Botta di culo

Non faceva freddo nonostante stesse calando il sole. Indossavo la mia solita roba, i tacchi alti a spillo, le calze a rete nere, una mini gonna…cosi’ mini che era quasi inutile, il top che lasciava scoperto l’ombellico e con una scollatura molto generosa. Avevo il viso abbastanza truccato, specie il rossetto, color rosso fuoco. Qualche giorno prima mi ero tinta i capelli e quindi erano di un biondo che esaltava il rosso delle labbra.

Non era stata una giornata proficua per me. Avevo avuto pochi clienti e non avevano troppe pretese. Ormai per fare i soldi bisogna cercare di incontrare quelli ricchi, quelli ti prendono in Hotel, non quelli che parcheggiano e ti chiedono di fargli una sega o al massimo un pompino perche’ non hanno soldi da spendere in puttane. Avevo in mente di rimanere sul marciapiede per un’altra oretta, prima di ritornare a casa. Una macchina sportiva si avvicino’, abbassando il finestrino nero, facendo vedere il suo conducente. Era un giovane ragazzo che avra’ avuto almeno 15 anni in meno di me, con l’aria di chi ha il papa’ carico di soldi. Guardava interessato le tette che si poteva intravedere dalla scollatura e mi chiese quanto volevo. Gli dissi il tariffario e lui mi chiese di salire in macchina. Appena salita in macchina, la sua mano si poso’ sulla mia gamba, mentre potevo vedere nel suo pantalone, che era gia’ eccitato. Si abbasso’ il pantalone, tirando fuori un cazzo enorme, il piu’ grande che avevo visto, dopo quello del nigeriano, che mi aveva violentato la bocca un paio di settimane prima.

Mi chinai, avvicinando le labbra al suo cazzo, quando lui mi blocco’ la testa. “Voglio il tuo culo”, fu la richiesta diretta, sembrando quasi un ordine. Abbassai le mutandine, alzando la micro gonna che indossavo, mentre lui abbassava il suo sedile. Mi aveva fatto mettere a pecora, sul suo sedile e aveva cominciato a masturbare il suo cazzo tra le mie chiappe. Era cosi’ grosso e caldo e lo sentivo che si strusciava, avanti e indietro tra le mie chiappe. Con l’aiuto del pollice, il ragazzo spinse improvvisamente la cappella dentro il mio buco del culo, a secco, senza lubrificante o altro. Era molto doloroso, sentendo quell’enorme cappella che mi travellava il buco del culo, infilandosi sempre piu’ in profondita’, allargandomi tutta quanta. Sentivo il suo cazzo che si spingeva sempre piu’ dentro di me, con una sensazione di dolore intenso, come se mi dovessi spezzare in due. Mentre me lo infilava nel culo, mi sculacciava, dicendo che gli piaceva come ballavano le mie chiappe. Il suo cazzo era arrivato tutto dentro, sentendo i peli delle sue palle che mi facevano un leggero solletico alla figa. Era cosi’ dentro che potevo sentire il suo sapore nella mia gola.

Poi le sue mani strinsero i miei fianchi e comincio’ a sbattere il suo corpo contro il mio, con violenza, facendo entrare e uscire il suo cazzo dal mio culo, con botte profonde. Era cosi’ violento che se non mi teneva dai fianchi, sarei caduta sul sedile posteriore. Il giovane continuava a violentarmi il culo, mentre io gemevo e urlavo dal dolore, misto con il piacere, mentre la mia mano era scivolata sotto, arrivando tra le mie gambe, per masturbarmi. Anche lui cominciava a respirare in modo piu’ profondo e veloce, aumentando la velocita’ e la potenza, con la quale il suo corpo urtava contro il mio, massacrandomi il buco del culo. Poi un’ultima botta, dove mi aveva preso per le spalle e spinta indietro con una violenza inaudita, una botta dove sentivo il suo cazzo che stava per uscire fuori dalla mia bocca…mi sentivo impalata da quella botta, mentre subito dopo, del liquido caldo si liberava nel mio culo, con i gemiti del ragazzo in sottofondo. Mentre sborrava, muoveva il suo cazzo lentamente avanti e indietro, svuotando le sue palle dentro di me, fino a quando non scivolo’ fuori dal mio culo moscio e soddisfatto.

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Il buco del mio culo rimase allargato per qualche attimo, prima di richiudersi lentamente. Il ragazzo, con il cazzo ancora scoperto, prese il portafogli e mi lascio’ 2 banconote da 500 Euro l’una…come posso dire…una vera botta di culo!

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