La prima volta con lui


Per me era la prima volta che incontravo uno schiavo maschio, fino ad allora avevo avuto solo esperienze con coppie e con schiave femmine e non ero mai stato solo, era quindi una situazione nuova con cui avevo voluto confrontarmi non senza un poco di titubanza, io sono etero, non avevo mai disdegnato degli incontri bisex ma questo era diverso, in questa storia di fica proprio non ce n’era.

Claudio aveva 25 anni ed era alla prima esperienza, nel all’annuncio si dichiarava pronto a tutto ma si capiva subito che non era vero, non cercava un macho peloso baffuto e violento ma una padrona o un padrone severo, probabilmente, in cuor suo, sperava di trovare una padrona ma decise anche
lui di incontrarsi con me.

Ci parlammo a lungo per telefono, io volevo capire cosa voleva veramente e mi serviva sapere esattamente come comportarmi; non ne avevo le prove allora ma intuivo che dominare una donna e’ profondamente diverso da dominare un uomo, la psicologia e le aspettative sono differenti e se non fossi riuscito a “schiavizzarlo” veramente non sarei stato, io per primo, veramente soddisfatto.

Ci incontrammo un sabato sera, aveva la casa libera per il weekend, ed io lo raggiunsi, doveva aspettarmi gia’ pronto secondo le mie istruzioni.
Escluso il pube, doveva essere completamente depilato (in particolare fra le natiche), mettere su un tavolo tutto l’armamentario s/m che possedeva e vestirsi normalmente jeans e maglietta.

Quando suonai mi apri’ immediatamente e io lo squadrai da capo a piedi, era effettivamente un discreto ragazzo, capelli corti e fisico asciutto.
Senza neanche salutare mi feci portare in salotto dove osservai cosa aveva messo insieme per la serata, ovvero tutto quello che usava per le sedute di auto tortura che fino ad allora aveva fatto. L’attrezzatura di cui disponeva era in effetti un poco misera: un paio di catene, della corda, mollette da bucato, delle candele, un cazzo in plastica di circa un centimetro di diametro; un po poco, per fortuna avevo qualcosa anch’io con me.
– Da ora in poi parli solo se interrogato e ad ogni ordine risponderai con un “si padrone” – gli dissi, ed aggiunsi
– Ora spogliati ! –

Appena nudo lo feci piegare a 90 gradi con le gambe divaricate.
– Vediamo se ti sei rasato bene – detto cio’ gli allargai le natiche ed ispezionai il culo con attenzione, finora aveva risposto bene, ma si vedeva che era imbarazzato, nei miei piani adesso veniva il clistere ma capii che era troppo presto avrei rischiato di superare subito le sue barriere, decisi di sedermi su una poltrona e di farmi portare da bere; lui stava in piedi di fronte a me e mi stava spiegando con sempre meno imbarazzo a quali prove si era sottoposto fino ad allora, dopo una mezzora di chiacchiere decisi che era ora di iniziare e lo portai in bagno.

Sotto il mio sguardo attento dovette preparare il suo clistere, acqua calda e un poco di sapone dentro una bacinella, poi appese sopra la vasca da bagno la sacca e si sdraio’ dentro.
Mi avvicinai e gli legai le mani dietro la schiena gli piantai nel culo la cannula ed aprii il rubinetto.
– Non lo reggo piu’ padrone, la prego devo scaricare – mi supplico’ dopo che circa un litro di acqua gli era entrata nelle budella.
– Scaricati pure – gli risposi, Claudio allora cerco di alzarsi ma io lo tenni giu’
– Ho detto che puoi scaricarti, non che puoi alzarti, cos’e’ non capisci l’italiano schiavo ?
– passaro pochi secondi e uno sprizzo di acqua e merda gli sgorgo’ dal culo, io attesi che finisse e gli rimisi la cannula nel buco
– Fino a che non uscira’ bella limpida da qui non ti alzi – gli spiegai.

