Dal Ginecologo



Io con la figa al vento dalla mia ginecologa sexy

Mi chiamo Olga ho 46 anni, mamma due volte, fortunata casalinga con mio marito che ha un ottimo impiego, mai grilli per la testa.
Curo il mio corpo e la mia salute e, come tutte, due o tre volte all’anno vado dal ginecologo.
Il mio ginecologo è un uomo attempato molto professionale, serio e, soprattutto, molto riservato. Unica remora è quando, durante le visite, mi introduce lo speculum dentro: il freddo contatto mi fa rabbrividire, stringo il corpo cavernoso quasi a volerlo scaldare… ma passa subito.
Nell’ultima visita mi ha detto che aveva notato delle punte rossastre all’interno della cavità vaginale, niente di grave, ma mi propose una visita supplementare da effettuarsi con maggior calma, sempre che fossi disponibile, altrimenti mi avrebbe rivista alla successiva visita annuale.
Alla salute ho sempre dato la precedenza, per cui, non con un pizzico di paura, acconsentii. Mi chiese se ero disponibile di pomeriggio ed io annuii, in quando i figli sarebbero stati a scuola sino alle 17, per cui lui fissò la visita per l’una.
Orario strano, ma a me stava bene e a dire il vero, era da un po che il tocco del dottore mi dava delle scosse, ma non per questo ci godevo.
Detto fatto, due giorni dopo ero nel suo gabinetto medico. Stranamente non c’era nessuno, neanche la segretaria: un brivido mi percorse la schiena, quasi un presentimento a defilarmi, ma il dottore con voce calda mi invito ad entrare nello spogliatoio. Mi chiese gentilmente, come al solito, di spogliarmi gonna, scarpe, calze, slip e, se possibile e sempre che non avessi freddo, anche la camicia. Come da copione mi spogliai e camminando sulla passatoia, dallo spogliatoio mi diressi al lettino ginecologico.
Mi sedetti sul lenzuolo bianco, che mi parve emanasse un profumo simile alle orchidee, e lui iniziò spiegandomi che la visita sarebbe stata simile alle altre, pero avrebbe usato dei divaricatori diversi per lo specifico caso.
Mi fece distendere sul lettino e mi aiuto a divaricare le gambe, accompagnandole ai supporti che le devono sostenere. Il tocco sul polpaccio mi dette una scossa elettrica non da poco: non avevo mai sperimentato le sue mani nude sulle mie gambe… Lui si sedette sulla sedia dinanzi alla vagina, che io al momento immaginavo aperta davanti alla sua faccia, delicatamente con la sinistra, credo con l’indice e il pollice, allargo le grandi labbra. Le dita nude mi elettrizzarono la zona, la sensibilità del mio sesso ormai era alla sua mercé…
– Ora le passo del lubrificante per facilitare l’introduzione del divaricatore, mi raccomando stia calma.
Lentamente inizio a spalmare un gel attorno al foro della fica, piano piano, e con movimento circolare lo distribuì per bene; riprese una generosa dose dal piattino e inizio a spalmarlo anche dentro, roteando il dito sino a toccare la parte corrugata interna, la quale premuta con gentilezza mi fece sobbalzare. Il ritmo del respiro aumentò notevolmente.
Dopo un tempo indefinito mi fece vedere lo speculum con il quale avrebbe iniziato la visita interna. Stranamente il contatto del metallo con le pareti della fica mi risulto piacevole
– Ho provveduto a scaldarlo anzi tempo, spero lo gradisca, visto che le volte scorse il contatto freddo la irrigidiva
– Va molto bene dottore, cosi va molto meglio, grazie.
Abboccato al varco, con una mano apri meglio le grandi labbra e con l’altra spinse deciso lo speculum sino a far contatto con le alette, che servono a dilatarlo.
– Bene signora, ora allargo, resti calma…
– Sono calma, per la salute questo ed altro.
Le lamine premettero all’interno del cavo sino alla massima apertura possibile, il dottore a questo punto prese una microcamera e la introdusse per verificare le pareti interne. Io vidi dal monitor quanto stava facendo.
– Vede signora quel rossore pallido, bene niente di preoccupante, ma occorrerebbe vederlo meglio. Se è d’accordo userei il divaricatore più grosso per visionare meglio
Io con un filo di voce
– Dottore, lei sa cosa e meglio fare, ormai sono qua ed è inutile rimandare…
– Bene, ora estraggo lo speculum.
lo sentii manovrare le viti, poi inizio ad estrarlo, ma non chiuso ma aperto per meta e lentamente lo tiro a se facendolo fuoriuscire, lasciando il varco parecchio aperto…
Con una nuova generosa dose di gel inizio a lubrificare il foro, introducendo due dita e facendole ruotare lungo tutto il perimetro, facendole anche scivolare dentro e fuori con lentezza spasmodica, strappandomi gemiti di piacere e di fastidio… Mi stava stimolando in maniera fine e, probabilmente, si era accorto del mio piacere.
Anche ora il tempo sembra infinito.
Distesa, rilassata con la testa all’indietro ed occhi chiusi, mi gustavo il massaggio. Ad un certo punto il contatto di un coso duro, che puntava al foro e lentamente iniziava la penetrazione: sollevai la testa dando un’occhiata e notai che il divaricatore era simile ad un cilindro della grossezza di una lattina di birra, anch’esso tiepido, molto lubrificato.
Il dottore si alzò e, messosi di traverso, con una mano mi fece pressione sul basso ventre, poco sopra l’osso pelvico, mentre con l’altra spinse il tubo dentro la cavità della fica ormai resa molto ricettiva dal massaggio e dal gel.
