della serratura mentre pisciava in bagno.

Una volta era arrivato a raccogliere un suo assorbente usato per poi leccarlo. Era giovane e la sua curiosità si spingeva oltre i limiti della decenza.

Non avrebbe mai immaginato che quella sera avrebbe vissuto un’avventura senza precedenti che avrebbe regalato alla sua ossessione un bel po’ di materiale.

Mentre si divertiva coi reggiseni della zia, sentì un rumore fuor dalla porta della stanza, così chiuse in fretta e furia il cassetto e si nascose immediatamente dietro le tende.

La zia entrò con il suo nuovo compagno nella stanza e chiuse la porta a chiave.

-Cara, gli ospiti non si chiederanno dove siamo finiti?

-No tesoro… sta tranquillo, quando il nonno si mette a parlare non la smette più per almeno mezz’ora.

-Allora cosa vogliamo fare in questa mezz’ora?- domandò il suo compagno.

-Prendi le palline.

La zia si mise a pecorina, dopo essersi abbassata le mutandine e sollevata la gonna.

Marco non poteva credere ai suoi occhi. La figa di sua zia era davanti a lui e la stava vedendo di persona.

Il compagno della zia tornò con in mano una specie di collana con palline di plastica molto grosse che stava massaggiando con una sorta di gel.

-Avanti… non abbiamo poi così tanto tempo.- sorrise la zia.

Il compagno le diede uno schiaffo sul culo e sorridendo, disse -Ok, adesso possiamo iniziare.

Spinse dentro il culo della zia la prima pallina. Marco notò nell’intonazione della voce di sua zia che quella pratica sembrava piacevole e dolorosa al contempo.

Il tizio infilò anche la seconda pallina.

Fu proprio in quel momento che Marco iniziò a tirarsi una sega, gustandosi la deliziosa scenetta da film porno.

-Uh, cazzo come sto godendo…- sussurrò la zia.

Terza e quarta pallina entrarono in quel corpo mozzafiato e Marco iniziò a domandarsi quante palline sua zia fosse in grado di contenere.

Sembrava non saziarsene mai.

Quinte, sesta e settima. Ne rimaneva una.

-Non credo di poterne prendere ancora una.- disse la zia, visibilmente spossata da quella pratica sessuale.

-Avanti, impegnati. Sono sicuro che se inizi a respirare bene puoi prenderla.

-Ok… hai ragione, se bisogna fare una cosa, tanto vale farla bene.

Il compagno riuscì ad infilarle l’ultima pallina dentro il culo.

-Cazzo, mi viene da piangere.

-Lo so, piccola… lo so.

Senza nemmeno accorgersene, marco sborrò sulla tenda della zia.

-Adesso viene la parte difficile.- disse la zia.

Marco rimase stupito da quella affermazione, perché non riusciva ad immaginare cosa ci fosse di più difficile del contenere otto palline da tennis nel buco del culo.

-Vado?- domandò dolcemente il compagno.

-Vai. Vai!

Il compagno della zia iniziò a tirare la cordicella della collana, estraendo tutte le palline. Ad ogni pallina che usciva, la zia emetteva un gemito di dolore puro; uno di quei dolori capaci di far tornare l’erezione ad un ragazzino che aveva appena eiaculato sulle tende della camera da letto.

Marco riprese a masturbarsi con in mano il reggiseno ancora caldo. Sua zia crollò sul letto esausta e leggermente spossata.

-È stato fantastico. Non ho mai provato più dolore in vita mia.

-Forse adesso dovremmo tornarcene dagli ospiti, che dici?

-Credo proprio che tu abbia ragione.- sorrise la zia, rimettendosi le mutande.

Guardandola allontanarsi, Marco notò che la sua andatura era tutta dolorante e danneggiata da quella pratica appena messa in scena.

Quando la zia e il suo compagno uscirono dalla stanza, lui uscì immediatamente dalla sua postazione, buttandosi sul suo nuovo tesoro.

La collana di perle era stata lasciata sul letto. La prese tra le mani e, consapevole del fatto che quell’arnese era appena stato all’interno del culo della sua amata, iniziò a leccare ogni singola pallina.

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