La mamma dell’amico (parte 5)

Luca si fece la doccia per primo e lasciò me, e sua mamma, soli.
-Senti Lara è abbastanza una tosta-
Le feci cenno che la stavo seguendo
-Quando la scopi devi proprio sbatterglielo duro e non fermarti mai. Non mi deludere, che le ho detto che sei il migliore che abbia mai scopato-
Mi accarezzò il cazzo.
-Ho fatto una scommessa: se la fai venire prima di te ho vinto. Perciò impegnati!-
Feci sì con la testa ma pensai tra me e me “Che cazzo dici! Siete tutti matti. Siete dei veri ninfomani!”.
-Ho finito, il bagno è libero!-
Lei si alzò
-Dai vieni che ti devo preparare!-
Io la seguì fino in bagno ed entrati sentì la porta chiudersi alle mie spalle.
-Mamma che cazzo fai! Perché vi siete chiusi dentro!-
Lei mi guardò
-Lascialo perdere, prima o poi la smetterà di rompere i coglioni-
Andò verso la vasca e aprì il rubinetto.
-Ora facciamoci un bella doccia e ripuliamoci per bene-
Io la guardai impassibile.
-Beh, ti muovi o no: entra!-
-Ma…-.
-È da una vita che non faccio il bagno insieme a un uomo, e poi ti ho detto che ti devo preparare. Forza sbrigati-
Entrai nella vasca. L’acqua era calda e pure io lo ero. Mi sembrava tutto un sogno.
Stavo per fare il bagno con la mamma del mio migliore amico.
“Non è possibile”
Lei entrò e la prima cosa che fece, ovviamente, fu mettere mano al mio cazzo.
-Lara inizierà subito a segarti di brutto e poi ti salirà addosso, così-
Si avvicinò, ma diversamente dalle altre volte, si girò, mi mise la figa in faccia e iniziò a leccarmi il cazzo. Con un mano mi prese la testa e me la spinse contro il suo culo, continuando a succhiarmi il pene, aumentando la velocità ogni volta che arrivava alla base.
Era più eccitante del solito: non avevamo ancora fatto un sessantanove e quel suo culo sodo mi faceva scoppiare i sensi. Più premeva con la mano, più il cazzo mi diventava duro e immediatamente me lo avvolgeva nella sua bocca, slinguandolo come solo lei sapeva fare.
Arrivai al punto di esplodere. Era troppo bello.
-Non sborrare!-
Mi strinse il cazzo a metà dell’asta e mi impedì di eiaculare.
-Leccami la figa di più: devi farmi venire!-
Cercai di ascoltare il suo consiglio ma era troppo difficile: la sua bocca calda faceva su giù sul mio cazzo, pompandomelo un aspirapolvere.
Non resistetti un secondo in più e le sborrai in bocca.
Lei tentò di fermarmi ma si trovò a inghiottire i litri di sperma che mi erano rimasti.
Aveva lo bocca piena fino all’orlo che dovette aprirla e lasciare che il contenuto si riversasse anche nella vasca.
Mi misi a ridere.
-Ti avevo detto di non sborrare!-
Nel parlare sputò ancora quello che non era riuscita a inghiottire.
-Adesso vedi bastardo!-
Mi salì sul cazzo e iniziò a scoparmi. Sembrava saltasse dalla foga che ci metteva.
Io ero esausto: era la quarta volta che la trombavo, mi serviva una pausa. Ma lei se ne fregava e continuava a saltare. Il cazzo stava ormai cedendo.
-Così impari!-
Il suo culo si infranse con un fragoroso “sciaf” sulle mie cosce stanche.
Si fermò ma solo per cambiare buco. Passo dalla figa al culo in un frazione di secondo. Sentì la pelle tirarsi, appena lo mise dentro, e quel colpo repentino mi fece provare un male indescrivibile al prepuzio.
Cacciai un urlo di dolore.
-Fa male vero!-
Lei continuò e guardandomi negli occhi iniziò a fare quello che aveva fatto a Luca: contrasse così forte l’ano che mi sentì risucchiato nel suo buco e mi fece ancora più male. Stavo godendo ma allo stesso tempo il cazzo era allo stremo.
Lei strinse ancora di più.
“Ma come cazzo fa!”.
Dopo un dolorosissimo minuto mi lasciò e alzatasi soddisfatta mi venne in faccia.
-Questo dovevi fare: dovevi farmi venire!-
Il cazzo era a pezzi.
-Ora riprenditi-
Mi ripulì di tutto e mi lavo delicatamente il pene, leccandolo ancora un po’ per alleviare il dolore

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