Sexy Jessica

Suicide Girls da sborrare tutta

Era distrutta dalla giornata di lavoro. Aveva dovuto girare una scena con doppia penetrazione anale e il buco del culo le bruciava tutto.
Fortunatamente sul set era presente una doccia, quindi era riuscita a lavarsi e prepararsi per la serata con il suo fidanzato.
Era sempre un casino quando recitava, perchè sapeva che dopo essere tornata a casa, avrebbe dovuto fare sesso anche con il suo fidanzato, per evitare che questo andasse in paranoia per i numerosi rapporti che Jessica era costretta ad avere per esigenze di copione.
Non erano certamente una coppia molto convenzionale, ma provavano a vivere una vita tranquilla e serena; fregandosene di quello che la gente diceva di loro.
Guadagnava bene e se per mantenere quel tenore di vita doveva fare pompini a venti ragazzi differenti a settimana, facendosi sborrare in faccia, amen. Almeno andava a lavoro con una bella macchina e ogni fine settimana lo passava al cinema e in qualche bel ristorante con il suo fidanzato.
Il bruciore di culo era uno degli aspetti negativi con cui era dovuta scendere a patti.
-Com’è andata a lavoro?- chiese Stefano.
-Normale… solite cose.
Solite cose voleva dire ingoi, penetrazioni anali, fhisting e roba del genere.
-Cosa guardiamo oggi?
-È uscito il nuovo film con Di Caprio.
-Ok.
Jessica andò a lavarsi le mani in bagno e, guardandosi allo specchio, decise che sarebbe stato molto meglio togliersi il dente subito, per poi riposarsi tranquillamente. Cosa sarebbe mai stato un cazzo in più da soddisfare, quando si era fatta sbattere da cinque neri, durante il pomeriggio?
Uscì dal bagno e si avvicinò, felina, al suo fidanzato. Stava preparando da mangiare, quando lei, abbracciandolo da dietro, gli infilò una mano nei pantaloni.
-A quanto pare qui c’è qualcuno che si è svegliato.
-Eh sì… gli sei mancata tanto.- rispose lui, continuando a cucinare.
-Sai che anche lui è mancato a qualcuna? Qualcuna che in questo momento ha molta voglia d’incontrarlo…
Era il suo mestiere far diventare duri i cazzi e ci riusciva alla grande. Le bastavano un paio di parole pronunciate con la giusta intonazione e i cazzi di tutto il mondo si sarebbero messi sull’attenti come tanti piccoli soldatini.
Jessica si mise in ginocchio e il suo fidanzato si voltò, pronto a vivere quell’esperienza quasi trascendentale che era il sesso orale di di Jess.
Era la classica bellezza prosperosa, tutta piena di tatuaggi, appariscente e rizza cazzi. Aveva un potere quasi magnetico nei suoi occhi; un potere che ti faceva sborrare praticamente subito, quando te lo ciucciava.
-Salve, signor pisello.- disse, abbassando i pantaloni al ragazzo per poi ingurgitargli il pene.
Era una di quelle che davano giù di gola in maniera ossessiva. La sua tecnica era quella di non lasciare tregua al pene dell’uomo.
Fare pompini era semplice, ma farli bene era un’arte che non tutte le donne riuscivano a padroneggiare con meticolosa attitudine.
Ciucciava come se da quel cazzo dovesse uscire un antidoto che le avrebbe salvato la vita da una puntura di serpente. Voleva farlo eiaculare il prima possibile e, fortunatamente, con lei gli uomini duravano sempre pochissimo.
Guardò negli occhi il suo fidanzato, solleticandogli le palle con le sue dita affusolate.
Si poteva notare già nel suo sguardo i primi segni del godimento nascente. Quello era il momento in cui Jessica sfoderava la sua arma vincente, ovvero, era il momento di far scivolare le dita dalle palle al buco del culo.
Infilò due dita dentro il suo buco, spingendo il più possibile verso l’interno. Quel metodo era infallibile. Non a tutti gli uomini piaceva farsi infilare le dita nel culo, ma a quelli a cui piaceva, quella cosa riusciva a farli venire nella metà del tempo.
La pressione delle dita, lo sguardo negli occhi e quel continuo risucchio del pene in quella bocca umida e capiente, lo fecero sborrare come un fucile ad acqua caricato a latte.
Jessica ingoiò tutto in religioso silenzio accondiscendente. Gli uomini avevan bisogno di una puttana quando si trattava di sesso e lei sapeva interpretare quella parte meglio di ogni altra donna, per quello la loro relazione era semplicemente perfetta.
-Cos’hai fatto per cena, piccolo?
-Le lasagne.
-Hm… Buone!

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