Le unghie di Cecilia

 

Sexy ragazza
-Dio come sei bella.
-Dimmelo ancora. Dimmelo cento volte e altre cento.- rispose Cecilia.
-Sei bella. Bella. Bella. Cento volte, duecento, mille volte bella!- continuò Stefano.
Sapeva bene come adulare le donne e Cecilia era proprio una di quelle a cui piaceva essere adulate in continuazione.
Era consapevole del fatto di essere bella, ma avere qualcuno che glielo facesse notare in continuazione era quello che più la faceva eccitare. Aveva bisogno di un uomo in grado di dimostrarle che la sua bellezza era vivida e reale. A quello servivano i complimenti.
Il pene di Stefano continuava ad entrare ed uscire da lei, facendola impazzire di estasi. Nessun altro uomo l’aveva soddisfatta così tanto. Forse era qualcosa che stava nella sua voce, ma le parole di Stefano la facevano eccitare all’inverosimile, rendendola più disponibile a godere del cazzo che la stava scopando.
-Hai delle tette stupende.
-Ti sei accorto che sono finte?- domandò lei, ansimante e un po’ imbarazzata.
-No… sono semplicemente perfette.
-Perfette?
-Tu sei perfetta! Tutto in te è perfezione. La tua figa stretta, le tue labbra e i tuoi occhi, i tuoi orgasmi, la tua voce, i tuoi capelli e l’erezione che provi in me ogni volta che t’incontro. Perfezione. Sei perfezione.
-Mi fai venire anche solo con le parole. Ma come diavolo ci riesci?
-Perché ti amo. Ti amo nel vero senso della parola!
-Sì. Sì. Vengo.
Era la seconda volta. Il secondo orgasmo della giornata. Suo marito non riusciva mai a soddisfarla, mentre Stefano sembrava richiudere in sé il segreto di tutti gli orgasmi del mondo.
-Non ce la faccio più. sono venuta troppo. Mi sento male dagli orgasmi.
-Non pensavo che avrei mai sentito una frase del genere!- sorrise lui, pieno di sé.
Scese dal letto e si accese una sigaretta, guardando quella ragazza nuda, restarsene a letto dopo aver vissuto due orgasmi da manuale, distrutta dal piacere che il suo corpo era in grado di dare ad una donna.
-Mi dai una sigaretta?- chiese.
-Io non ti darò mai niente che possa farti del male.
La eccitava così tanto. Ogni sua parola faceva nascere in lei la voglia di farsi fare tutto da quell’uomo. Era semplicemente perfetto. Non era bello, era semplicemente affascinante come nessun altro uomo era mai stato.
Scopare con lui era più che altro un’esperienza trascendentale, come lo yoga o la meditazione. Scopare con lui era come farsi di LSD o roba del genere. Il suo corpo era pura potenza cosmica.
-Avvicinati. Posso farti un pompino mentre fumi la tua sigaretta, se vuoi?- disse, maliziosa.
Stefano si avvicinò, aspirando lente boccate. Quelle dolci parole avevano ingigantito ancora di più la sua erezione.
-Ok. Prendimelo in bocca.- disse, soddisfatto dal momento che stava vivendo con quella splendida ragazza.
Cecilia inghiottì il pene dell’uomo e avvinghiò le sue mani sulle sue chiappe. Le sue lunghe e smaltate unghie affondarono con forza nella carne del ragazzo, razziando quel sedere fino a far uscire delle timide gocce di sangue.
-Ahi.- disse, -Continua… non ti fermare.
Aspirò l’ultima boccata di fumo e tornò con lo sguardo su quella balla testolina da pompinara che gli ballava sul membro.
L’avrebbe innaffiata come si faceva con le piante. La sua bocca sembrava una ventosa pronta a risucchiare ogni parte del suo cazzo eretto.
-Sto per sborrare. Cazzo come sei brava… brava. Bravissima. Vai, vai, vai.- disse, mentre l’iperventilazione che solitamente antecede l’orgasmo si faceva via via più pesante.
Le unghie di Cecilia affondarono nuovamente nella carne viva di quell’uomo a cui stava succhiando tutto quello che poteva succhiare.
Graffiò quelle chiappe sode come avrebbe fatto un felino, senza mollare la presa nemmeno per un secondo, mentre la sborra schizzò calda nella sua bocca, inumidendole la gola.
-Ah. Sì, cazzo! Ci voleva proprio. Quanto sei stata brava, bambina.- sospirò Stefano.
-È stato un piacere… e poi, dopo due orgasmi te lo dovevo, no?

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