Lo straordinario corpo di Elisabetta

La guardavo mentre se ne stava sul divano a guardare i reality in televisione. Era bellissima.
Non capivo proprio il calo del numero dei nostri rapporti sessuali. Lei era la donna più desiderabile che avessi mai visto e raramente mi rifiutava con scuse frivole come il mal di testa e stronzate del genere.
Eravamo abituati alla nostra presenza, ma come ci si poteva abituata a così tanta bellezza? Non era contemplabile. Nessuno si sarebbe mai abituato a quel corpo e a quegli occhi.
Era sensazionalmente bella.
Mi avvicinai e la baciai.
-Non mi fai vedere la televisione, così!- sbuffò.
-Infatti non è la televisione che devi vedere, ma il mio cazzo.
-Wow… quanto entusiasmo. Non possiamo aspettare almeno la pubblicità?
-Credo proprio di no, signorina, lei è appena stata scelta dalla nostra redazione per avere un orgasmo senza precedenti.
-Occhio a non promettere cose che non puoi offrire…- sorrise, prendendomi in giro.
-Ah… adesso di sei meritata proprio una punizione.- dissi, ridendo.
Mi misi in piedi e tirai fuori il mio pisello, mettendolo all’altezza della sua faccia.
-Leccamelo un po’.
-Vuoi che te lo lecchi perché sono stata una bimba cattiva?
-Esatto.
-Ok… paparino.- rispose, inumidendomi il pisello con la sua lingua.
Amavo farmi leccare il pisello. Era una cosa che mi faceva sentire un uomo molto importante. Avere una moglie che ti leccava il cazzo era, probabilmente, il punto più alto di un matrimonio.
-Brava bambina… brava.- dissi, con la voce carica d’eccitazione.
Quanto iniziò a ciucciarlo era già diventato duro come l’acciaio. mia moglie mi faceva sempre quell’effetto: non potevo guardarla senza che mi venisse un erezione.
Era imbarazzante, perché alle cene di natale non potevo mai sfiorarla con lo sguardo per evitare figure di merda con amici e parenti.
Era sempre stato così e lo sarebbe sempre stato anche in futuro.
-Alzati, baby.- dissi.
Eseguì l‘ordine come avrebbe fatto una soldatessa e, senza che le dissi niente, assunse la posizione della pecorina, abbassandosi pantaloni del pigiama e mutande.
Le infilai il pisello dentro ed iniziai ad ingropparla. Quello era un matrimonio come si deve.
L’uomo non doveva mai smettere con quelle cose; la propria moglie andava messa a pecorina almeno due volte alla settimana, giusto per ricordarle chi era il cavaliere e chi il cavallo.
La sua faccia sprofondava sempre di più nel divano, attutendo le grida tipiche dei loro rapporti sessuali.
Continuai a cavalcarla, guardando quella schiena magra che incassava con estrema dignità le botte continue. L’amavo moltissimo e mi eccitava a dismisura.
Più la scopavo e più il cazzo mi diventava duro, sentendo il suo piacere bagnato cospargermi il pene.
Le strattonai i capelli, affondando le mie mani nelle sue ciocche pulite e profumate. Tutto in lei profumava di primavera in ogni stagione. Scopare con lei era come scopare con un’intera stagione. È impossibile descrivere mia moglie a parole.
-Al galoppo.- dissi, fingendomi un cavallerizzo.
Fu a quel punto che mia moglie imitò il verso del cavallo, facendomi sborrare all’istante dentro la sua figa.
Era stata una mossa del tutto inaspettata. Non ero proprio riuscito a mantenere l’eccitazione.
-Ti sono venuto dentro.
-Amen.- disse lei, voltando la faccia verso di me.
Sorrideva sempre con quella smorfia che mi faceva impazzire del tutto.
Le tolsi il cazzo da dentro e la guardai rivestirsi. Era bellissima dopo il sesso. Aveva quell’espressione sbattuta e al contempo distesa che a certe donne dona moltissimo.

Vota questo racconto erotico !

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (17 voti, media: 3,24 su 5)
Loading...

Altri racconti erotici interessanti: