La moneta della spogliarellista

Per mia sfortuna sono sempre stato un uomo di seconda classe, infatti la stazione televisiva per la quale lavoravo mi aveva licenziato, mia moglia mia aveva lasciato e in pratica, tutto il mio mondo affogo’ nella merda, con una velocita’ da record.

Tutto ebbe inizio, all’interno di uno strip club. Non sono mai stato uno che esagerava con gli alcolici, ma quella sera, mi ero riempito le vene di cosi’ tanto alcol da svenire, battendo la testa sul bancone. Piu’ riprendevo i sensi e piu’ le fitte di dolore si facevano sentire. Sentivo anche una mano che spingeva un qualcosa di umido sulla mia fronte. Era una delle spogliarelliste, che mi stava tamponando con un panno umido. ” Va tutto ok Gianni ” mi disse, con dolcezza ” Come fai a sapere il mio nome? Dove siamo? “, potevo sentire la mia voce che rimbombava all’interno della mia testa, che era sotto attacco da violenti colpi di martello.

La spogliarellista si chiamava Anita e mi disse di conoscere il mio nome, in quanto gli avevo trovato un posto, per lo show delle 21:00 che andava in onda sul canale televisivo dove lavoravo. Eravamo nel suo stanzino, al piano superiore dello strip club. Mi disse che ero stata anche l’unica persona che durante il set, non aveva cercato di toccarla o riempita di volgarita’.

Eravamo solo io e Anita, lei nuda seduta accanto a me, che mi medicava, dicendomi che ero un’uomo speciale, ” Come no? Ho perso il lavoro, la moglie e mi hanno rubato anche la macchina, visto che speciale? ” Non feci in tempo a girare gli occhi che la sua lingua era infilata nella mia bocca, esplorando per bene il suo interno, mentre le sue mani mi stavano strizzando il cazzo che mi era diventato duro in un’istante. ” Ti voglio aiutare a rilassarti ” , mi levo’ i jeans ed incomincio’ a segarmi il cazzo con il panno umido. Prese della crema, ed incomincio’ a farmi un massaggio al cazzo che era la fine del mondo. Mi sentivo nuovamente vivo, mentre Anita mi stava massaggiando il cazzo e le palle, con della crema.

Passo’ nuovamente il panno umido, per pulirmi il cazzo e le palle dalla crema. ” Va meglio cosi’? “, neanche il tempo di rispondere, che il mio cazzo scivolava tra le sue carnose labbra rosso fuoco, fino a prenderlo tutto in bocca. Continuo’ a succhiarlo con decisione, massaggiandomi le palle e quando stavo per venire, indietreggio’ quel tanto che bastava per ricevere tutta la schizzata di calda sborra in faccia. Con quella sborrata mi sentivo un nuovo uomo, mentre lei era ancora li, impegnata a succhiarmi via la sborra dal cazzo e dalle palle, succhiandomi la cappella, rendendo il cazzo lindo e pulito. Continuo’ a succhiarlo, facendomelo indurire una seconda volta.

” Non ti fa star bene questo? “, mi disse, pochi istanti prima di riprendere il cazzo in bocca. Mentre me lo succhiava, io le strizzavo le tette e le infilavo le dita nella figa e nel culo, spingendole dentro e fuori con velocita’ crescente. Mi leccava il cazzo con golosita’, come fosse un gelato di piena estate. Le sue labbra scivolavano morbide sulla mia cappella e sul tronco del mio cazzo, fino a quando la seconda sborrata non le riempi’ la bocca di caldo seme. Questa volta non si sposto’ di un centimetro, ma rimase li, a succhiare tutta la sborra che produceva la mia cappella, in quel momento sensibilissima al suo risucchio.

La mia gentilezza durante il suo strip show, era sicuramente stata ripagata.

 

Vota questo racconto erotico !

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (6 voti, media: 4,00 su 5)
Loading...

Altri racconti erotici interessanti:

  • Il gigante e la bambinaIl gigante e la bambina Mio padre mi aveva detto di essere gentile, educata e premurosa con il suo migliore […]
  • Idea insaponataIdea insaponata Erano ormai diversi mesi che io e la mia compagna vivevamo insieme, in un piccolo […]
  • Ruota PanoramicaRuota Panoramica Era quel classico periodo estivo, dove in citta' passavano le giostre, i giochini […]
  • Giochi Violenti ( Parte II )Giochi Violenti ( Parte II ) Ero stata rapita da un vecchio contadino porco, legata sopra uno sporco divano e stava […]