Al contatto con il collo dell’utero, emisi un gemito (di dolore? Macché…). Il dottore lo fece roteare alcune volte intuendo la corretta posizione.
Ora nuovamente seduto di fronte alla mia fica con il divaricatore inserito, con un dito sfiorò appena il clitoride, il quale ebbe l’effetto di far bagnare la mia fica. Ormai l’umore stava colando sino al culo, tanto che sentivo già le chiappe umide e sapevo che il lenzuolo si sarebbe inzuppato.
Il dottore iniziò ad agire sulla cremagliera della vite e le pareti mobili del divaricatore iniziarono a premere sulle pareti interne e, inesorabilmente, a dilatare la mia cavità vaginale.
I minuti scorrevano lenti, la pressione prima fastidiosa ora si faceva piacevole.
– Ecco ora siamo al massimo della divaricazione
– Mmmmmmmmmmmm…
fu l’unico suono che emise la mia bocca…
– Sente dolore?
– Nnnnnnnnnnnnnno …
Lui con la telecamera riprese l’interno della mia fica, passando attorno all’utero e percorrendo piano piano la zona corrugata del “punto G”, strappandomi gemiti di vero piacere. Poi con due dita inizio una lenta pressione provocandomi sobbalzi allo stomaco.
Inutile dirlo che stavo iniziando a godere: la tortura del dito duro parecchio, l’umido scendeva sulle chiappe ed il lenzuolo era praticamente bagnato, lo sentivo sin alla schiena…
Smise di manovrare, con mio dispiacere, perché ero quasi al piacere supremo. Con una mano schiacciò nuovamente il pube e con l’altra, con perversa decisione, estrasse il divaricatore. Un prolungato gemito di dolore e piacere usci dalla mia bocca, terminando con un grugnito.
Il tempo di posare sul banchetto l’attrezzo, che sentii la sua mano unta di qualcosa di scivoloso percorrere dal clitoride all’ano, con lenta esasperazione, facendomi gemere di desiderio. Poi nuovamente la sua mano sul pube a far pressione e l’altra che, dalla zona anale risaliva fino ad arrivare alla cavità vaginale, a formare una specie di cuneo… e spingere … spingere e spingere… Per un attimo vidi le stelle, un lampo mi attraverso il cervello, poi la devastante azione della mano dentro la fica ormai dilata, sformata e sfondata.
Il dottore si fermo un attimo, il tempo di farmi rilassare, poi lentamente chiuse le dita a pugno ed inizio a rotearlo dentro, con molta calma, ed a muoverlo avanti ed indietro: la pressione sulle pareti inizio a procurarmi spasimi di piacere intenso, lungo le chiappe sentivo scendere gli umori della mia fica.
Il piacere iniziava a rivoltarmi lo stomaco, grugniti di goduria erano le uniche cose che riuscivo ad emettere, oltre ai “sìììì”, “continuuuuuua” e “annnnncorrra”… Ad un certo punto sentii una esplosione nel cervello, lo stomaco indurirsi e spingere verso il basso e dalla fica partire un potente getto di liquido caldo, che colpi in volto il dottore, della durata di alcuni secondi. Mentre lo stomaco si rilassava, un secondo getto, meno potente, seguito da un terzo, si riversarono sempre addosso al dottore. Con le mani gli bloccai la sua, ero arrivata al limite della sopportazione…
Con la mano esterna mi allontanò e riappoggiandola al ventre con forza estrasse la mano a pugno dalla fica ormai fradicia e sformata: lo “svuoooppppp” sordo del risucchio si uni al mio ultimo vero grido di piacere, accompagnato da un ulteriore zampillo di liquido caldo…
Esausta mi misi le mani a coppa sulla fica oscenamente aperta, e le feci entrare sentendo il battito del cuore pulsare, cosa che mi provocò ancora un intenso orgasmo viscerale, mentre un getto di caldo liquido spesso, denso e colloso, si riversava sulla mia faccia… Anche il dottore aveva goduto…
Passarono parecchi minuti prima di riprendermi, riuscire a scendere dal lettino ed andare in bagno a lavarmi…
Al ritorno il dottore era ricomposto e, seduto alla sua poltrona, intento a redarre il referto medico.
– Signora, nulla di grave, le macchioline sono semplici papille sensoriali, che scompaiono con massaggi diretti
– Quindi dottore cosa mi consiglia?
– Faccia dei massaggi a zona prolungati, possibilmente in momenti in cui è rilassata.
– E se non dovesse passare ?
– Allora occorre ripetere la visita di poco fa e forse più di una, sempre che se la senta e se può essere libera.
– Dottore, per la salute questo ed altro, anzi mi prenoti già per la prossima settimana, stessa ora e giorno. Mi sa che avrò bisogno di parecchie sedute… Vero?…
Guardai l’ora.. Oddio le 16:45 … Alle 17 mia figlia esce da scuola…….
– Ah, dottore quanto le devo?
– Nulla signora, era solo una seduta propedeutica….

Autore del racconto:
Geco

Vuoi vivere un’avventura come quella in questo racconto erotico? Da oggi puoi, grazie la community di iraccontierotici.it.
>> Trova il partner per realizzare la tua fantasia.



Vota questo racconto erotico !

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (91 voti, media: 3,54 su 5)
Loading...

Altri racconti erotici interessanti:

  • Il gigante e la bambinaIl gigante e la bambina Mio padre mi aveva detto di essere gentile, educata e premurosa con il suo migliore […]
  • Occhio spioneOcchio spione Mi ero trasferita nella nuova casa da ormai un paio di anni. Vicino a me, abitava una […]
  • Libidine in montagnaLibidine in montagna Quella slogatura non sembrava volerle proprio passare. Aveva risparmiato per mesi […]
  • Il macellaio e la ragazza punkIl macellaio e la ragazza punk -Salve, mi farebbe un etto di bresaola? -Certo. La preferisce spessa o […]