Perdersi (Come sono diventata una troia)


A volte penso a come è strana la vita, come si cambia, come si fanno cose che non avremmo mai pensato di fare. E soprattutto come ci piacciono quelle cose…
Ho passato la quarantina, in maniera ottima direi. Sono mora, procace. Le mie forme abbondanti sono sode, ho un bel viso e lunghi capelli. Sono separata da alcuni anni. Da allora è iniziato il mio cambiamento. Mio marito mi ha lasciata per un’altra donna. Mi ha accusata di essere una bella bambola senza stimoli, bella e vuota. Ha detto che il sesso con me era noia e finalmente aveva incontrato una donna che lo appagava.
Ho passato settimane nere, depressa e mortificata. In fondo sapevo che aveva delle ragioni, ho sempre relegato il sesso all’ultimo posto. Per me era più un dovere che un piacere.
Non so come abbia potuto succedere, ma nelle mie solitarie serate ho iniziato a frequentare siti porno. Non avrei mai pensato di farlo, la pornografia mi è sempre apparsa squallida e vuota.
Invece, sera dopo sera aveva iniziato a riempire i miei vuoti.
Guardavo quelle immagini e più guardavo e più ne sentivo il bisogno.
Iniziai a guardare accompagnata da un bicchiere di prosecco. Poi i bicchieri diventarono due.Poi non mi accontentai più di guardare ed iniziai a masturbarmi.
Potete credere o no, ma non mi ero mai data soddisfazione da sola. Mi accarezzavo, mi stimolavo i capezzoli, poi il clitoride fino ad avere un orgasmo. Un altro e un altro. In breve mi trovai a masturbarmi più volte a sera.
Passai dalle carezze ad introdurmi oggetti in vagina.
Acquistai su internet un vibratore piccolo e discreto. Poi arrivai ad un vibratore più grande e a un dildo gigante. Mi impalavo su un attrezzo grosso sei cm di diametro. Oh sì, fu masturbandomi che scoprii che mi piacevano le dimensioni maxi.
Passarono tre o quattro mesi in cui da sola mi procurai più orgasmi che in tutta la vita.
Solo che desideravo sempre di più.
Capii che avevo bisogno di altro. Desideravo cazzi di carne, desideravo assaggiare la sborra che le attrici dei porno sembravano ingoiare con il massimo gusto. Avevo il culo inviolato. Volevo provare anche quella emozione.
Presi il coraggio a due mani un sabato pomeriggio. Bussai alla porta del mio vicino di sotto. Un uomo davvero poco attraente, vicino alla sessantina, con capelli unti e radi e un bel cocomero sulla pancia. Ma era celibe. E aveva un cazzo.
Mi presentai con un prendisole succinto e senza la biancheria intima. Gli chiesi se poteva aiutarmi con lo scarico della cucina otturato e lo pregai di venire di sopra da me.
Avevo versato apposta nello scarico dei residui che avevano bloccato lo scarico. Lui fu molto gentile, e in poco tempo risolse il problema. Per tutto il tempo gli ero girata attorno sfiorandolo di proposito. Si era accorto della mia nudità, dei capezzoli induriti, della mia disponibilità. Quasi sbavava soffermandosi con gli occhi sull’attaccatura del mio seno. Gli offri un caffè.
Feci un gran respiro, in fondo era imbarazzante, non ero abituata ad offrirmi. Quando gli allungai la tazzina mi scoprii una mammella e gli chiesi se gradisse una correzione.
Allungò una mano a stringermi la tetta, e me lo trovai attaccato a succhiare come un poppante.
In un lampo fui nuda, in piedi davanti a lui, mentre la sua bocca succhiava e mordeva i miei capezzoli. Non erano mai stati trattati così. Mi piacque, era eccitante. Mi fece sedere sulla tavola ed affondò con la faccia in mezzo alle mie gambe, ed iniziò a leccarmi la figa. O mio Dio! Un uomo così insulso, mi stava facendo godere. Ma godere tanto. Persi la testa mentre urlavo dal piacere, e ad un tratto sentii la sua cappella appoggiarsi al bordo delle piccole labbra ed entrare. Iniziò a scoparmi. Non aveva grandi dimensioni, ma il suo cazzo era duro e lui mi montava con veemenza. Mi procurò almeno un paio di orgasmi prima di venire a sua volta.
Solo allora mi assalì un senso di imbarazzo, vergogna.
Lui quando si riprese mi disse che non immaginava fossi una troia, ma era piacevole sapere di potere avere un servizio così proprio a casa. Mi salutò dicendo che sarebbe tornato presto.
Presto era la sera stessa.
Suonò alla porta, chiedendo se disturbava. Lo feci entrare senza rispondere. Mi disse che l’antipasto era stato gradito ma desiderava di più
