Da amici ad amanti

Stavano scherzando come al loro solito. Si conoscevano da quando erano ragazzi e la loro amicizia era durata nel tempo.
Per la prima volta in vita loro si erano ritrovati single entrambi. Non capitava una cosa del genere dai tempi del liceo.
-Passami un po’ la bottiglia…- disse Alfredo.
Lucia sorrise, porgendogli la bottiglia di vino rosso.
-Sono proprio ubriaca.
-A chi lo dici.
Tirarono giù qualche altra golata d’alcol e scoppiarono a ridere senza alcun motivo, esattamente come ai tempi delle superiori. Il tempo sembrava fermarsi quando erano assieme.
Questo poteva significare una sola cosa: l’empatia che si era sviluppata tra loro era unica.
-Ma tu hai mai pensato a me in quel modo?- chiese lei.
-In che modo?
-Dai che hai capito.
-Ah, in quel modo.
-Sì. Guarda che non mi offendo se non ti è mai capitato.
-E tu?
-No… tocca a te. Ho chiesto prima io.
-Giusto un paio di volte… al giorno… da quando ti conosco.
Lucia iniziò a ridere a crepapelle.
-E ci volevano due bottiglie di rosso per tirartelo fuori?
-No, è che siamo sempre stati impegnati da quando ci conosciamo e non è mai capitato un periodo in cui entrambi fossimo sprovvisti di partner. Altrimenti ti sarei saltato addosso molti anni fa.
-Beh, adesso è capitato.
-Scusa?
-Adesso siamo soli entrambi. Perchè non mi sei ancora saltato addosso?
I suoi occhi diventarono simili a quelli di una tigre pronta ad atterrare sulla propria preda.
Non aveva mai visto quello sguardo nella sua Lucia. Quella doveva senza dubbio essere una Lucia che non aveva mai conosciuto.
Lo desiderava. Era palese.
Alfredo la baciò e tutto il mondo sembrò fermarsi ancora più di prima. Continuarono a limonare come due adolescenti, senza accorgersi che i loro vestiti stavano cadendo al suolo.
Si ritrovarono nudi, l’uno davanti all’altra come se si vedessero per la prima volta.
-Sei bellissima. Sento che avrei dovuto dirtelo un milione di volte da quando ci conosciamo, ma è come se non avessi mai avuto il coraggio per esprimere a parole quello che i miei occhi vedevano costantemente.
-Cavolo… ci sai fare con le parole. Sono tutta bagnata.
Lucia stimolò il pene di Alfredo fino a farlo indurire, dopodiché se lo portò dentro, fino infondo.
Quel momento era finalmente arrivato. Loro due in un solo ed unico corpo; un meccanismo atto a generare piacere nelle loro menti con l’ausilio di carne, ossa e terminazioni nervose.
-Fottimi. Voglio essere fottuta dal mio migliore amico.
-Ti fotto… ti fotto tutta.
C’era una voglia molto profonda in quella scopata. Era come se volessero recuperare tutti quegli anni in un solo rapporto, massacrandosi con le unghie e gridando al mondo il loro entusiasmo sessuale.
Cosa erano? Amici? Amanti? Non c’era tempo per le domande. Loro avevano bisogno del corpo.
Alfredo girò la sua amica e, dopo averla messa a novanta gradi, si sputò sul cazzo, inumidendolo per bene. Lucia respirò con calma, rilassando il suo sfintere.
Volevano fare l’amore in ogni modo possibile ed immaginabile.
La penetrò nell’ano, sodomizzandola con forza, godendo come non aveva mai goduto prima di quel momento. Quella scopata sarebbe dovuta rimanere negli annali del sesso per molto tempo.
Uno schiaffo sul culo sancì quella sorta di patto muto, fino a quando Alfredo non eiaculò sulla sua migliore amica, smaltendo così anche quel magico orgasmo.
Rimase a guardare per un po’ il suo sperma gocciolare lungo quel culetto sodo che in tanti anni aveva sempre ammirato senza mai toccarlo. Non gli sembrava vero di aver profanato quello che fino a quel momento era poco più di un semplice sogno irrealizzabile.
Era successo. Si guardarono, stupiti del fatto che non fosse accaduto prima e sorrisero, per poi baciarsi appassionatamente.

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