Libidine violenta – Debito pagato in… contro natura

Una creatura splendida come Lisa può essere l’oggetto dei sogni erotici di un principe ma anche l’esca preziosa di tre energumeni che colgono al volo un’occasione ladra per possederla con la forza. Si ritrova a trucco sfatto ed a calze strappate nello stesso dannato momento. Tutto per colpa di una lurida scommessa…

Lisa non è una puttana e neanche una svampita in cerca di guai. Il suo ragazzo rischia la vita per un debito di gioco e qualcuno, al telefono, le ha ‘consigliato’ di farsi trovare ad una certa ora in un certo posto.

Non fa che pensare, mentre aspetta: “Devo farli ragionare… devo salvarlo…”.

Una trappola riuscita alla perfezione da tre criminali senza scrupoli.

“Non fategli del male, vi prego…”.

“E allora cerca di non fare storie” la minaccia uno dei tre per farla cedere subito.

Lisa è un’ingenua e quelli sono criminali senza pietà e per di più infoiatissimi.

“Vieni, vieni, che sistemiamo tutto col… cazzo”.

I tre balordi non hanno peli sulla lingua e lei comincia a sentirsi una topa in trappola.

Urla: “Lasciami! Lasciami!” ma nessuno può sentirla.

Non è il loro cuore che lei può far intenerire con le chiacchiere. Sono i loro cazzi che lei deve far indurire coi fatti.

Il più infoiato la fissa e le fa: “Vedo che ti sei preparata bene per la festa…”.

“Con una sorca così possiamo fargli uno sconto a quello stronzo, no?!” riflette volgare l’altro ad alta voce.

Fissano quell’angelo tremante, deciso a salvare il suo uomo a tutti i costi.

“Uno sconticino per goderci questa bella troia….. eh?!”. “Serva dei nostri piselli cattivi…”. “Fai la fine dello spiedino, oggi… ma non ci pensare, vieni qua…”.

Sbavano sul suo corpo gonfio di terrore e ci godono a fare i duri per sottometterla ai loro capricci. La riempiono di lividi ma le loro parole fanno più male di qualsiasi coltello.

“Non vale un cazzo, il tuo uomo. E tu sei una puttana…”.

“No… Nooohhhh…” inutile, per lei, scappare o ribellarsi.

Quei tre fanno sul serio e non hanno nessuna intenzione di risparmiarla.

Valentino diventa matto quando, sbarazzandosi del tutto dei resti di quelle calze lacere, osserva da vicino quei due buchi rosa e tremanti, pulsanti di terrore.

“Povera piccola…. Mignotta indifesa!” la sbeffeggia lui mentre le avvicina il cazzo all’altezza del viso. La buca in un attimo e i suoi gemiti vengono soffocati con forza da un altro cazzo cacciato in bocca, quello di Toni.

“Ferma… zitta…. Ahhh….”.

Il suo corpo si scuote ad ogni bordata animale dei cazzi scaldati dal sopruso. Nessuno può fermarli e nessuno può farli stare zitti. Su un lettino ginnico uno si piazza sotto, la fa montare sopra di lui e la infila in sorca durissimo; il secondo le inchioda il culo e il terzo farà lo stesso per allargare le sue chiappe ai limiti della sopportazione anale. Lisa fa la fine dello spiedino.

Alberto conosce fin troppo bene quei ‘no’ troppe volte detti da prede bagnate di verità cruda. Le tappa la bocca, non sopporta quei miagolii da gatta ipocrita. La sorca di Lisa si allaga e la bocca cerca carne padrona, ma qualcosa esplode nella sua testa. Un trauma, uno shock vissuto in silenzio. Diventa arida, di colpo. Asseconda, galoppa, succhia e ride di sé a volto teso.

Il suo cuore si chiude, lacerato come le sue calze. Li vuole smunti, stanchi di fare gli spacconi, prosciugati e derisi dalla sua improvvisa e insana ninfomania. Smette di dire di ‘no’ a chi l’ha aggredita senza scrupoli. Ricorderà finché vive il sapore agro di quello sperma. Smette di dire di ‘no’ e smette di dire di ‘si’.

La sua caccia al maschio, da quel momento, diventa una sfida. Lo shock la trasforma per sempre…

L’alter ego di Lisa si chiama Vanessa, ora… ed è l’attrazione numero uno di una bisca clandestina di lusso, animata da risate alterate dal whisky e dal gioco d’azzardo.  Vanessa, una volta, si chiamava Lisa e credeva nell’amore. Oggi, per lei, tutto fa parte di una lurida scommessa.

Non sa giocare d’azzardo. Punta forte, perde sempre e non fa che ridere, ridere…

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