Mi chiese di inginocchiarmi e mi fece prendere in bocca il suo cazzo. Feci il primo pompino con ingoio della mia vita. Lui si accorse che non avevo esperienza, e mi guidò per rendere più soddisfacente l’esperienza. Lo sperma era di uno strano sapore, ma in fondo non mi dispiacque. Si sedette per riprendersi e cominciò a farmi domande. Gli raccontai che non avevo esperienze vissute di sesso, ma mi trovavo con una fame incontrollabile di cazzo.
Rise, e mi disse che poteva aiutarmi.
Prendendolo ancora in bocca riuscii a fargli riprendere l’erezione così mi scopò nuovamente. Stavolta riuscì a ritardare l’orgasmo, e cambiammo diverse posizioni, passando da quella del missionario a quella a pecora. Io mi sentivo fuori di me, e per quanto godessi non mi sentivo soddisfatta.
Lo sentii telefonare.
Suonarono al campanello. Andò lui ad aprire, mentre stavo versandogli da bere.
Entrarono tre uomini, tutti di età oltre i cinquanta. Ma era un dettaglio inutile. Erano uomini. Erano cazzi.
Io ero nuda. Il mio vicino, Gianni, mi prese per mano e mi presentò davanti a loro come la sua puttana.
Mi esibì come un oggetto. Palpava tette e culo e figa come se dovesse mostrare merce al mercato. Non mi faceva indignare, al contrario mi eccitava.
Spiegò che ero all’inizio della mia carriera, per cui ancora un pò impacciata e da aprire. Per questo la mia tariffa era abbordabile.
Passai dalle braccia di uno all’altro, mentre si spogliavano.
Mi fecero sedere sul tavolo e da lì si alternavano a sbattermi il cazzo in figa. Quando uno stava per venire si fermava e lasciavo posto ad un’altro.
Erano eccitati, erano laidi. Ma questo soddisfava la mia mente. Godevo. Senza amore, senza tenerezza per la prima volta godevo davvero. Non pensavo il sesso potesse durare tante ore.
La figa bruciava, seppur bagnata me la sentivo in fiamme.
Uno dopo l’altro mi spruzzarono di sperma. Uno mi venne in faccia. Li vidi lasciare delle banconote sul tavolo accanto a me.
Mi stavano pagando.
Chiusero la porta e mi trovai sola, con un centinaio di euro per la mia prestazione.
Ero una puttana.
Io, la donna fredda, che non dava importanza al sesso in una giornata mi ero lasciata sbattere da quattro uomini sconosciuti, che mi hanno pagata per il servizio.
Sotto la doccia ho pianto.Mi vergognavo, ero stata indecente.
Ma una volta a letto, ripensando all’accaduto, mi senti assalire da un grande caldo in fondo la pancia, e la mia mano provvedeva a regalarmi l’ennesimo orgasmo.
Da quel giorno fu facile.
Iniziai a frequentare gli autogrill, le piazzole di sosta dei camion. Dapprima timidamente, poi mi feci un bel giro.
Iniziai a battere in piena regola.
Non passò molto che mi lasciai inculare. Dopo mi piaceva molto farlo in gruppo. Avere due cazzi grossi e duri dentro risvegliava tutta la mia bestialità
Nel giro di qualche mese avevo preso tanti cazzi quanti molte donne si sognano in tutta la vita.
Ero felice. Lo so che sembra assurdo, ma lo ero e lo sono tutt’ora. Mi piace la mia vita così com’è ora.
Un giorno uno dei miei clienti mi propose di girare un video. Accettai ed iniziai a registrare una serie di filmini che giravano in rete.
La mia predilizione per i cazzi di grossa dimensione fu soddisfatta. I film che giravo prevedevano sempre dei nerchioni di buone e ottime dimensioni.
Da lì alla pratica del fisting non passò molto tempo.
Scoprii un nuovo modo di godere, facendomi scopare da una mano, che entrava nella mia figa fino al polso.
So che non piace a tutti, ma sentirmi riempire fino ad avere l’impressione di spaccarmi mi provoca dei brividi al solo pensarlo.
Naturalmente, per esigenze di copione iniziai ad avere rapporti anche con le donne. E fu una piacevole esperienza.
Che continua tutt’ora.
Oggi son fidanzata con un regista di porno. Naturalmente il nostro è un rapporto aperto, e spesso nel nostro letto siamo in tre o quattro.
Penso a quel mammalucco di mio marito, che non ha saputo svegliare la mia sessualità a suo tempo.
Mi ritengo fortunata. Ho trovato la mia vera natura e ho con me una persona che mi stimola a soddisfarmi.

Autrice del racconto erotico:
Roberta

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