Roberta, pompinara in erba

Un Sabato di Novembre 2015, io e la mia ragazza (che quella sera aveva casa libera) decidemmo di restare in casa sua. È la donna più bella del mondo, 1.65 m di altezza, capelli mossi e neri, occhi verdi, una quarta misura di seno, un culo sodo ed allenato, la classica bellezza mediterranea con un nome degno di pensieri perversi… Luana.

Era quasi ora di cena, io e Luana eravamo sul divano davanti al camino, intenti a guardare abbracciati come due adolescenti nel pieno della passione un film romantico, tra i dialoghi del film e lo scoppiettare della legna nel camino, squillò il cellulare di lei, era la sua amica Roberta, chiesi a Luana di non rispondere, ma lei non poteva non rispondere, perché Roberta Era stata appena lasciata dal suo compagno e aveva bisogno di conforto. Rispose, Roberta al telefono era disperata e triste, aveva bisogno di parlare, Luana invito l’amica a casa sua, Roberta accettò e in meno di 20 minuti suonò al campanello.

Roberta, 1.70 m, culo scolpito, una terza misura di seno, occhi marroni, carnagione chiara, ragazza acqua e sapone, il massimo della perversione lo raggiunge con i suoi capelli ricci e rossi.

Consolammo Roberta per quasi due ore, cenammo tutti e tre insieme e, arrivata l’ora di tornare a casa,  Luana mi chiese di dare un passaggio fino a casa sua a Roberta, risposi di si, dare un passaggio a quella povera e brava ragazza era un dovere oltre che un immenso piacere. Salutammo Luana e salimmo in macchina, durante il tragitto non ci scambiammo neanche una parola, regnò il silenzio. Arrivati davanti casa sua, Roberta spezzò il silenzio chiedendomi di non fermarmi, non aveva voglia di tornare a casa, l’accontentai senza fiatare, mi guardò e sorrise, sorrisi a mia volta e le chiesi con un filo di voce, quasi vergognandomi, dove andare. Mi guardò e con aria maliziosa, quasi sussurrando esclamò <dove porti Luana quando è triste e ha bisogno di parlare!>. Non risposi e mi diressi verso il mare, era lì che portavo Luana quando era triste. Parcheggiai, lei si accese una sigaretta e iniziò a chiedermi cosa poteva fare per riconquistare il suo ex che l’aveva lasciata perché lei era monotona nel fare l’amore, era troppo passiva e non dava a Giorgio (così si chiama l’ex di Roberta) nessuno stimolo e voglia di avere rapporti sessuali con lei. Prontamente le dissi che doveva lasciarsi andare e provare a concedere a lui qualche perversione maggiore, lei mi confidò che lui voleva a tutti i costi che lei gli facesse un Pompino, ma non voleva perché aveva paura che lui gli venisse in faccia o in bocca… Prontamente, dopo questa sua dichiarazione le dissi che doveva prenderlo in bocca, doveva succhiarli il cazzo fino a consumarglielo, con passione, perché così piace a noi uomini. Roberta mi guardò e timidamente esclamò:<ma come si fa un pompino? Come faccio per essere sicura che gli piaccia? Aiutami!>. Al suo “aiutami” il mio cazzo si rizzò improvvisamente, come le orecchie di un cane Pastore tedesco quando passano dalla fase di riposo alla fase di ascolto e  prontamente risposi:< Guarda Roby, internet è un ottimo maestro, ci sono migliaia e migliaia di video in molteplici siti pornografici, dove puoi prendere ispirazione…>, lei Abbassò lo sguardo e senza guardarmi esclamò:< guardiamone qualcuno insieme, sarai sicuramente un esperto, trovane qualcuno che mi aiuti a capire come piace a voi uomini che venga succhiato!>, la guardai, sorrisi maliziosamente e presi il telefono, cercai un video che avevo visto da poco più di una settimana, lo trovai e prima di premere il tasto “Play”, la guardai e dissi:<ma, non sarà mica uno dei complotti organizzati da te e Luana?>, lei mi guardò, rise e prese il telefono dalle mie mani, avviò il video e disse:< se vuoi guardarlo insieme a me bene, altrimenti prendo lezioni da sola>.

Guardammo il video, metteva pausa e chiedeva a me ogni perplessità, non immaginava che noi uomini amassimo farci leccare i testicoli, non capiva perché a noi piace che la donna  ci guardi mentre lo succhia. Risposi a tutte le sue domande, il mio cazzo era diventato duro, Roberta si accorse del pacco che stava per esplodere, mise il video in pausa e, arrapata più di me, mi guardò e disse ridendo: <maestro, vedo che sei pronto per la prova pratica!>, la guardai e sbottonandomi con una mano i pantaloni e tirando fuori il mio cazzo di 19 cm nel massimo della sua durezza le dissi:< ti applichi subito?>. Roberta non rispose, fece un cenno positivo con la testa e, prendendo in mano il mio cazzo iniziò a smanettarlo e guardandolo con ammirazione ed aria di sfida esclamò:< a noi due cazzone!>…

Non Capivo più niente, Roberta succhiava divinamente il mio cazzo come mai nessuno aveva fatto, Luana che in quanto a sesso è una porca e perversa che le più celebri pornostar potevano solo prendere esempio, era una dilettante in confronto a quella maiala dai capelli rossi che stava spompinando il mio membro…

sul più bello si fermó e guardandomi disse:< hey maestro avvisami quando vieni!>, sorrisi e mettendole una mano sulla testa la riportai con la bocca in direzione del mio cazzo, lei senza replicare lo mise tutto in bocca e continuò a succhiare come una vera esperta di Pompini.

arrivai al massimo dell’eccitazione e mentre lei lavorava con la bocca iniziai a schizzarle lo sperma, tolse il mio bastone dalla bocca e con uno schizzo irrefrenabile le venni in faccia,  schifata disse:< me la paghi!> e subito dopo, ingoiando lo sperma esclamò:<mmmmh però, non sapevo fosse così buono!>, si pulì e mangio tutto il mio sperma che le avevo schizzato in faccia e prendendo il mio cazzo in mano, lo guardò e lo pulì con la lingua senza lasciare neanche una goccia.

Lungo la strada del ritorno nessuno dei due parlò, arrivati sotto casa di Roberta, lei mi guardò e  sorridendo mi chiese:< come sono andata maestro?>, prontamente risposi:< sei una diva del pompino, ma ho bisogno di rivederti per approvare il mio giudizio!>, lei mi guardò e continuando a sorridere:< sei tu il maestro, quando sei libero per la lezione chiamami, buonanotte!>, chiuse la portiera della macchina e andò via, tornai a casa pensando tutta la notte a quel magico pompino che mi aveva svuotato…

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