L’operazione ando’ avanti a lungo, tutta l’acqua che entrava dopo poco usciva e cominciava a riempire la vasca; quando, dopo una decina di introduzioni, giudicai la pulizia sufficiente lo slegai – Ti aspetto in salotto, pulisci tutto e fai la doccia, ti concedo 15 minuti, piu’ ritardi piu’ la penitenza sara’ dolorosa, vedi quindi di sbrigarti -.
Dopo una ventina di minuti torno’ in salone,
– Vieni qui – dissi brusco
– Mani dietro la nuca e gambe divaricate – ordinai, Claudio di affretto’ ad eseguire, io lo raggiunsi e gli circondai la vita con una catenella che bloccai con un lucchetto, feci passare un capo giu’ fra le gambe e poi dietro, fra le natiche per poi tornare a fissarsi sul davanti, in pratica gli avevo messo un paio di mutande di ferro; era il momento del dildo
– Non agitarti che se no e’ peggio – dissi mentre gli premevo il cazzo di gomma sul buchino, nonostante il mio ordine Claudio di agitava ma alla fine tutto ando’ come doveva e rapidamente fissai il dildo alla catena, adesso non poteva sicuramente uscire da dove lo avevo inserito. Mi sedetti in poltrona e osservai il mio “capolavoro”
– Come ti senti ? – chiesi
– Bene Padrone, pensavo peggio, se non mi muovo quasi non lo sento – rispose
– Ma tu ti devi muovere, portami da bere e poi prendi una scopa e comincia a
pulire, voglio vederti attivo – gli replicai.

Mi sembrava che tutto stesse andando per il meglio, io mi stavo divertendo,
Claudio aveva accettato tutto quello che gli avevo imposto superando sempre piu’ i suoi limiti iniziali, forse non si era reso conto che in poco piu’ di due ore si era molto trasformato; lo studente che mi aveva aperto la porta forte (?) delle sue blande sedute di autotortura stava ora spazzando casa nudo e con un cazzo piantato nel culo mentre un estraneo lo osservava divertito, si proprio un bel cambiamento.

Fu allora che notai come il suo cazzo era in erezione, evidentemente il continuo agitarsi con l’oggetto fra le natiche lo stava eccitando oppure fantasticava di successive prove a cui lo avrei sottoposto.
Decisi che era il momento di passare un’ altra soglia.
– Vieni qui – gli sussurrai, Claudio abbandono’ la scopa e si avvicino, io osservai il suo membro dritto e lo guardai con fare canzonatorio –
Allora ti piace prenderlo in culo ? – abbassò gli occhi e rispose
– Si padrone -,
– Si padrone cosa ? – urlai –
– Mi piace prenderlo in culo padrone – preciso’ con evidente imbarazzo.
Al quel punto gli ammanettai le mani dietro la schiena e lo feci inginocchiare davanti a me
– Prendimelo in bocca ! – gli ordinai.
Claudio si impegno’ a fondo, mi sbottono’ i pantaloni mi estrasse il cazzo e comincio’ a succhiarlo, non era molto abile ma la situazione gli aveva preso la mano e non penso’ neanche un attimo a cosa stava facendo, per stimolarlo un poco gli agitavo il dildo che aveva nel sedere.
All’improvviso e senza avvertirlo gli sborrai in bocca, il primo sorso gli arrivo’ dritto in gola ma istintivamente spostò il viso e il secondo fiotto gli centro’ la faccia, onestamente non potevo pretendere di piu’ per il momento e non lo punii per questo,
– Adesso vorresti godere anche tu schiavo ? – gli chiesi beffardamente
– Magari padrone non ce la faccio proprio piu’, la prego – effettivamente il suo cazzo sembrava al massimo dell’ erezione, se lo avessi fatto godere adesso sarebbe probabilmente stato il mio schiavo per sempre.
Ci pensai un attimo e decisi che se lo meritava.
– Vieni, potrai godere ma non sara’ comodo vedrai – lo portai vicino ad una sedia, cosparsi il sedile di puntine, quelle a tre punte, corte ma aguzze e gli imposi di sedersi
– Quando si gode bisogna essere comodi, quindi siediti, hai tre minuti poi basta – appena si sedette gli liberai le mani; Claudio fu un fulmine in pochi secondi si sparo’ una sega che lo lascio’ spossato, solo dopo lo feci alzare.

Adesso che hai goduto sono sicuro che ti sarai calmato ma io non ho ancora finito, lo misi vicino al tavolo della sala, gli legai le caviglie alla base delle gambe e lo feci mettere a novanta gradi, poi legai il busto al tavolo perche’ non potesse alzarsi e gli tolsi l’imbracatura che aveva ancora intorno ai fianchi, gli sfilai il dildo e immediatamente lo inculai; non dispongo certo di una verga olimpionica ma sicuramente e’ piu’ grande del dildo che andava a sostituire, per me fu un ottima inculata per Claudio non so ma francamente non mi interessava in quel momento.
Quando finii lo slegai e lo portai in bagno, mi feci una doccia e gli imposi di lavarmi ed asciugarmi per benino.
– Io per oggi ho finito, ci vediamo fra quindici giorni per il seguito –
– Si Padrone come vuoi -.
Da allora l’ho frequentato per circa due anni e devo dire che e’ molto migliorato da allora anche se uno schiavo, almeno agli occhi di un padrone, non sara’ mai perfetto… ma il bello e’ tutto qui!.

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